David Michie.
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Il gatto del Dalai Lama e l'arte di fare le fusa.
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Titolo originale: Dalai Lama's Cat and the Art of Purring.
Traduzione di: Adria Tissoni.
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2019. Giunti Editore.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Che cosa ti induce a fare le fusa?
Tra tutte le domande questa  la pi importante. E ci mette tutti sullo stesso piano perch: che tu sia un gattino giocherellone o un anziano gatto sedentario, un randagio tutto pelle e ossa dei sobborghi o una gatta dal manto lucido dei quartieri alti, al di l della tua situazione insomma, vuoi solo essere felice. Di una felicit duratura che ti spinga a fare le fusa dal profondo del cuore.
Rinpoche, la Gatta del Dalai Lama,  un'osservatrice instancabile e discreta. Da quando Sua Santit  in viaggio per lavoro, si sente un po' sola e annoiata, ma per fortuna c' chi si prende cura di lei: Serena, la chef dell'Himalaya Book Caf; Sam, che si occupa della libreria; Ludo, l'insegnante di yoga e i monaci tibetani di Namgyal. Dopotutto, prima di andare via, il Dalai Lama le ha lasciato un compito importante: scoprire perch i gatti fanno le fusa. Scoprire il segreto della felicit.
E allora non le resta che tenere le orecchie bene aperte e trarre insegnamento dalle sue piccole e grandi esperienze quotidiane e dai molti interessanti ospiti - scienziati, imprenditori, psicologi e yogi - che passano dall'Himalaya Book Caf. Da ognuno di loro sapr ricavare piccole perle di saggezza valide per tutti: umani e non.
Cos, notte dopo notte, in attesa del ritorno del suo amato Dalai Lama, Rinpoche comincer a capire che la felicit non si trova nel passato, ma nel momento presente e non pu essere condizionata dal raggiungimento di un obiettivo futuro, perch il futuro semplicemente ancora non esiste! Scoprir cos' il presentismo, il principio dell'impermanenza, il grande potere della mente e dell'autocontrollo.
Le ricerche moderne dell'Occidente e la saggezza antica dell'Oriente si fondono in questa lettura deliziosa che vi illuminer l'anima. Non guarderete pi i vostri amici felini con gli stessi occhi!
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L'AUTORE.
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DAVID MICHIE  nato in Zimbabwe il 13 febbraio 1962, ha trascorso molti anni a Londra e attualmente vive a Perth.  un keynote speaker, un formatore aziendale e un coach di mindfulness e meditazione, esperienza che lo ha portato a diventare un autore di bestseller internazionale, di fiction e non-fiction, di mindfulness e di romanzi e in particolare della serie di romanzi sul gatto del Dalai Lama. I suoi libri sono stati tradotti in 30 lingue e pubblicati in pi di 50 Paesi.
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Il gatto del Dalai Lama e l'arte di fare le fusa.
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Prologo.
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Oh bene, finalmente sei qui, devo dire che te la sei
presa comoda, senza offesa ovviamente! Vedi, caro
lettore, ho un messaggio per te. Non  un messaggio
per chiunque e non arriva di certo da una persona
qualsiasi. Cosa ancor pi importante: riguarda la tua
pi profonda e personale felicit.
Non  necessario voltarsi a guardare chi possa esserci
dietro di te o al tuo fianco, perch questo messaggio
 proprio per te.
Non sar concesso a tutti di leggere queste parole,
solamente a un numero accuratamente selezionato di
esseri umani. Oltretutto, non crederai forse di trovarti
davanti a una sorta di fortuita coincidenza che ti
ha portato a sfogliare queste pagine in questo preciso
momento della tua vita. Solo chi, tra di voi, possiede
un ben specifico karma sar in grado di comprendere
quello che sto per dire; lettori che hanno un rapporto
esclusivo con me.
O forse dovrei dire noi.
Sai, io sono la Gatta del Dalai Lama e il messaggio
che ho per te arriva nientemeno che da Sua Santit.
Come posso permettermi di fare un'affermazione
cos importante? Sto forse delirando? Se mi consenti
di acciambellarmi metaforicamente sulle tue ginocchia,
te lo spiegher.
A un certo punto quasi ogni gattofilo si trova davanti
a un dilemma: come comunicare al proprio amico
felino che si sta per partire? E non solo per un fine
settimana lungo.
Esattamente, il modo in cui gli umani annunciano
la loro imminente partenza  una questione molto
delicata per i gatti. Alcuni di noi prediligono essere
avvertiti con largo anticipo per potersi preparare
mentalmente al cambiamento di routine. Altri preferiscono
che la notizia piombi dal cielo inattesa, come
una gazza infuriata durante la stagione dei nidi:
quando stai per realizzare cosa stia succedendo,  gi
successo.
 interessante notare che i nostri addetti sembrano
avere davvero una sensibilit innata in queste occasioni
e si sanno anche comportare di conseguenza:
alcuni si rivolgono con parole dolci al loro micio per
settimane prima di partire, altri prendono il temuto
trasportino dallo sgabuzzino senza preavviso.
Io sono, guarda caso, il pi fortunato tra i gatti,
perch quando il Dalai Lama parte per un viaggio,
la quotidianit domestica qui a Namgyal continua
indicativamente secondo le consuete abitudini. Trascorro
buona parte della giornata sul suo davanzale
al primo piano, posizione privilegiata da cui posso
vigilare costantemente con il minimo sforzo e, quasi
tutti i giorni, un altro po' di tempo nell'ufficio degli assistenti
esecutivi di Sua Santit. Poi c' la mia abituale
passeggiata nei dintorni che pi mi sono congeniali e
le dilettevoli lusinghe all'Himalaya Book Caf.
Ci nonostante, quando Sua Santit non c', la vita
non  la stessa. Come posso descrivere cosa si provi
al cospetto del Dalai Lama?  semplicemente straordinario.
Dal momento in cui entra in una stanza, ogni
essere che si trova al suo interno viene toccato dall'energia
della sua felicit autentica. Qualsiasi altra cosa
stia succedendo nella tua vita, qualunque tragedia o
perdita tu stia affrontando, nel tempo che passi con
Sua Santit percepisci la sensazione che nel profondo
tutto  bene.
Se non lo hai mai provato,  come risvegliare una
dimensione di te stesso che, analogamente a un fiume
sotterraneo,  sempre stata presente ma fino a quel
momento celata. Ricongiunto con questa fonte, non
solo conosci la pace intensa e la sorgente al centro
del tuo essere, ma per un istante puoi anche scorgere
fugacemente la tua stessa coscienza: radiosa, infinita
e permeata d'amore.
Il Dalai Lama ci vede per come siamo veramente
e rivela la nostra vera natura mostrandocela. Per
questo motivo tanti in sua presenza semplicemente si
sciolgono. Ho visto uomini di un certo prestigio, nei
propri abiti scuri, piangere solo perch aveva toccato
loro il braccio. I massimi rappresentanti delle grandi
religioni del mondo fanno la fila per incontrarlo e la
fanno una seconda volta per potersi trovare di nuovo
al suo cospetto. Ho visto persone sulla sedia a rotelle
piangere lacrime di gioia quando si  fatto strada in
mezzo a una folla numerosa per prendere loro la mano.
Sua Santit ci ricorda il meglio di ci che possiamo
essere. Esiste forse dono pi grande?
Capirai quindi, caro lettore, che anche se continuo
a vivere una vita di privilegi e di agio quando il Dalai
Lama  in viaggio, preferisco di gran lunga quando 
a casa. Sua Santit lo sa, proprio come sa riconoscere
che io sono una gatta che preferisce essere avvertita
della sua partenza. Se uno dei suoi due assistenti esecutivi,
il giovane Chogyal, un monaco paffuto che lo
aiuta con le questioni monastiche, o Tenzin, l'esperto
diplomatico che lo assiste nelle questioni laiche, gli
presentano una richiesta riguardante un viaggio, lui
alza lo sguardo e dice: Due giorni a New Delhi alla
fine della prossima settimana o qualcosa del genere.
Loro possono anche pensare che stia confermando
la visita. In realt lo dice specificamente per me.
Nei giorni che precedono un viaggio pi lungo me
lo ricorda visualizzando il numero di sonni, cio di
notti, in cui star via. E la sera prima della partenza
si assicura sempre di passare del tempo di qualit insieme,
solo io e lui. In quei pochi minuti entriamo in
contatto in un modo talmente profondo che  possibile
solo tra i gatti e i loro compagni umani.
Il che mi riporta al messaggio che Sua Santit mi
ha chiesto di rivolgerti. Me lo ha riferito la sera prima
di partire per un viaggio didattico di sette settimane
negli Stati Uniti e in Europa, il periodo pi lungo in
assoluto in cui saremmo stati lontani. Mentre il crepuscolo
scendeva sulla valle del Kangra, lui, allontanandosi
dalla scrivania, si avvicin al davanzale su cui
riposavo e si inginocchi accanto a me. Domani devo
andare, mia piccola Leonessa delle Nevi disse guardandomi
intensamente nei miei occhi azzurri mentre
mi chiamava con il suo vezzeggiativo preferito.  un
termine che mi d grande gioia, visto che i tibetani
considerano i leoni delle nevi esseri celestiali, simbolo
della bellezza, del coraggio e dell'allegria. Sette
settimane sono un periodo pi lungo del consueto. So
che ami che stia qui, ma ci sono anche altri esseri che
hanno bisogno di me.
Mi alzai e allungai le zampe davanti, stirandomi
a lungo e per bene prima di fare un ampio sbadiglio.
Che graziosa bocca rosa osserv Sua Santit
sorridendo. Sono lieto di vedere che hai i denti e le
gengive in buone condizioni.
Avvicinandomi di pi, gli diedi affettuosamente
una testata.
Oh, quanto mi fai ridere! esclam. Restammo
l, fronte contro fronte, mentre mi passava le dita sul
collo. Star via per un po', ma la tua felicit non dovrebbe
dipendere dalla mia presenza qui. Puoi essere
ugualmente molto felice.
Mi massaggi dietro le orecchie con le punte delle
dita, proprio come piaceva a me.
Forse pensi che la felicit derivi dal fatto di stare
con me o dal cibo che ti danno al caff. Sua Santit
non si faceva illusioni sul motivo per cui frequentavo
cos assiduamente l'Himalaya Book Caf. Ma nelle
sette settimane che verranno cerca di trovare da sola
la vera causa della felicit. Quando torner, mi racconterai
cos'hai scoperto.
Delicatamente e con grande affetto mi prese in
braccio, poi rimase in piedi rivolto verso la finestra
aperta e la vista della valle del Kangra. Era uno spettacolo
meraviglioso: la verdeggiante valle sinuosa, le
foreste sempreverdi ondulate e in lontananza le cime
imbiancate dell'Himalaya che brillavano all'imbrunire.
La lieve brezza che entrava profumava di pino,
rododendro e quercia; cera un'aria incantevole.
Ti dir le vere cause della felicit mi bisbigli
all'orecchio.  un messaggio speciale solo per te e
per quanti sono karmicamente legati a te.
Iniziai a fare le fusa, che ben presto divennero costanti
e gutturali come un motore in miniatura.
S, mia piccola Leonessa delle Nevi afferm il
Dalai Lama mi piacerebbe che riflettessi sull'arte di
fare le fusa.


1.

Ti sei mai meravigliato, caro lettore, di come la decisione
apparentemente pi banale possa talvolta
portare a una svolta determinante nella tua vita? Fai
quella che pensi sia una scelta quotidiana, irrilevante,
e questa ha conseguenze clamorose quanto impreviste.
 esattamente quello che mi successe un luned pomeriggio
in cui, invece di andare dritta a casa dall'Himalaya
Book Caf, decisi di prendere il cosiddetto
sentiero panoramico. Non era un percorso che avevo
fatto spesso, per la semplice ragione che in realt non
 molto panoramico, e neppure un sentiero vero e proprio.
 pi che altro un umile vicolo che corre sul retro
dell'Himalaya Book Caf e degli edifci adiacenti.
Ad ogni modo  una strada pi lunga per tornare
a casa, quindi sapevo che per raggiungere Namgyal
avrei impiegato dieci minuti al posto dei soliti cinque.
Avendo tuttavia passato il pomeriggio a dormire sul
portariviste del locale, sentivo il bisogno di sgranchirmi
le zampe.
Arrivata alla porta d'ingresso, anzich girare a destra
andai dunque a sinistra. Superando lentamente
la porta laterale del caff svoltai di nuovo a sinistra
e mi incamminai nel vicolo stretto usato per i bidoni
dell'immondizia, profumato di avanzi di cucina e
aromi sfiziosi. Continuai un po' traballante per la mia
strada, dato che fin da cucciola le mie zampe posteriori
sono sempre state deboli. Mi fermai una volta
per dare due zampate a un oggetto interessante, di
un colore tra l'argento e il marrone, incastrato sotto
il cancello posteriore del locale, solo per scoprire che
era il tappo di una bottiglia di champagne finito in
qualche modo nell'inferriata.
Stavo per andare ancora a sinistra quando mi accorsi
del pericolo. A una ventina di metri, sulla via
principale, avvistai i due cani pi grossi e feroci che
avessi mai visto. Sconosciuti nel distretto, con le loro
narici dilatate e il pelo lungo mosso dalla brezza del
tardo pomeriggio, erano una presenza minacciosa.
Peggio ancora: erano slegati.
Con il senno di poi ci che avrei dovuto fare a quel
punto era battere in ritirata nel vicolo e andarmene dal
cancello posteriore del caff, dove sarei stata al sicuro
dietro a sbarre abbastanza larghe da permettermi di
passare ma troppo strette per quei mostri.
Proprio mentre mi chiedevo se mi avessero vista,
si accorsero della mia presenza e partirono subito
all'inseguimento. L'istinto prese il sopravvento e girai
brusca a destra correndo il pi velocemente possibile
nella misura in cui le zampe me lo consentivano. Con
il cuore che mi batteva all'impazzata e il pelo ritto, mi
precipitai alla disperata ricerca di un riparo. In quei
pochi istanti di adrenalina alle stelle mi sentii capace
di andare dappertutto e di fare qualunque cosa, che si
trattasse di salire sull'albero pi alto o di infilarmi nel
pertugio pi angusto.
Per non cerano vie di fuga n posti sicuri. I latrati
malvagi diventavano pi forti via via che i cani
si avvicinavano. Nel panico totale, senza altri luoghi
dove rifugiarmi, mi lanciai in un negozio di spezie
pensando di arrampicarmi su qualcosa per mettermi
in salvo o almeno depistarli.
La minuscola bottega era piena di cassette di legno
su cui erano disposte con cura ciotole d'ottone con
le spezie. Alcune donne dalla corporatura giunonica,
occupate a macinarle in mortai che tenevano sulle
ginocchia, gridarono spaventate mentre sfrecciavo
all'altezza delle loro caviglie, seguita dall'abbaiare indignato
dei cani che, assetati di sangue, mi venivano
dietro.
Sentii il metallo risuonare sul calcestruzzo quando
le ciotole caddero per terra. L'aria fu invasa da una nube
di spezie. Volai nel retro cercando una mensola su
cui saltare, ma trovai solo una porta sprangata. Cera
per uno spazio tra due cassette, largo a sufficienza
perch potessi inflarmici dentro con le unghie e con
i denti. Dietro, al posto di un muro, c'era un telo di
plastica strappato e dietro ancora un vicolo deserto.
Cacciando le loro enormi teste nello spazio tra le
casse, i cani presero a guaire frenetici. Terrorizzata,
scrutai in fretta il canale di scolo: terminava poco pi
avanti. L'unica via d'uscita sarebbe stata quella di tornare
sulla strada.
Dall'interno della bottega giunsero in coro dei mugoli
lamentosi quando le donne infuriate acciuffarono
i due mascalzoni. Con il mio manto, solitamente
bianco e lustro, impolverato di spezie d'ogni colore, mi
affrettai lungo il canale di scolo fino a raggiungere la
strada, dopodich cominciai a correre disperatamente,
per quello che le mie fragili zampe mi permettevano.
La strada tuttavia era in pendenza, non molto ripida
ma comunque faticosa. Nonostante mi sforzassi con
ogni muscolo del corpo, le mie fatiche valsero a poco.
Mentre tentavo di allontanarmi il pi possibile dai
cani, cercai un posto, uno qualsiasi, che mi offrisse
protezione, ma vidi solo vetrine di negozi, muri di
calcestruzzo e cancelli d'acciaio invalicabili.
Alle mie spalle i latrati continuavano, accompagnati
ora dalle urla furiose delle donne del negozio. Mi
girai e le vidi cacciare fuori i cani con una pacca sui
fianchi. Sconvolte e con la lingua a terra, le due bestie
anelanti avanzavano lungo il marciapiede mentre io
continuavo a salire sperando di confondermi nel flusso
costante di pedoni e di auto.
Ma non cera via di scampo.
Nel giro di pochi istanti avevano ritrovato la pista
e ripreso l'inseguimento. Il loro feroce ringhiare mi
pervase di paura allo stato puro.
Avevo guadagnato un po' di terreno ma non bastava.
Avrebbero impiegato ben poco a raggiungermi.
Giunta di fronte a una propriet cinta da un alto muro
bianco, notai un graticcio di legno, vicino a un cancello
di ferro nero. Mai prima di allora avevo tentato
un azzardo simile, ma che alternative cerano? Pochi
secondi prima che i cani mi fossero addosso, saltai
sul graticcio e iniziai ad arrampicarmi il pi in fretta
possibile con le mie delicate zampe grigie. Con goffi
balzi, passo dopo passo, mi tirai su.
Ero appena arrivata in cima quando le bestie mi
assediarono. Abbaiando furiosamente, si scagliarono
contro il graticcio. Ci fu uno schianto quando il reticolo si spezz e la met superiore del legno si stacc dal
muro. Se fossi stata ancora impegnata a scalarlo, mi
sarei ritrovata penzoloni sopra le loro fauci spalancate.
Dall'alto del muro osservai i loro denti scoperti
e tremai davanti a quei latrati spaventosi. Era come
guardare in faccia due creature degli inferi.
La cagnara continu finch furono sviati da un loro
simile che stava leccando qualcosa su un marciapiede
pi in l. Si precipitarono verso di lui ma furono bloccati
da un uomo alto con una giacca di tweed, che li
afferr per il collare per mettere loro il guinzaglio. Nel
frattempo, udii un passante esclamare: Che splendidi
Labrador!.
Golden retriever lo corresse l'uomo. Giovani
e pieni di brio. Ma... aggiunse dando loro colpetti
affettuosi sono animali adorabili.
Animali adorabili? Ma il mondo era completamente
impazzito?
Ci volle un'eternit perch il battito del mio cuore
tornasse vagamente normale, e soltanto allora mi fu
chiara la realt della situazione. Guardandomi attorno
non trovai alcun ramo, davanzale o via di fuga. Il
muro su cui mi trovavo aveva un cancello da una parte
e dall'altra precipitava dritto. Stavo per portarmi la
zampa al muso sporco di spezie per darmi una pi che
necessaria e rassicurante lavata quando respirai qualcosa
di pungente e mi bloccai all'istante. Una leccata
e avrei avuto la bocca in fiamme. Fu l'ultima goccia.
Ero in trappola su un muro alto e sconosciuto e non
potevo neppure pulirmi!
Non avevo altra scelta se non quella di restare
dov'ero e aspettare che accadesse qualcosa. In netto
contrasto col mio tumulto interiore, la propriet
oltre il muro era l'immagine stessa della serenit,
come le Terre Pure dei Buddha di cui avevo sentito
parlare dai monaci. Tra gli alberi vedevo un edificio
grande, imponente, circondato da prati ondulati e da
giardini in fiore. Quanto avrei voluto essere laggi in
mezzo al verde o passeggiare furtiva sulla veranda:
sembrava proprio un posto a cui mi sarei adattata
alla perfezione. Se qualcuno in quello splendido palazzo
avesse notato la Leonessa delle Nevi bloccata
in cima al muro, avrebbe avuto la compassione di
soccorrerla, no?
Nonostante il gran viavai al cancello principale,
nessuno entr o usc da quello pedonale vicino a dove
mi trovavo. E il muro era cos alto che i passanti
sul marciapiede non mi vedevano quasi. I pochi che
lanciavano un'occhiata nella mia direzione sembravano
non far caso a me. Mentre il tempo passava e il
sole scivolava verso l'orizzonte, mi resi conto che sarei
rimasta l tutta la notte se non fosse venuto nessuno in
mio aiuto. Emisi un miagolio lamentoso ma misurato:
sapevo fin troppo bene che molti non amavano i gatti
e richiamare la loro attenzione avrebbe significato solo
peggiorare le cose.
In fondo per non mi sarei dovuta preoccupare di
suscitare attenzioni indesiderate, perch di attenzioni
non ne suscitavo proprio. All'Himalaya Book Caf potevo
anche essere riverita come la GSS, la Gatta di Sua
Santit, il Dalai Lama, ma l fuori, sporca di spezie e
sconosciuta, mi ignoravano completamente.
Caro lettore, ti risparmier il resoconto dettagliato
delle ore che trascorsi sul muro, degli sguardi indifferenti
e dei sorrisi ignari che fui costretta a sopportare,
per non parlare dei sassi lanciati da due monelli
annoiati che tornavano a casa da scuola. Ormai calata
la sera, quand'ero stremata dalla fatica, intravidi una
donna che camminava dall'altra parte della strada.
All'inizio non la riconobbi, ma il mio intuito mi trasmise
che sarebbe stata lei a salvarmi.
Miagolai implorante e lei attravers la strada. Mentre
si avvicinava, mi accorsi che era Serena, la figlia
della signora Trinci, la rinomata chef di Sua Santit
nonch la mia pi grande ammiratrice a Namgyal. Diventata
da poco custode e direttrice dell'Himalaya Book
Caf, Serena aveva circa venticinque anni. Slanciata,
con i capelli scuri che le arrivavano alle spalle raccolti
in una coda, indossava il suo abbigliamento da yoga.
Rinpoche! esclam inorridita. Cosa fai lass?
Ci eravamo viste solo due volte al caff, perci
quando mi riconobbe il mio sollievo fu incommensurabile.
Nel giro di pochi istanti trascin un bidone dei
rifiuti sotto il muro e sal fin dove mi trovavo. Prendendomi
in braccio, non pot non accorgersi delle
condizioni indecenti del mio manto sporco di spezie.
Cosa ti  successo, poverina? chiese notando le
macchie multicolore e gli odori penetranti mentre mi
stringeva a s. Devi essere finita in qualche guaio.
Strofinando il muso contro il suo petto, mi sentii
avvolgere dal caldo profumo della sua pelle e dal
battito rassicurante del suo cuore. Passo dopo passo,
mentre tornavamo a casa, il sollievo si trasform in
qualcosa di molto pi intenso: in un profondo senso
di connessione.
Dopo aver trascorso gran parte della sua vita in Europa,
Serena era tornata a McLeod Ganj, la zona di
Dharamsala in cui vive il Dalai Lama, solo poche settimane
prima. Era cresciuta l, in una famiglia che aveva
il culto del cibo. Pertanto dopo le superiori aveva
frequentato una scuola alberghiera in Italia e lavorato
come cuoca facendosi un nome in alcuni dei migliori
ristoranti europei. Recentemente aveva lasciato il
posto di capocuoca nell'hotel simbolo di Venezia, il
Danieli, per un incarico molto importante in un ristorante
alla moda a Mayfair, un quartiere esclusivo
di Londra.
Sapevo che era ambiziosa, energica e assai dotata,
e l'avevo sentita spiegare a Frane, il proprietario
dell'Himalaya Book Caf, che aveva avvertito l'esigenza
di prendersi una pausa dal tran tran continuo,
ventiquattrore su ventiquattro, della vita da ristorante.
Era esaurita a causa dello stress incessante, ed era
venuto il momento di riposare e ricaricarsi: dopo sei
mesi, una volta ritornata a Londra, l'avrebbe attesa
uno dei posti di lavoro pi prestigiosi della metropoli.
Non si sarebbe mai immaginata che il suo rientro
a casa sarebbe coinciso con il momento esatto in cui
Frane avrebbe avuto bisogno di qualcuno che si occupasse
del caff: lui doveva tornare a San Francisco
per assistere il padre gravemente malato. Se svolgere
una qualsivoglia attivit legata al cibo non rientrava
nei programmi di vacanza di Serena, gestire l'Himalaya
Book Caf le parve un lavoro part-time rispetto
a quello a cui era abituata. Il locale era aperto a cena
solo dal gioved al sabato e con il capocameriere,
Kusali, che sovrintendeva al servizio diurno, l'onere
per lei non sarebbe stato grande. Si sarebbe divertita,
le aveva assicurato Frane, e avrebbe avuto qualcosa
da fare.
Fatto ancor pi importante, a lui serviva una persona
che si prendesse cura dei suoi cani. Marcel, il
bulldog francese, e Kyi Kyi, il Lhasa Apso, erano gli
altri due habitu non umani del locale: passavano gran
parte del giorno a sonnecchiare nel loro cesto di vimini
sotto il banco della reception.
Nel giro di due settimane la presenza di Serena
aveva gi lasciato il segno nel locale; non appena la
conoscevano, ne restavano tutti incantati. I clienti venivano
immancabilmente contagiati dalla sua vivacit:
sapeva come trasformare una normale uscita serale in
un'occasione memorabile. Quando entrava di buon
passo nel caff, il suo calore e il suo ottimismo inducevano
i camerieri a farsi in quattro per accontentarla.
Sam, il titolare della libreria, ne era chiaramente rimasto
ammaliato e Kusali, alto e accorto, un vero Jeeves
indiano, l'aveva presa sotto la sua ala paterna.
Stavo riposando nel mio solito posto, lo scaffale in
alto del portariviste, tra Vogue e Vanity Fair, quando
Frane mi aveva presentato a Serena come Rinpoche.
Pronunciato rin-po-che, significa prezioso in tibetano
ed  un titolo onorifico riservato ai maestri buddisti
tibetani eruditi. In risposta Serena aveva allungato la
mano e mi aveva accarezzato il muso. Ma  semplicemente
adorabile! aveva esclamato.
I miei occhi cerulei avevano incrociato i suoi
brillanti occhi scuri e cera stata una scintilla. Avevo
percepito qualcosa che  di estrema importanza per
noi gatti e che intuiamo istintivamente: ero davanti a
un'amante dei felini.
In quel momento, subito dopo lo scontro con i cani e
la corsa nel negozio, Serena mi stava ripulendo, con
l'aiuto di Kusali e di alcuni panni bagnati caldi, dalle
spezie che si erano depositate sulla mia folta pelliccia.
Eravamo nella lavanderia del ristorante, uno stanzino
dietro la cucina.
Decisamente poco piacevoli per Rinpoche osserv
togliendomi con gran delicatezza una macchia scura
da uno dei miei stivaletti grigi. Ma io amo l'odore
di tutte queste spezie. Mi ricordano la cucina di casa
nostra quand'ero piccola: cannella, cumino, cardamomo,
chiodi di garofano... i deliziosi aromi del garam
masala che usavamo nel pollo al curry e in altri piatti.
Preparava il curry, signorina Serena? Kusali era
stupito.
 cos che ho cominciato in cucina gli disse.
Quelli erano i sapori della mia infanzia e adesso Rinpoche
me li sta facendo rivivere tutti.
Signorina, i nostri stimati clienti ci chiedono spesso
se abbiamo piatti indiani nel men.
Lo so. Ho gi avuto parecchie richieste.
A Dharamsala non mancavano chioschi, venditori
di cibo per le strade e ristoranti pi formali. Ma come
osserv Kusali: La gente vuole fornitori affidabili.
Hai ragione concord Serena. Dopo una pausa
aggiunse: Per Frane  stato piuttosto chiaro quando
ha detto di attenerci al men.
E noi dobbiamo rispettare la sua volont... sottoline
Kusali le sere in cui il caff  abitualmente
aperto.
Ci fu un attimo di silenzio mentre Serena toglieva
vari grani di pepe rimasti impigliati nella mia coda
folta e Kusali mi puliva esitante una macchia vistosa
di paprica sul petto.
Quando Serena parl di nuovo, nella sua voce c'era
una nota allegra. Kusali, stai dicendo quello che penso
tu stia dicendo?
Mi scusi, non capisco.
Stai pensando che potremmo aprire, diciamo, il
mercoled per provare con qualche piatto a base di
curry?
Kusali incroci il suo sguardo con un'aria sbalordita
e un ampio sorriso. Un'idea pi che eccellente,
signorina!
Noi gatti non amiamo affatto l'acqua, e un gatto
bagnato  un gatto infelice. Serena lo sapeva, perci
appena mi ebbero ripulita facendomi tornare quasi
immacolata, mi asciug con un asciugamano scelto di
proposito per la sua morbidezza, poi chiese a Kusali
di trovare dei bocconcini di petto di pollo per rifocillarmi
prima di riportarmi a casa a Jokhang.
Essendo luned sera il ristorante era chiuso, ma Kusali
ne trov alcuni, deliziosi, in frigorifero e li riscald
rapidamente prima di metterli nella mia personale
ciotolina di porcellana cinese. Per abitudine la port
nel solito posto nel retro del caff e Serena lo segu
portandomi in braccio.
Malgrado il locale fosse immerso nella penombra,
quella sera guarda caso Sam Goldberg, il titolare della
libreria, ospitava l'incontro di un gruppo di lettura.
Lasciandomi alla mia cena, che addentai con gusto,
Serena e Kusali andarono nella sezione dove una ventina
di persone disposte in pi file assistevano a una
presentazione di diapositive.
Questa  un'illustrazione del futuro tratta da un
libro scritto alla fine degli anni Cinquanta stava dicendo
una voce maschile. La testa rasata, gli occhiali
con la montatura sottile e il pizzetto conferivano
all'oratore una certa arroganza, che accentuava l'aura
di malignit che lo circondava. Riconobbi quel volto
all'istante. Settimane prima Sam aveva appeso un suo
manifesto nel negozio insieme a una citazione tratta
da Psychology Today che lo descriveva - era un rinomato
psicologo - come uno dei pi eminenti leader
di pensiero del nostro tempo.
Fu allora che notai Sam in piedi, in fondo, intento
ad accogliere i ritardatari. Ha un viso fresco,  di
bell'aspetto, fronte alta, capelli scuri ricci e due occhi
color nocciola che, dietro ai suoi occhiali da intellettuale
un po' fuori dal mondo, denotano un'intelligenza
brillante, ma anche una curiosa mancanza di
fiducia in se stesso. Come Serena, lavorava solo da
poco all'Himalaya Book Caf, anche se il suo era un
impiego permanente.
Mesi prima era diventato cliente abituale del caff,
e quando Frane gli aveva chiesto dei libri in cui era
sempre assorto, Sam gli aveva spiegato che aveva lavorato
in un'importante libreria di Los Angeles fino
alla sua recente chiusura. Il che aveva suscitato subito
l'interesse di Frane. Da tempo pensava di trasformare
lo spazio poco utilizzato del Caf Frane, come si
chiamava allora, in una libreria, ma aveva bisogno di
un esperto per realizzare quel progetto. Se mai esisteva
una combinazione di persona giusta, posto giusto,
momento giusto, quella combinazione si era appena
presentata.
Per ci era voluta un po' di persuasione. Sam si
stava ancora leccando le ferite dopo il licenziamento
per la chiusura del negozio di Los Angeles e non si
riteneva all'altezza del compito. Frane aveva dovuto
usare tutto il suo fascino, corroborato dai notevoli poteri
di convincimento del suo lama, Geshe Wangpo,
per farlo cedere e spingerlo a creare la sezione libri
dell'Himalaya Book Caf.
Tenendo a mente che nell'ottica degli anni Cinquanta
il futuro  oggi continu l'ospite di Sam qualcuno
vuole commentare l'esattezza della visione
dell'autore?
Il pubblico ridacchi. L'immagine sullo schermo
mostrava una casalinga impegnata a spolverare i mobili
mentre fuori il marito stava attraccando con la
sua auto antigravitazionale dopo essere sceso da un
cielo pieno di macchine volanti e di persone con un
jet pack sulla schiena.
La pettinatura alla Lucille Ball non  molto futuristica
osserv una donna suscitando ancor pi
l'ilarit. Gli abiti fece qualcun altro tra le risate. La
donna con la sua gonna a palloncino e il marito con
i pantaloni attillati tipici dell'epoca non ricordavano
le persone di oggi.
Ma che mi dite dei jet pack? rilev un altro.
Esatto convenne l'oratore. Quelli li stiamo ancora
aspettando. Mostr numerose altre immagini.
Queste illustrazioni rappresentano l'idea che la gente
negli anni Cinquanta aveva del futuro. E ci che le rende
cos squisitamente, irresistibilmente inesatte non 
solo quello che c'. Ma anche quello che non c'. Ditemi
cosa manca in questa afferm soffermandosi sullo
scorcio di una strada del 2020 con nastri trasportatori
al posto dei marciapiedi che spostavano i pedoni.
Persino io, concentrata com'ero a gustarmi la mia
cena di pollo, trovai la raffigurazione sullo schermo
surreale per ragioni che non riuscii bene a spiegarmi.
Ci fu un attimo di silenzio prima che qualcuno esclamasse:
Non ci sono cellulari.
Non ci sono donne manager sugger un altro.
Non ci sono persone di colore aggiunse un altro
ancora.
Non ci sono tatuaggi disse qualcuno mentre il
pubblico notava sempre pi dettagli.
L'oratore diede loro qualche istante perch assimilassero
le immagini. Potremmo dire che la differenza
tra com'erano le cose negli anni Cinquanta e il modo
in cui la gente vedeva il futuro si riduce a quello su cui
si focalizzava: le auto antigravitazionali, per esempio,
o i marciapiedi fatti da nastri trasportatori. Supponevano
che tutto il resto sarebbe rimasto uguale.
Ci fu un ulteriore silenzio mentre il pubblico digeriva
quanto aveva appena detto.
Questa, amici miei,  una delle ragioni per cui siamo
tutti scarsamente in grado di ipotizzare cosa proveremo
in futuro nei confronti di determinate cose, in
particolare di ci che potrebbe renderci felici.  perch
ci figuriamo che tutto nella nostra vita rester uguale
fatta eccezione per l'unica cosa su cui ci focalizziamo.
Qualcuno lo chiama presentismo, la tendenza a
credere che il futuro sar come il presente ma con una
differenza specifica. Quando pensiamo al domani, la
nostra mente  molto abile a crearlo tranne per quanto
riguarda questa differenza. E il materiale che usiamo
per crearlo  l'oggi, come ci dicono queste immagini.
L'oratore prosegu: La ricerca dimostra che quando
facciamo previsioni su cosa proveremo nei confronti
di eventi futuri non ci rendiamo conto che la
nostra mente usa questo espediente creativo. E ci
spiega in parte il motivo per cui pensiamo che ottenere
l'impiego nell'ufficio dietro l'angolo ci far sentire
realizzati e di successo o che guidare un'auto costosa
sar fonte di gioia pura. Riteniamo che la nostra vita
sar uguale a quella di oggi, con quell'unica differenza.
Ma la realt, come abbiamo visto l'oratore indic lo
schermo  molto pi complessa. Non immaginiamo
per esempio l'enorme cambiamento comportato
dall'impiego nell'ufficio vicino casa sotto il profilo
dell'equilibrio lavoro-vita, n l'ansia che proveremo
per i graffi e le ammaccature sulla nostra bella macchina
nuova, per non parlare dell'assillo delle rate mensili
da pagare.
Sarei potuta restare ancora ad ascoltarlo, ma Serena
voleva andare a casa, decisa a portarmi a Jokhang sana
e salva. Dopo avermi preso in braccio, sgusci fuori
dalla porta posteriore del caff e scelse l'itinerario breve
seguendo la strada in salita. A Namgyal attraversammo
il cortile dirette alla residenza di Sua Santit,
dove lei si chin e mi pos sui gradini dell'ingresso
principale come una porcellana delicata.
Spero che ti senta un po' pi te stessa, piccola Rinpoche
mormor passandomi le dita nella pelliccia
ormai quasi asciutta. Mi piaceva la sensazione delle
sue unghie lunghe che mi massaggiavano la pelle.
Allungandomi le leccai la gamba con la mia lingua di
carta vetrata.
Rise. Oh, amore, anch'io ti adoro!
Chogyal, uno degli assistenti del Dalai Lama, mi aveva
lasciato la cena di sopra al solito posto, ma avendo gi
mangiato al caff non ero molto affamata. Dopo aver
leccato un po' di latte senza lattosio, mi diressi verso
l'alloggio privato che condividevo con Sua Santit. La
stanza in cui trascorreva gran parte del giorno era silenziosa
e illuminata solo dalla luna. Raggiunsi il mio
punto preferito, il davanzale. Anche se il Dalai Lama
era a molti chilometri di distanza in America, sentivo
la sua presenza come se fosse accanto a me. Forse era
la magia della luce lunare che conferiva all'intera stanza
un'atmosfera eterea, monocromatica, ma al di l di
questo avvertii un profondo senso di pace. Era la stessa
sensazione di benessere che provavo quand'ero con
lui. Pensai a quello che mi disse partendo per il suo
viaggio: Questo flusso di serenit e di benevolenza 
qualcosa a cui tutti possiamo connetterci. Dobbiamo
solo metterci tranquilli.
Presi a leccarmi la zampa e a lavarmi il muso per la
prima volta dopo gli orrori di quel pomeriggio. Vedevo
ancora i cani precipitarsi minacciosi verso di me,
ma mi sembrava che fosse accaduto a un altro gatto.
Nella pace di Namgyal quello che mi era parso cos
enorme e traumatico si ridusse a un ricordo.
Mi torn in mente lo psicologo al caff, che spiegava
come le persone spesso non avessero idea di
ci che le avrebbe rese felici. I suoi esempi erano
affascinanti e, mentre parlava, qualcos'altro mi aveva
colpito del suo messaggio: il fatto che mi fosse molto
familiare, perch il Dalai Lama affermava lo stesso.
Non usava parole come presentismo, ma il significato
era uguale. Sua Santit osservava inoltre che ci convinciamo
che la nostra felicit dipenda da determinate
situazioni, relazioni o conquiste. Crediamo che
saremo infelici se non otteniamo ci che vogliamo.
E sottolineava che paradossalmente, anche quando
otteniamo ci che vogliamo, in molti casi non proviamo
la felicit attesa.
Sistemandomi sul davanzale, contemplai la notte.
Riquadri di luce, provenienti dalla residenza dei monaci,
tremolavano nel buio. Si diffondevano i profumi
dalla finestra del primo piano, segno che nelle cucine
del monastero stavano preparando la cena. Canti
dai toni bassi arrivavano dal tempio mentre i monaci
anziani terminavano la seduta serale di meditazione.
Nonostante il trauma del pomeriggio e il fatto d'essere
tornata in una casa vuota e buia, stando sul davanzale
con le zampe ripiegate sotto di me provai un appagamento
pi profondo di quanto avessi mai potuto
credere.
Nei giorni seguenti ci fu un gran fervore all'Himalaya
Book Caf. Oltre alle sue consuete occupazioni Serena
stava portando rapidamente avanti il progetto della
serata del curry. Si consult con i cuochi del locale, i
fratelli nepalesi Jigme e Ngawang Dragpa, che furono
pi che felici di mettere a disposizione le ricette di
famiglia. Fece anche delle ricerche su internet, a caccia
di qualche chicca da aggiungere al suo ricettario gi
nutrito di piatti preferiti.
Un luned sera invit un gruppo di amici con cui
era cresciuta a McLeod Ganj per far assaggiare loro alcune
pietanze al curry che aveva riscoperto o reinventato.
Dalla cucina arriv un mix allettante di spezie mai
abbinate prima con tale superba dovizia: coriandolo e
zenzero fresco, paprica dolce e peperoncino piccante,
garam masala, semi di senape gialla e noce moscata.
Lavorando in cucina per la prima volta da quando
era tornata dall'Europa, Serena era nel suo elemento
mentre preparava i samosa vegetariani croccanti o
toglieva dal forno porzioni generose di naan, il pane
schiacciato indiano, e decorava le ciotole d'ottone, piene
di curry di Madras, con spirali di yogurt. Riviveva
la gioia pura di creare, la passione che l'aveva indotta
a studiare per diventare cuoca professionista. Sperimentare
con un'intera gamma di sapori era qualcosa
che non si era pi azzardata a fare da quindici anni.
I suoi amici furono grati ma critici in modo costruttivo.
Il loro entusiasmo fu tale che, finito ci che
rimaneva del kulf al cardamomo e pistacchio e bevuto
l'ultimo bicchiere di chai, l'idea della serata del curry
si era trasformata in qualcosa di molto pi ambizioso:
un banchetto indiano.
Meno di due settimane dopo assistei, dalla mia mensola
in alto, al banchetto inaugurale. Perch no, visto
che ero una presenza fssa all'Himalaya Book Caf?
Inoltre Serena mi aveva promesso un'abbondante porzione
del suo squisito Malabar fsh curry.
Mai nel ristorante cerano stati tanti clienti in una
volta sola. L'evento si era rivelato cos popolare che
avevano dovuto mettere altri tavoli nell'area della libreria
e prendere un paio di camerieri in pi per la
serata. Oltre ai residenti del luogo, clienti abituali del
locale, vennero la famiglia e gli amici di Serena, molti
dei quali la conoscevano da quando era una bambina.
Sua madre era un tipo istrionico che amava essere al
centro dell'attenzione, avvolta nel suo sari multicolore,
con i braccialetti d'oro ai polsi che tintinnavano e gli
occhi ambrati scintillanti d'orgoglio mentre guardava
la figlia dirigere la serata.
Quasi a compensare il brio italiano, accanto al tavolo
della signora Trinci c'era una rappresentanza pi
posata dell'ufficio del Dalai Lama, tra cui gli assistenti
esecutivi di Sua Santit, Chogyal e Tenzin con sua moglie
Susan, e il traduttore, Lobsang.
Con il suo buon cuore e le sue mani morbide,
Chogyal era il mio monaco preferito dopo il Dalai
Lama. Dotato di una saggezza che andava ben al di l
degli anni che aveva trascorso a gestire le spesso insidiose
questioni monastiche, era un prezioso aiuto per
Sua Santit. Era inoltre incaricato di nutrirmi quando
il Dalai Lama era assente, mansione che eseguiva
scrupolosamente.
Era stato lui che un anno prima si era offerto di
portarmi a casa sua mentre ristrutturavano l'alloggio
del Dalai Lama. Dopo averlo aggredito perch
aveva avuto la temerariet di allontanarmi da tutto
ci che mi era familiare, avevo passato tre giorni
imbronciata, sotto le coperte, solo per scoprire che
mi stavo perdendo un mondo nuovo, eccitante, abitato
da uno splendido tigrato che sarebbe diventato
il padre dei miei gattini. Durante tutte queste avventure
Chogyal rimase sempre il mio paziente e
devoto amico.
Di fronte alla sua scrivania, nell'ufficio degli assistenti
esecutivi, sedeva Tenzin, un garbato diplomatico
le cui mani avevano sempre l'odore penetrante del
sapone carbolico. Aveva studiato in Gran Bretagna,
e io avevo imparato gran parte di quello che sapevo
sulla cultura europea durante l'ora del pranzo, nella
stanza del pronto soccorso, mentre ascoltavo la BBC
World Service con lui.
Non conoscevo la moglie di Tenzin, Susan, ma il
traduttore di Sua Santit, Lobsang, un monaco giovane
dotato di una grande pacatezza, mi era familiare.
Con Serena si frequentavano da molto tempo, erano
cresciuti insieme a McLeod Ganj. Parente della famiglia
reale del Bhutan, studiava a Namgyal da novizio
quando la signora Trinci aveva avuto bisogno di
sottocuochi in pi in cucina, cos lui e Serena erano
stati reclutati insieme e ne era nata una splendida e
profonda amicizia; per questo motivo era stato invitato
al banchetto indiano.
La sera dell'evento Serena aveva letteralmente trasformato
il caff in una sala sontuosa, con tovaglie
ricamate, adorne di lustrini, su cui aveva disposto eleganti
ciotole intagliate per i condimenti. A ogni posto,
in un portacandele d'ottone a forma di loto, tremolava
un lumino.
Una melodia indiana ipnotica giungeva in sottofondo,
ora forte ora sommessa, mentre la parata di
piatti sfilava dalla cucina. Dalle pakora di verdure al
pollo al mango, ricevettero tutti un'entusiasta accoglienza.
Per quanto riguardava il Malabar fsh curry,
posso garantire di persona. Il pesce era delicato e succulento,
la salsa deliziosamente cremosa con la giusta
dose di coriandolo, zenzero e cumino, che le davano
un sapore vivace. Nel giro di pochi minuti non solo
avevo mangiato la mia porzione, ma anche leccato con
cura il piattino.
Padrona della scena, Serena dirigeva tutto magistralmente.
Si era vestita in modo speciale per l'occasione,
mettendosi un sari cremisi, il kohl, un paio
di orecchini chandelier e una collana girocollo con le
pietre preziose. Nel corso della serata andava di tavolo
in tavolo, e non potei fare a meno di notare quanto la
gente fosse colpita dalla sua affabilit. Nel tempo che
trascorse con gli ospiti li fece sentire al centro del suo
mondo. E rest a sua volta commossa dalle manifestazioni
d'affetto che ricevette.
 cos bello che tu sia tornata, mia cara le disse
un'anziana, amica di famiglia. Amiamo le tue idee e
la tua energia.
Avevamo bisogno di qualcuno come te a Dharamsala
aveva dichiarato un suo ex compagno di
scuola. A quanto pare tutte le persone di maggior
talento se ne vanno, perci quando qualcuna torna ci
sta cos a cuore che neanche te lo immagini.
Pi volte durante la serata le vidi il labbro tremare
per l'emozione mentre si portava il fazzoletto all'occhio
per asciugarselo. All'Himalaya Book Caf stava
accadendo qualcosa di singolare, che andava oltre il
banchetto indiano, per quanto sontuoso, e che aveva
un'importanza personale molto pi profonda.
Un indizio in tal senso arriv parecchie sere dopo.
Nelle ultime settimane tra Serena e Sam stava nascendo un interessante rapporto di lavoro. La vivacit di
lei era perfettamente complementare alla timidezza
di lui. Il mondo cerebrale delle meraviglie di Sam era
controbilanciato da quello reale del cibo e del vino di
Serena. E sapendo che era semplicemente una custode
e che sarebbe tornata in Europa nel giro di alcuni mesi,
il tempo che trascorrevano insieme assunse un vago
sapore dolceamaro.
Avevano preso l'abitudine di concludere ogni sera
in cui aprivano il locale in una sezione della libreria.
Due divani disposti ai lati di un tavolino creavano uno
spazio perfetto per tenere d'occhio gli ultimi clienti
del ristorante e parlare di qualsiasi cosa passasse loro
per la mente.
Il capocameriere Kusali non aveva pi bisogno di
prendere i loro ordini. Poco dopo che si erano seduti,
portava un vassoio con due tazze di cioccolata belga
calda, una con i marshmallow per Serena, l'altra con i
biscotti per Sam. Sul vassoio cerano anche un piattino
con quattro biscotti per cani e, se ero ancora l, una
piccola ciotola piena di latte senza lattosio.
Il lieve tintinnio del piattino sul tavolino era il segnale
per Marcel e Kyi Kyi, che erano rimasti obbedientemente
nel cesto sotto il banco per tutto il tempo
della cena. Saltavano fuori, attraversavano di corsa il
ristorante e salivano i gradini per sedersi davanti al
tavolino con le teste piegate e gli occhi imploranti. La
loro smania non mancava mai di suscitare un sorriso
sul volto dei due compagni umani, che li guardavano
divorare i biscotti e aspirare qualsiasi briciola fosse
caduta sul pavimento.
Io mi avvicinavo con pi eleganza, stirandomi con
un fremito per qualche istante prima di saltare gi
dalla mensola del portariviste e unirmi agli altri.
Dopo i biscotti i cani si mettevano sul divano accanto
a Sam, stesi sulla schiena, desiderosi di una grattatina
sulla pancia. Io prendevo posto in grembo a
Serena facendo la pasta su qualsiasi vestito indossasse
e le fusa in segno di apprezzamento.
 gi arrivata una valanga di prenotazioni per il
prossimo banchetto disse Serena quella sera, dopo
che ci eravamo sistemati tutti e cinque.
Fantastico! rispose Sam, che aveva assunto
un'aria pensosa mentre sorseggiava la cioccolata calda.
H-hai deciso quando dirlo a Frane?
Serena non lo aveva deciso. Frane, ancora a San
Francisco, non sapeva niente dell'esperimento del
mercoled precedente con il banchetto indiano. Serena
si atteneva al saggio detto secondo cui talvolta 
meglio implorare il perdono che chiedere il permesso.
Pensavo di fargli una piacevole sorpresa quando
vedr i conti del mese rispose.
Altroch se avr una sorpresa convenne Sam. 
stato l'incasso pi elevato per una sola sera da quando
ha aperto. E da allora ha messo il turbo a tutto. Il locale
 diventato pi vivo. C' pi entusiasmo.
Lo penso anch'io afferm Serena. Ma mi chiedevo
se fossi l'unica a vederla cos.
No, questo posto  cambiato ribad Sam sostenendo
il suo sguardo per un paio di secondi prima di
guardare altrove. Anche tu lo sei.
Oh? disse lei sorridendo. Come?
Hai questa... energia. Questa j-joie de v-vivre.
Serena annu.  vero, mi sento diversa. Stavo pensando
che in tutti quegli anni in cui ho gestito alcuni
dei ristoranti pi esclusivi d'Europa non mi sono mai
divertita tanto come mercoled scorso. Non avrei mai
creduto che potesse essere cos meravigliosamente
appagante!
Sam riflett per un attimo prima di osservare:
Come ha detto quello psicologo l'altro giorno, a volte
 difficile prevedere cosa ci render felici.
Esatto. Sto cominciando a chiedermi se essere capocuoca
in uno dei migliori ristoranti di Londra sia
davvero quello che voglio.
Stavo guardando Sam mentre Serena parlava e notai
che la sua espressione cambi. Una luce gli brill
negli occhi.
Se torno a fare la stessa cosa prosegu lei probabilmente
otterr lo stesso risultato.
Altro stress e altro sfinimento?
Serena assent. Ci sono anche le gratificazioni,
ovviamente. Ma sono molto diverse da quelle che ho
qui.
Pensi che cucinare per la tua famiglia e i tuoi amici
abbia fatto la differenza? sugger Sam. Rivolgendole
un'occhiata maliziosa aggiunse: O  perch hai
risvegliato il vindaloo dentro di te?.
Lei ridacchi. Entrambi. Ho sempre adorato i
piatti al curry. Anche se non faranno mai parte dell'alta
cucina, amo prepararli per la variet dei sapori, e
sono cos nutrienti. Ma anche per questo,  come se
mercoled scorso fosse stato speciale per le persone.
Sono d'accordo afferm Sam. Nel locale c'era
un'energia incredibile.
 molto appagante fare quello a cui tieni veramente
e vedere che gli altri lo apprezzano.
Sam sembr pensieroso, poi pos la tazza, si alz e
and a uno scaffale. Torn con un'edizione tascabile
dell' Uomo in cerca di senso dello psicologo austriaco
Viktor Frankl, sopravvissuto all'Olocausto. Quello
che hai appena detto mi ha fatto venire in mente una
cosa afferm aprendo il libro alla prefazione. Non
mirare al successo lesse. Pi miri a esso e la trasformi
in un obiettivo, pi lo mancherai. Perch il successo,
come la felicit, non pu essere perseguito; deve
avvenire... come effetto collaterale non voluto della
dedizione a un cammino pi grande di noi stessi.
Serena annu. Nel mio piccolo penso che sia proprio
quello che sto scoprendo. Per un attimo si guardarono
negli occhi. E nel modo pi strano.
Sam si incurios. Cosa intendi?
Be', l'idea del banchetto indiano mi  venuta solo grazie a una conversazione casuale con Kusali. E
questa si  verificata solo perch ho trovato la piccola
Rinpoche in difficolt.
Sam sapeva del pomeriggio in cui ero rimasta
bloccata sul muro. Avevano fatto molte congetture
per capire come fossi finita lass, e nessuna di queste
era esatta.
Si potrebbe dire che tutto ci  successo solo grazie
a Rinpoche afferm lei guardandomi adorante e
accarezzandomi.
Rinpoche, la catalizzatrice osserv Sam.
Mentre ridevano, pensai che nessuno, tanto meno
la sottoscritta, avrebbe potuto immaginare la serie di
eventi scatenatisi dalla mia decisione di andare a sinistra
anzich a destra quando lasciai il caff quel luned
pomeriggio. E nessuno avrebbe creduto a quello che
doveva ancora succedere. Perch quanto era capitato
fino a quel momento si sarebbe rivelato soltanto
l'inizio di una storia molto pi complessa, in cui la
felicit nelle sue molteplici sfaccettature sarebbe stata
conseguita come effetto collaterale non voluto ma
estremamente appagante. Imprevedibile? Eccome. Illuminante?
Senza dubbio!


2.

Che cosa ti induce a fare le fusa?
Tra tutte le domande questa  la pi importante. E
ci mette tutti sullo stesso piano perch, che tu sia un
gattino giocherellone o un anziano gatto sedentario,
un randagio tutto pelle e ossa dei sobborghi o una
gatta dal manto lucido dei quartieri alti, al di l della
tua situazione insomma, vuoi solo essere felice. Non
intendo una felicit che vada e venga come una scatoletta
di straccetti di tonno, bens una felicit duratura
che ti spinga a fare le fusa dal profondo del cuore.
Pochi giorni dopo il banchetto indiano feci un'altra
affascinante scoperta sulla felicit. A met di una
splendida mattinata himalayana - cielo blu, canti melodiosi
degli uccellini, profumo corroborante di pino -
udii un rumore sconosciuto provenire dalla camera da
letto. Balzai gi dal mio davanzale e andai a indagare.
In assenza del Dalai Lama, Chogyal stava sovrintendendo
alle pulizie primaverili. Il mio secondo monaco
preferito era in piedi nel centro della stanza e
dirigeva un uomo su una scala intento a sganciare le
tende mentre un altro, appollaiato su uno sgabello,
stava dando una bella pulita alla lampada.
Ogni volta che Sua Santit era in viaggio il mio
rapporto con Chogyal subiva un sottile cambiamento.
Il mattino, quando arrivava al lavoro, veniva nell'appartamento
del Dalai Lama solo per vedermi, passava
qualche minuto a spazzolarmi con il mio pettine
speciale e a parlarmi degli eventi di quel giorno. Era
una forma di rassicurazione gradita dopo una notte
trascorsa in solitudine.
Analogamente la sera, prima di lasciare il lavoro, si
assicurava che la ciotola delle crocchette fosse piena e
quella dell'acqua rifornita, poi si fermava per un po' ad
accarezzarmi e a ricordarmi quanto fossi amata, non
solo da Sua Santit ma da tutti in quella casa. Sapevo
che cercava di compensare l'assenza del Dalai Lama,
e il suo buon cuore me lo rendeva ancora pi caro.
Quella mattina per ero allarmata da ci che stava
facendo alla nostra camera. Uno dei suoi subalterni
stava raccogliendo le cose da lavare quando lui gli indic
la mia coperta beige, per terra sotto una sedia.
Quella disse. Non viene lavata da mesi.
No, non veniva lavata... di proposito! N lo sarebbe
stata se Sua Santit avesse potuto intervenire.
Miagolai lamentosa.
Chogyal si volt e mi vide seduta sulla soglia con
uno sguardo implorante negli occhi. Nonostante la
sua bont d'animo, non era molto perspicace quando
si trattava di gatti. A differenza del Dalai Lama, che
avrebbe capito esattamente il motivo della mia scontentezza,
interpret il mio miagolio come un senso di
tristezza generale.
Si chin, mi prese in braccio e si mise ad accarezzarmi.
Non preoccuparti, GSS mi disse con tono rassicurante
usando il mio titolo ufficiale, acronimo di Gatta
di Sua Santit, nel momento stesso in cui l'addetto alle
pulizie afferr la coperta e se ne and alla volta della
lavanderia. Torner tutto perfettamente pulito prima
ancora che te ne accorga.
Ma non capiva che era proprio quello il problema?
Mi divincolai per liberarmi dal suo abbraccio, sfoderando
pure gli artigli per fargli capire che facevo sul
serio.
Gatti comment scuotendo la testa con un sorriso
perplesso, come se avessi rifiutato le sue affettuosit
senza un buon motivo.
Tornando al davanzale con la coda bassa in segno
di scoraggiamento, notai quanto sgradevolmente luminosa
fosse diventata la giornata. Fuori gli uccelli
stridevano rumorosi e l'odore di pino era forte come
quello di un disinfettante per il bagno. Come faceva
Chogyal a non capire ci che stava facendo? Come
poteva non comprendere che aveva appena ordinato
di cancellare l'ultimo legame che mi era rimasto con
la gattina pi adorabile che fosse mai esistita, il mio
piccolo tesoro, Cucciola delle Nevi?
Quattro mesi prima, in seguito a un'avventura con un
randagio dei vicoli dalla bellezza rude ma tutto sommato
inadeguato, avevo dato alla luce una splendida
cucciolata di quattro gattini. I primi tre che vennero
al mondo erano identici al padre: scuri, forti e maschi.
Fu in effetti motivo di stupore generale che dal mio
corpo minuto ed elegante, meravigliosamente morbido,
fossero nati degli esemplari cos robusti di gattini
tigrati, che ben presto sfoggiarono graziose striature
sul manto. La quarta micina, per, era in tutto e per
tutto figlia di sua madre. Alle prime ore del mattino,
fu l'ultima ad arrivare sulla coperta di yak, sopra il
letto di Sua Santit; era cos piccola che avrebbe potuto
tranquillamente stare in un cucchiaio. All'inizio
temevamo tutti che non sarebbe sopravvissuta e sono
tuttora convinta che ci riusc solo grazie al Dalai Lama.
I buddisti tibetani considerano Sua Santit un'emanazione
di Chenrezig, il Buddha della Compassione.
Se  vero che vivo sempre in presenza della sua compassione,
in quell'ora del bisogno la sentii pi forte che
mai. Mentre la mia piccola, un esserino minuscolo tutto
raggrinzito, rosa con qualche ciuffo bianco, lottava
per la sua vita, Sua Santit ci vegliava recitando sottovoce
un mantra. Rest concentrato su di noi come un
faro finch la gattina si riprese, e fu come se fossimo
protette da tutti i mali. Eravamo sommerse dall'amore
e dal bene di tutti i Buddha. Quando alla fine riusc a
trovare un capezzolo e cominci a succhiare, ebbi la
sensazione che la tempesta fosse passata. Grazie alla
protezione del Dalai lama sarebbe andato tutto bene.
Per diversi mesi prima che nascessero i cuccioli
- la notizia della mia gravidanza si era sparsa - all'ufficio
di Sua Santit erano arrivate suppliche per poterli
adottare da parte dei monaci del monastero di
Namgyal, dall'altra parte del cortile, di amici e sostenitori
ovunque in India e sull'Himalaya, persino da
luoghi lontani come Madrid, Los Angeles e addirittura
Sydney. Se avessi potuto partorirne tanti, la mia progenie
sarebbe vissuta in ogni continente della Terra.
Nelle prime settimane i miei cuccioli erano fragili
e dipendevano da me. Dopo un mese i tre maschi vivaci
erano pronti per provare il cibo in scatola mentre
dovevo ancora allattare la micina, molto pi piccola
degli altri. Al secondo mese di vita i tre si lanciavano
in corse sfrenate, si arrampicavano sulle tende, sfrecciavano
nell'appartamento di Sua Santit attaccando
alle caviglie gli ignari presenti.
Prima che arrivasse una personalit in visita, la residenza
doveva essere perlustrata in cerca dei gattini.
Chogyal, sebbene molto intelligente, non era il pi
coordinato degli esseri umani: frugava carponi di qua
e di l inciampando nelle sue vesti mentre inseguiva
l'uno o l'altro dei miei imprendibili figli. Tenzin, pi
vecchio, pi alto ed esperto conoscitore del mondo,
si toglieva la giacca con fare sistematico prima di
adottare un approccio strategico: creava un diversivo
per stanarli ovunque si fossero nascosti e li catturava
quando meno se l'aspettavano.
La svolta avvenne con un ospite particolare. In
quanto Gatta di Sua Santit avevo imparato a essere
un modello di discrezione quando cerano visitatori
di riguardo. Lungi da me farne i nomi. Diciamo solo che questa persona nello specifico era una figura
nota, una stella del cinema, un bodybuilder austriaco
che non solo era diventato uno dei personaggi pi
popolari di Hollywood, ma anche governatore della
California.
Ecco. Sono disposta ad arrivare fin qui. Non posso
proprio aggiungere altro per non tradirmi.
Il pomeriggio in cui arriv, al volante di un SUV
lucido, Chogyal e Tenzin avevano effettuato l'ormai
consueto controllo gattini sistemando i tre tigrati
nella stanza del personale. O cos credevano.
Provate a immaginare la scena seguente: arriv
l'ospite illustre, bello, carismatico, con la sua altezza
sovrastava il Dalai Lama; seguendo la tradizione
tibetana, si inchin e porse a Sua Santit una sciarpa
bianca, detta kata, che questi a sua volta gli mise al
collo. Come al solito in presenza del Dalai Lama c'erano
sorrisi e un senso di serenit. Il visitatore gli si
affianc quindi per la foto ufficiale.
Una frazione di secondo prima che il fotografo la
scattasse, i miei tre figli sferrarono quello che pu essere
definito solo come un attacco frontale. Due corsero
fuori da sotto una poltrona e puntarono dritti alle
gambe del visitatore. Il terzo gli affond denti e artigli
nella caviglia sinistra.
Lui si pieg in due per lo shock e il dolore. Il fotografo
strill allarmato. Per qualche istante di sconcerto
il tempo sembr fermarsi. Poi i primi due scesero lungo
le gambe dell'ospite mentre il terzo fuggiva senza
nemmeno un: Hasta la vista, baby.
Sua Santit, l'unico che non pareva stupito della
falla nella sicurezza antifelini, si scus a profusione.
Recuperata la sua compostezza, quell'uomo sembr
trovare l'intero episodio piuttosto divertente.
Non credo che scorder tanto facilmente quanto
accadde dopo: il Dalai Lama che indicava in direzione
dei tre furfanti mentre uno dei pi famosi eroi d'azione
del mondo era steso sul ventre nel tentativo di
estrarre i piccoli birbanti dal loro nascondiglio sotto
un divano.
S, concordarono tutti in seguito, bisognava trovare
una sistemazione pi adatta per i maschi. Ma la piccolina,
delicata e docile, la versione in miniatura della
madre himalayana? In cuor loro penso che nessuno volesse
vederla andare via. Per il momento era al sicuro.
Come numerosi felini, sono una gatta dai molti nomi.
All'Himalaya Book Caf mi chiamano Rinpoche.
In ambito istituzionale a Jokhang, dove Sua Santit il
Dalai Lama viene denominato SSDL, ho acquisito il
titolo di GSS, la Gatta di Sua Santit. Di l a poco anche
la mia piccola ricevette un nome ufficiale: MSS, Micina
di Sua Santit. Un paio di giorni dopo che i maschi
erano stati portati via, Sua Santit la prese in mano
e la guard negli occhi con quello sguardo di amore
puro che illumina tutto il tuo essere.
Sei cos bella, proprio come tua madre! mormor
accarezzandole il musetto con la punta di un dito.
Non  vero, Cucciola delle Nevi?
Nelle settimane seguenti restammo solo noi tre:
Sua Santit, io, la sua Leonessa delle Nevi, e mia figlia,
Cucciola delle Nevi. Quando mi alzavo il mattino presto
per accoccolarmi accanto a Sua Santit mentre meditava,
anche la piccola Cucciola delle Nevi si svegliava
per venire a rannicchiarsi vicino al mio corpo caldo.
Quando andavo nell'ufficio degli assistenti esecutivi,
mi seguiva miagolando finch non veniva presa e posata
su un tavolo dove non aspettava altro che spingere
le penne a zampate fin sul bordo e lanciarle per terra.
Una volta Tenzin, che era un convinto sostenitore del
t verde, si alz dalla scrivania lasciandovi il suo bicchiere.
Quando torn, trov MSS intenta a leccarlo con
cautela. La piccola non smise mentre lui si avvicinava e
non lo fece nemmeno quando si sedette, pos i gomiti
sul tavolo e la osserv attentamente.
Immagino di non poterne avere un po', vero, MSS?
chiese ironico.
Lei sollev lo sguardo con due occhioni meravigliati.
Ma tutto quello che si trovava a Jokhang non
era l appositamente per il suo piacere?
Poi arriv il giorno in cui Lobsang, il traduttore di
Sua Santit, ricord al Dalai Lama un impegno preso
in passato. La regina del Bhutan mi ha chiesto di
trasmetterle i suoi pi sentiti omaggi, Sua Santit gli
disse un pomeriggio dopo che ebbero finito di lavorare
a una trascrizione.
Sua Santit sorrise. Bene. Ho apprezzato molto
la sua visita. Ti prego, mandale i miei pi cari saluti.
Lobsang annu. Ha chiesto anche di GSS.
Ah, s. Ricordo che la piccola Leonessa delle Nevi
le si era seduta in grembo. Una cosa piuttosto insolita.
Si volt a guardare nella direzione in cui ero
acciambellata con Cucciola delle Nevi, sulla coperta
beige di pile che aveva messo sul davanzale dopo l'arrivo
dei gattini.
Forse ricorder, Sua Santit, la sua richiesta di
adottare un gattino se mai GSS ne avessi avuti azzard
Lobsang.
Il Dalai Lama tacque per un istante prima di incrociare
il suo sguardo. Giusto. Penso che sperasse
di avere un gattino con un buon... come si chiama?
Pedigree? sugger lui.
Sua Santit annu. Non siamo mai riusciti a capire
da dove sia arrivata GSS. La famiglia di Delhi proprietaria
di sua madre si  trasferita. E per quanto riguarda
il padre dei gattini... I due si scambiarono un sorriso.
Ma continu molto sommessamente seguendo
lo sguardo di Lobsang, puntato sul minuscolo esserino
accanto a me Cucciola delle Nevi assomiglia molto a
sua madre. E una promessa  una promessa.
Una settimana dopo Cucciola delle Nevi non c'era
pi. Lobsang, che tornava in Bhutan in permesso, la
port con s. Per me la soddisfazione di sapere che era
andata in una delle migliori case possibili fu pi che
offuscata dalla tristezza della sua partenza, dalla realt
di essere nuovamente sola sul davanzale.
Con la sua tipica compassione Sua Santit spost
la coperta sul pavimento, sotto una sedia nella nostra
camera, perch saltando sul davanzale non mi ricordassi
continuamente della mia perdita. Per acciambellandomi
sotto la sedia sentivo l'odore di Cucciola
delle Nevi e dei suoi fratelli e vedevo i ciuffi delle loro
pellicce, sottili peli bianchi intrecciati a quelli bruni.
Alcune mattine invece di sedermi vicino a Sua Santit
a meditare, andavo verso la coperta di pile e mi
stendevo l fantasticando sul passato. E cerano altri
momenti in cui, in mancanza di qualcosa di pi interessante
a cui dedicarmi, tornavo alla coperta e ai miei
ricordi, seppur malinconici.
Ora, nel pieno delle pulizie di primavera, mi era
stata tolta anche quella.
Un paio di giorni dopo tali faccende domestiche ordinate
da Chogyal, decisi di andare con Serena quando
lasci l'Himalaya Book Caf. Seguiva la stessa routine
tutti i giorni. Alle cinque e mezzo di pomeriggio
scompariva nell'ufficio del gestore, un piccolo locale
accanto alla cucina, per riemergere pi o meno dieci
minuti dopo con gli abiti da yoga neri di cotone biologico,
provenienti dal commercio equo, e i capelli
raccolti in una coda. Invece di uscire dall'ingresso
principale del ristorante, si infilava in cucina prendendo
quello posteriore per risalire il vicolo e la strada
tortuosa che conoscevo fin troppo bene.
Ogni tanto parlava dello yoga con tono reverenziale,
dal quale si capiva la grande importanza che
aveva per lei. Andarci ogni sera era un'abitudine non
negoziabile. Da quando era tornata in India, si era riproposta
di trovare un maggiore equilibrio e a questo
scopo aveva intrapreso un viaggio alla scoperta di se
stessa che comprendeva non solo i banchetti indiani
ma interrogativi molto pi profondi: cosa fare della
sua vita e dove. Mossa dalla tipica curiosit felina, per
non parlare del molto tempo libero che avevo la sera
da quando Sua Santit era via, mi chiesi cosa avesse
lo yoga per esercitare un effetto cos potente. Non
era solo un nome dato dagli esseri umani a una serie
di contorsioni fsiche che tentavano di compiere con
risultati molto pi scadenti di quelli ottenuti senza
sforzo da noi gatti?
Tenere il passo di Serena mentre raggiungeva la
cima della collina non era facile per una gatta con
le zampe malferme come me. Compensavo tuttavia
la mancanza di forza fisica con la determinazione.
Si avvicin a una casetta modesta con le bandiere
di preghiera tibetane sbiadite appese alle gronde e
poco dopo la seguii all'interno. La porta d'ingresso
era socchiusa e conduceva a un piccolo atrio dove
cerano una grande scarpiera, perlopi vuota, e un
odore inebriante di pelle di scarpe, sudore e incenso
Nag Champa.
Una tenda di perline separava l'atrio dallo studio
yoga. Sopra di essa c'era un cartello con il nome, THE
DOWNWARD DOG SCHOOL OF YOGA, scritto in lettere
sbiadite. Mi ritrovai in una stanza molto ampia. In
fondo c'era un uomo in quella che in seguito appresi
essere Virabhadrasana II, la posizione del guerriero 2.
Con le braccia aperte all'altezza delle spalle era una
figura maestosa che si stagliava come una silhouette
contro il panorama dell'Himalaya, visibile attraverso
le porte aperte che andavano dal pavimento al soffitto.
Le cime ghiacciate riflettevano il sole al tramonto che
ammantava d'oro i picchi.
A quanto pare abbiamo visite esclam l'uomo
nella posizione del guerriero con una voce dolce e un
vago accento tedesco. Aveva i capelli bianchi, tagliati
quasi a zero, ma nonostante l'et era piuttosto flessibile.
Il volto era abbronzato e senza tempo, gli occhi
di un azzurro vivo. Mi chiesi come facesse a sapere
che ero l finch non notai che un'intera parete dello
studio era rivestita di specchi e che mi aveva visto
entrare dalla tenda di perline.
Sul balcone Serena si gir e mi scorse. Oh, Rinpoche,
mi hai seguita! Venendo verso di me disse
all'uomo nella posizione del guerriero: Questa piccola
passa molto tempo al caff. Immagino che non
lasci entrare i gatti nello studio, vero?.
Ci fu un momento di silenzio prima che rispondesse.
Di regola no. Ma ho la sensazione che la tua
amica sia molto speciale.
Non sapevo con esattezza perch lo avesse percepito,
ma fui contenta di prenderlo come un invito a
poter restare. Saltai subito su uno sgabello basso di
legno vicino a uno scaffale pieno di coperte in fondo
alla stanza. Era il posto ideale per osservare senza essere
osservata.
Guardandomi attorno notai una piccola fotografia
in bianco e nero di un cane, incorniciata e appesa
a una parete. Era un Lhasa Apso, la stessa razza di
Kyi Kyi. Molto popolari tra i tibetani, i Lhasa Apso
servivano tradizionalmente da sentinelle nel monastero,
avvertendo i monaci della presenza di intrusi.
Era forse il cane da cui prendeva il nome la scuola
di yoga?
Altre persone stavano arrivando per la lezione. In
genere espatriati con l'aggiunta di qualche indiano, un
gruppo eterogeneo di uomini e donne che sembravano
avere dai trentanni in su. Si muovevano con una
certa consapevolezza e una compostezza indefinibile.
Una volta disposti a terra i tappetini, i cuscini a rotolo
e le coperte, si stesero sulla schiena con gli occhi chiusi
e le gambe unite, quasi a imitare le file di polli legati
che vedevo al mercato.
Dopo un po' l'insegnante, che i presenti chiamavano
Ludo, si mise nella parte anteriore della sala e si
rivolse alla ventina di allievi con un tono garbato ma
chiaro. Lo yoga  vidya afferm che in sanscrito
significa essere con la vita cos com' e non come
vorresti che fosse. Non  vita se solo certe cose fossero
diverse o se solo potessi fare quello.
Allora come iniziamo lo yoga? Uscendo dalla nostra
testa ed entrando nel momento presente. L'unico
momento che esiste in realt  qui e ora.
Dalle porte aperte dello studio arrivava lo stridio
acuto dei rondoni che nel tardo pomeriggio si levavano
in volo e si gettavano in picchiata. Dalle case pi in
basso sulla collina giungevano accordi isolati di musica
hindi e un acciottolio di pentole, accompagnati
dagli aromi dei pasti serali.
Vivendo qui e ora prosegu Ludo riconosciamo
che in ogni momento in cui il tutto si sviluppa, ogni
cosa  completa.  tutto collegato. Ma non riusciamo
a sperimentarlo direttamente finch non lasciamo
andare il pensiero e non ci rilassiamo, finch non ci
rendiamo conto di essere arrivati a questo momento,
qui e ora, solo perch tutto il resto  come .
Rilassatevi in una consapevolezza aperta disse
Ludo alla classe. L'unificazione della vita. Questo 
lo yoga.
Ludo fece quindi eseguire alla classe una sequenza di
asana o posizioni, alcune in piedi, altre sedute, alcune
dinamiche, altre di riposo.
Lo yoga, compresi, non serviva solo a sviluppare la
flessibilit del corpo. Andava ben oltre.
Insieme alle indicazioni su come piegarsi e allungarsi,
Ludo impartiva perle di saggezza che avevano
uno scopo molto pi ampio. Non possiamo lavorare
sul corpo se non lavoriamo anche sulla mente.
Quando ci imbattiamo in limitazioni, in ostacoli
nell'esercizio fisico, scopriamo che la fisiologia  lo
specchio della psicologia. Mente e corpo possono restare
bloccati in abitudini che causano disagio, stress
e tensione.
Quando un uomo accenn al fatto che non riusciva
a chinarsi e a toccare il pavimento con i palmi delle
mani a causa dei tendini del ginocchio, lui osserv: I
tendini del ginocchio, s. Per alcuni la sfida  questa.
Per altri  essere capaci di girarsi. O sedersi comodi
a gambe incrociate. Le insoddisfazioni della vita si
manifestano in forme diverse. Il modo esatto in cui
si rivelano  specifico per ciascuno di noi. Ma lo yoga
ci d modo di diventare liberi. Passando tra le file di
allievi e adattando lievemente le loro posizioni, prosegu.
Invece di continuare a girare in cerchio, di rendere
sempre pi radicate le stesse abitudini inconsce
del corpo e della mente, usate la consapevolezza. Non
cercate di evitare la tensione assumendo una posizione
compromessa, respirate invece durante la stessa! Non
ricorrete alla forza, ma alla saggezza. Usate la respirazione
per creare apertura. Respiro dopo respiro, il
cambiamento sottile diviene possibile. Ogni respiro 
un passo verso la trasformazione.
Seguii la lezione con vivo interesse dal mio sgabello
in fondo, contenta di passare inosservata. Ma
quando Ludo disse alla classe di effettuare una torsione
dalla posizione seduta, di colpo venti teste si
voltarono verso di me. Ci furono all'istante sorrisi e
qualche risatina.
Ah s... Oggi c' un'ospite speciale annunci
Ludo.
Tutto quel pelo bianco! esclam qualcuno.
Che occhi azzurri fece un altro.
Poi, mentre venti paia d'occhi mi fissavano, un uomo
comment: Dev'essere Swami.
Il che scaten una risata al pensiero del saggio del
luogo la cui fotografa compariva sui manifesti nell'intera
citt.
Mi sentii sollevata quando l'esercizio di torsione
termin, ma appena si voltarono nell'altra direzione,
mi ritrovai di nuovo osservata.
Alla fine della lezione, mentre erano stesi sui materassini
in Shavasana, la posizione del cadavere, Ludo
disse: Per certi versi  la posizione pi impegnativa
di tutte. Corpo calmo e mente calma. Cercate di non
interagire con ogni pensiero. Riconoscetelo semplicemente,
accettatelo e lasciatelo andare. Nello spazio
tra i pensieri possiamo scoprire molto di pi rispetto
a quando ci lasciamo assorbire dalle elaborazioni
concettuali. Nella quiete scopriamo che ci sono altri
modi per conoscere le cose che non passano attraverso
l'intelletto.
Dopo la lezione alcuni allievi si fermarono a parlarmi
mentre gli altri mettevano via coperte, tappetini
e cuscini. Se qualcuno si era spostato nell'atrio per
rimettersi le scarpe e andarsene, la maggior parte si
radun sul terrazzo dietro le porte scorrevoli. L, su
un tappeto indiano sbiadito lungo quanto il terrazzo
stesso, cerano diverse sedie assortite con i cuscini dai
colori vivaci e qualche poltrona a sacco. Su un tavolo
pieno di tazze e di bicchieri qualcuno stava versando
acqua e t verde mentre i presenti prendevano posto
seguendo quella che era evidentemente una piacevole
abitudine, una volta finita la lezione.
Noi gatti non amiamo molto il rumore e la confusione,
perci attesi che si fossero seduti tutti prima
di scendere silenziosa dallo sgabello e di raggiungere
Serena. Gli ultimi raggi del sole al tramonto avevano
tinto le montagne di un rosso corallo brillante.
Cercare di respirare attraverso il malessere mentre
facciamo yoga  un conto stava dicendo una donna
dalla voce stridula chiamata Merrilee. Si era unita alla
lezione quasi alla fine, come se fosse venuta solo per
l'aspetto sociale della serata. E non so se me lo fossi
immaginato, ma mi sembrava che si fosse versata di
nascosto qualcosa nel bicchiere da una fiaschetta. Ma
quando non facciamo yoga e dobbiamo affrontare i
problemi? chiese.
Tutto  yoga le rispose Ludo. Di solito reagiamo
alle sfide in modo abituale, con la rabbia o il rifiuto.
Respirando attraverso una sfida possiamo giungere a
una risposta pi efficace.
La rabbia o il rifiuto non sono a volte una risposta
efficace? domand Ewing, un americano di una
certa et residente da tempo a McLeod Ganj. Ogni
tanto faceva un salto all'Himalaya Book Caf, dove
si diceva che fosse fuggito in India dopo una tragedia
capitatagli in patria. Per molti anni aveva suonato il
piano nell'atrio del Grand Hotel di Delhi.
Una reazione  automatica, abituale afferm Ludo.
Una risposta  ponderata. Questa  la differenza.
Quello che  importante  creare spazio, aprirci alle
possibilit al di l dell'abituale, che di rado ci rende
un buon servizio. La rabbia non  mai una risposta
illuminata. Possiamo essere infuriati, parlare in tono
fintamente arrabbiato per impedire a un bambino di
avvicinarsi al fuoco, per esempio, ma questo  molto
diverso dalla rabbia vera.
Il problema osserv un indiano alto seduto vicino
a Serena  che restiamo bloccati nella nostra zona
di comfort anche quando non ci conforta molto.
Ci aggrappiamo a ci che  familiare concord
lei. Alle cose che una volta ci rendevano felici ma
ora non pi.
La guardai stupita quando lo disse. Stavo pensando
alla coperta beige di pile in camera da letto, al fatto
che i ricordi dei tanti momenti felici che vi avevo trascorso
con la mia piccola Cucciola delle Nevi fossero
ora venati di tristezza.
Shantideva, il saggio buddista indiano, parla di leccare
il miele dal filo di una lama osserv Ludo. Per
quanto dolce sia, il prezzo che paghiamo  molto alto.
Allora come sappiamo chiese Serena quando
qualcosa che  stato positivo in passato  sopravvissuto
alla sua utilit?
Ludo la guard con due occhi cos chiari che sembravano
quasi argentei. Quando ci procura sofferenza
rispose. Soffrire viene da una parola latina che
significa portare. E se talvolta il dolore  inevitabile, la
sofferenza non lo . Per esempio, possiamo avere una
relazione molto felice con qualcuno che poi perdiamo.
Proviamo dolore, ovviamente:  normale. Ma quando
continuiamo a portare con noi quel dolore sentendoci
sempre in lutto, quella  sofferenza.
Ci fu silenzio mentre tutti assimilavano l'idea. Nel
crepuscolo sempre pi intenso le montagne incombevano
in lontananza gettando ombre venate di un rosa
carico come le glasse dei cupcake della signora Trinci.
A volte penso che il passato sia un luogo pericoloso
in cui cercare la felicit afferm l'indiano seduto
vicino a Serena.
Hai ragione, Sid concord Ludo. L'unico momento
in cui possiamo trovarla  questo, qui e ora.
Pi tardi il gruppo inizi a disperdersi. Serena se ne
and con molti altri e io la seguii nell'atrio. Vedo
che la piccola Swami  con te osserv una donna
infilandosi le scarpe.
S. Ci conosciamo bene. Passa molto tempo al
caff. Ora le dar un passaggio fin l disse Serena
prendendomi in braccio.
Qual  il suo vero nome? chiese un'altra.
Oh,  una gatta dai molti nomi. Sembra che ne
riceva uno ovunque vada.
Allora oggi non fa eccezione comment Sid.
Prendendo una margherita gialla da un vaso nell'atrio
ne fece una ghirlanda e me la mise al collo. Mi
prostro davanti a te, piccola Swami disse giungendo
le sue mani lisce, dalle unghie ben curate, all'altezza
del cuore. Quando guardai nei suoi occhi, vidi una
grande tenerezza.
Apr la porta a Serena e un attimo dopo stavamo
scendendo la collina.
Siamo molto fortunati ad avere un insegnante
splendido comment lei.
S convenne Sid. Ludvig, Ludo,  straordinario.
Mia madre dice che  a McLeod Ganj da quando
sono nata.
Lui assent. Dall'inizio degli anni Sessanta.  venuto
su richiesta di Heinrich Harrer.
Quello di Sette anni in Tibet? chiese Serena. Il
tutore del Dalai Lama?
Esatto. Heinrich glielo ha presentato poco dopo
il suo arrivo a McLeod Ganj. Si dice che lui e Sua Santit
siano buoni amici. Anzi,  stato proprio il Dalai
Lama a incoraggiarlo ad aprire la scuola di yoga.
Non lo sapevo disse Serena. Guardando Sid si
rese conto d'un tratto di quanto bene conoscesse le
vicende locali. Dopo qualche istante decise di fare
un'ulteriore verifica. C' un uomo che cammina
dietro di noi con una giacca scura e un cappello di
feltro afferm sottovoce. Qualcuno sostiene che sia
il maharaja di Himachal Pradesh.  vero?
Proseguirono lungo la collina per un po' prima che
lui guardasse con discrezione dietro di s. Ho sentito
la stessa cosa ammise.
Lo vedo abbastanza spesso da queste parti aggiunse
Serena.
Anch'io osserv lui. Forse di solito fa due passi
a quest'ora.
Potrebbe essere riflett lei.
Il giorno dopo stavo percorrendo con passo felpato il
corridoio dell'ala esecutiva quando Lobsang mi chiam.
GSS! Vieni qui, piccola! C' una cosa che devi
vedere.
Lo ignorai, naturalmente. Noi gatti non siamo inclini
a piegarci a ogni supplica, preghiera o umile richiesta
fatta dagli umani. A che pr? Siete molto pi
grati quando alla fine vi lanciamo un osso... Se mi
perdonate il riferimento canino della metafora.
Lobsang tuttavia non si scoraggi e qualche istante
dopo fui presa, portata nel suo ufficio e posata sulla
sua scrivania.
Sono collegato con il Bhutan via Skype mi spieg
e ho notato qualcuno che pensavo ti avrebbe fatto
piacere vedere.
Lo schermo del computer mostrava una stanza
sontuosamente arredata e da un lato una panca sotto
la finestra su cui un gatto himalayano era sdraiato con
la pancia al sole. Aveva la testa gettata all'indietro, gli
occhi chiusi, le zampe e la coda folta allargate in quella
che Ludo avrebbe forse definito la posizione della
stella marina. Per i gatti  la posizione pi indifesa,
di maggior fiducia e appagamento.
Impiegai qualche istante a capire... Era vero? S!
Ma quant'era cresciuta!
Il suo titolo ufficiale  GSAR, la Gatta di Sua Altezza
Reale. Quindi ha una lettera in pi rispetto a GSS.
E mi dicono che sia adorata nel palazzo quanto tu lo
sei qui a Namgyal.
Osservai la pancia di Cucciola delle Nevi sollevarsi
e abbassarsi mentre sonnecchiava al sole e ricordai la
mia profonda tristezza di soltanto pochi giorni prima,
quando Chogyal aveva portato via la coperta beige
dalla camera privandomi dei cari ricordi della mia
piccola.
Perch era cos che mi ero sentita in quel momento.
Da allora avevo appreso che la mia infelicit non
era stata causata da Chogyal ma, involontariamente,
da me stessa. Crogiolandomi nei miei ricordi nostalgici,
passando tanto tempo a pensare a un rapporto
che si era trasformato, mi ero portata dietro il dolore.
La sofferenza.
Nel frattempo Cucciola delle Nevi era cresciuta iniziando
una nuova vita quale gatta adorata del palazzo
della regina del Bhutan. Quale madre avrebbe potuto
desiderare di pi?
Girandomi mi avvicinai al posto in cui sedeva
Lobsang e mi chinai sfregandogli il muso sulle dita.
GSS! esclam. Non lo avevi mai fatto!
Mentre rispondeva grattandomi il collo, chiusi gli
occhi e cominciai a fare le fusa. Ludo aveva ragione:
la felicit non andava cercata nel passato, nel tentativo
di rivivere i ricordi, per quanto incantevoli.
Poteva solo essere trovata nel momento presente,
qui e ora.


3.

Che cosa accadrebbe, caro lettore, se dovessi realizzare
il tuo sogno pi ambito? Appagare la tua pi grande
ambizione al di l di ogni folle speranza?
Non c' nulla di male nel considerare questa piacevole
prospettiva, no? Immagina per esempio di aprire
la porta di una splendida casa e di trovare la tua
famiglia all'interno, emblema della felicit e dei bei
modi, mentre si spandono aromi deliziosi dalla cucina
e nessuno litiga per il telecomando.
O, nel mio caso, di avventurarmi nella cella frigorifera
della cucina di sotto e scoprire diecimila porzioni
di fegato di pollo a dadini della signora Trinci,
conservate in perfette condizioni e pronte per il mio
personale diletto.
Che prospettiva incantevole! E che immagine
allettante!
All'Himalaya Book Caf non avevamo idea che
una persona che aveva compiuto qualcosa di altrettanto
straordinario stesse per arrivare tra noi.
All'inizio non lo notammo quasi. Il suo arrivo
coincise, guarda caso, con una delle mie comparse
in tarda mattinata. Erano da poco passate le undici
quando scesi la strada da Jokhang, e proprio in quel
momento lui si stava dirigendo verso il caff. Era un
uomo di mezza et dall'aspetto rude e dai capelli ramati
brizzolati sulle tempie. Aveva tratti marcati, le
sopracciglia folte, sporgenti, e uno sguardo curioso.
C'era un netto contrasto tra il suo volto, vissuto e segnato,
e il suo abbigliamento costoso: giacca di lino
e pantaloni color crema, orologio d'oro scintillante.
Aveva un passo pi svelto rispetto ai turisti che girovagavano
rilassati e portava con s diverse guide sui
luoghi da visitare nell'india nordoccidentale.
Mi feci strada nel locale fermandomi per un saluto
naso a naso con Marcel e Kyi Kyi, seduti nel loro cesto
sotto il banco. Dopo la partenza di Frane e l'arrivo
di Serena e di Sam, era come se un filo invisibile ci
avesse resi pi uniti, noi abitanti non umani del caff.
Avendo vissuto tutti i cambiamenti insieme, avevamo
alle spalle un'esperienza condivisa, un legame comune.
Non che tuttavia andassimo oltre un saluto naso
a naso e un cortese gesto d'interessamento. Non ti
aspetterai, vero, che salti nel cesto con loro? Non sono
quel genere di gatto e, caro lettore, questo non  quel
genere di libro!
Prendendo come al solito posizione sul portariviste,
osservai il nostro visitatore ben vestito mettersi
comodo su una vicina panca imbottita. Chiam un
cameriere con fare autoritario e quando parl lo fece
con un accento rotico, tipico degli scozzesi:  gi
aperta la cucina per pranzo?.
Sanjay, un cameriere giovane con la faccia da ragazzino
e una divisa bianca impeccabile, annu.
Prendo un bicchiere del vostro Smillon Sauvignon
Blanc gli disse il visitatore. Dopo aver disposto
i libri sul tavolo e aver preso il cellulare dalla tasca,
sembr ben presto occupato a studiare programmi di
viaggio, a confrontare le informazioni dei vari volumi
e a inserirle nel telefono.
Quando arriv il Smillon Sauvignon Blanc, ne assaggi
un sorso trattenendo il vino con l'aria di esaminarlo.
Poi non lo bevve, lo tracann. Quattro sorsi
e pochi minuti dopo il bicchiere era vuoto.
Il fatto non sfugg all'attenzione del capocameriere
Kusali, noto per la sua leggendaria onniscienza.
Mand Sanjay con la bottiglia di vino a riempire
il bicchiere del cliente. Ne seguirono un terzo e ben
presto un quarto, prima che questi chiedesse il conto,
raccogliesse i libri e se ne andasse.
Mezz'ora dopo la situazione prese una piega insolita.
Alzando lo sguardo dal mio spuntino di mezzogiorno,
una squisita porzione di salmone affumicato
tagliato a striscioline sottili, chi vidi all'ingresso del
caff se non lo stesso uomo, stavolta accompagnato
dalla moglie?
Aspetto matronale, volto buono e un paio di scarpe
comode, la donna si guard attorno con aria di apprezzamento.
Era una manifestazione a cui eravamo
piuttosto abituati. Quando arrivavano a McLeod Ganj
da Delhi, numerosi occidentali si sentivano travolti
dall'india con il suo caos, le folle, la povert, il traffico
e la sua vitalit sconvolgente. Ma appena varcavano la
soglia dell'Himalaya Book Caf si ritrovavano davanti
un quadro completamente diverso. A destra del banco
d'ingresso si estendeva il locale con il suo ambiente
classico, illuminato da luci soffuse, con le tovaglie
bianche, le sedie di bamb e la grande macchina d'ottone
per il caff espresso. Le pareti erano tappezzate
di stendardi buddisti tibetani ricamati o thangka. A
sinistra del banco, risalendo alcuni gradini, si raggiungeva
la libreria con i suoi scaffali ben riforniti, tra cui
spiccavano inoltre carte raffinate, manufatti himalayani
e altri oggetti regalo. Era una fusione esotica tra
uno stile europeo casual-chic e il misticismo buddista.
Molti, vedendolo la prima volta, tiravano un palese
sospiro di sollievo.
La moglie del visitatore non reag con altrettanta emotivit.
Mentre guardava ansiosa il marito, sembrava
augurarsi che il caff gli andasse bene, cosa che fu.
Decisamente!
Dopo essere andato loro incontro, Kusali li accompagn
a un tavolo accanto a una finestra, dove l'uomo
studi sia il men sia la lista dei vini, come se fosse la
prima volta, ordinando esattamente la stessa bottiglia.
Stavolta sorseggi il suo Smillon Sauvignon Blanc
con pi moderazione, ma durante il pranzo non ebbe
difficolt a scolarsi gran parte della bottiglia aiutato
solo in minima parte dalla moglie.
Guardandoli da lontano, percepii qualcosa di strano
nel loro modo di stare insieme. Facevano lunghe
pause nei discorsi, durante le quali guardavano dappertutto
tranne il proprio partner, seguite da una conversazione
che ben presto languiva.
In genere i visitatori occidentali avevano una tabella
di marcia cos ftta che venivano nel locale solo una
o due volte durante il loro breve soggiorno. Ma non
il nostro amico in ghingheri e sua moglie. Il mattino
seguente alle undici, l'ora consacrata al servizio degli
alcolici, arriv al caff, si diresse alla panca e ordin
un bicchiere di Smillon Sauvignon Blanc. Prevedendo
il ripetersi degli eventi del giorno prima, Kusali si
fece avanti con garbo, versandogli di persona il vino
prima di suggerire: Desidera che le porti il secchiello
al tavolo, signore?.
Il visitatore accett. Servendosi da solo mentre sfogliava
un opuscolo di viaggi con meno interesse del
giorno prima, fin ben presto la bottiglia.
Di nuovo, mezz'ora dopo essersene andato, ricomparve
sulla porta del locale con la moglie, dicendo
a Kusali, al banco d'ingresso, che erano rimasti tanto
contenti il giorno prima da essere tornati. Kusali,
sempre molto diplomatico, sorrise educato accettando
quella versione ufficiale e vagamente ritoccata dei fatti.
Caro lettore, mi crederesti se ti dicessi che si  verificata
la stessa identica scena in stile Giorno della marmotta
il mattino seguente? Be', forse non esattamente
la stessa. Il terzo giorno il cliente entr alle undici andando
dritto alla sua panca e a quel punto Kusali gli
fece servire il suo vino preferito in un secchiello per il
ghiaccio da un cameriere. Serena, che in precedenza
era andata a Delhi a ordinare nuove attrezzature da
cucina, assist alla scena e poco dopo si avvicin perplessa
a Kusali. Durante il loro tte--tte il visitatore
fiss quasi afflitto il suo cellulare e lui le diede il via
libera per poter guardare in quella direzione.
Appena lo fece, rimase pietrificata. Concluse in
fretta il discorso e si avvi verso la libreria. Pochi attimi
dopo era gi accanto a Sam, che stava seduto al
di l del banco, davanti al computer.
Posso usarlo un attimo? chiese concitata.
Certo rispose alzandosi dallo sgabello. Serena
apr in fretta un motore di ricerca.
Gordon Finlay. Sam lesse il nome mentre lo scriveva
nel riquadro di ricerca.
Sai chi ? bisbigli lei.
Lui scosse il capo.
Credo che sia laggi disse inclinando la testa in
direzione della panca. Bagpipe Burgers.
Sam s'illumin.  quell'uomo?
Fissarono la voce di Wikipedia che mostrava la foto
del fondatore di Bagpipe Burgers.
Nata come singola hamburgheria a Inverness, in
Scozia stava leggendo Sam  oggi uno dei principali
franchising di fastfood del mondo. Scorrendo
la pagina, pesc le informazioni salienti: un valore di
mezzo miliardo di dollari, presente in tutti i mercati
pi importanti, famose divise scozzesi, inventore
dell'hamburger gourmet, impegno per la qualit.
 lui? incalz Serena.
Sam studi la fotografa che avevano di fronte prima
di voltarsi a guardare il cliente. Il nostro uomo
sembra avere... meno doppio mento.
Serena schiocc le dita. Sar ricorso al bisturi.
Hai idea di quanto abbia bevuto negli ultimi due
giorni? fece Sam.
 un rischio professionale nel nostro campo.
Sam la guard attentamente negli occhi. Ma cosa
ci fa a McLeod Ganj?
 quello che... Si allung verso la tastiera e scrisse
qualcos'altro annuendo mentre un'ulteriore pagina si
apriva sullo schermo. S.  successo quando stavo
lasciando Londra. Ha venduto tutto per cinquecento
milioni di dollari.
Quell'uomo laggi? bisbigli Sam sgranando gli
occhi.
Esatto. Serena gli strinse il braccio prima di allontanarsi
dal banco per sbirciare di nuovo con discrezione.
Annu. A Londra non parlavano d'altro.  il sogno di
ogni imprenditore, e nel mondo della ristorazione  una
cifra inaudita. La gente lo ama o lo odia.
Tu da che parte stai?
Lo ammiro,  ovvio! Quello che ha fatto  incredibile.
 entrato in un settore pieno di aziende con
standard di qualit bassi e ha creato qualcosa di
veramente particolare. Al pubblico  piaciuto ed 
decollato. Ha fatto una montagna di soldi ma gli ci
sono voluti ventanni di lavoro davvero duro.'.
Per  un tipo strambo comment Sam scuotendo
la testa.
Ti riferisci alle visite multiple?
Non solo. Sai, passa ore all'internet shop in fondo
alla strada.
Ora fu Serena a stupirsi.
L'internet shop, che serviva una clientela quasi
interamente locale, era sporco, sovraffollato e male
illuminato.
Lo vedo entrare l ogni mattina. Sam viveva
nell'appartamento sopra il caff, con due finestre rivolte
verso la strada.  l dalle otto. Dopo viene qui.
La settimana seguente Gordon Finlay arriv regolarmente
all'Himalaya Book Caf. Salt in effetti un
paio di mattine, durante le quali la panca in fondo
sembr stranamente vuota. Una volta lui e la moglie
furono visti salire su un pulmino turistico che portava
i visitatori a fare escursioni in giornata nella campagna
circostante. Un'altra un cameriere rifer di averlo
notato conversare con Amrit, uno dei venditori che
svolgevano la loro attivit sotto il groviglio di cavi telefonici
nella via.
Fra tutti, il trasandato Amrit era il pi giovane
e il meno popolare, faticava ad attirare l'attenzione
dei passanti sulle sue polpette che recuperava da una
padella dall'aria sudicia. Difficile capire cosa avesse
trovato d'interessante Gordon Finlay in quel ragazzo
sempre sconsolato. Ma quando rinunci sia alla bottiglia
di vino preprandiale sia al pranzo, Kusali guard
dalla finestra e si accorse che il venditore non era pi
nella sua bancarella.
Il mistero si risolse il giorno dopo, quando Amrit
fu nuovamente visto al suo posto con una vivace salopette
rossa e gialla e una cuffia, un wok da esterno argento
scintillante al posto della padella annerita e una
serie di eleganti bandierine che svolazzavano attorno
all'insegna HAPPY CHICKEN. Mentre girava i petti di
pollo per una fila sempre pi lunga di clienti, Gordon
Finlay gli stava alle spalle con la sua consueta giacca
color crema dandogli istruzioni.
Alle undici in punto Finlay torn al caff.
Lo scopo esatto della presenza di Gordon Finlay a
McLeod Ganj scaten congetture sempre pi numerose.
Non aveva forse scelto quella modesta cittadina
ai piedi dell'Himalaya per avviare una nuova catena
di fast food globale? Perch prendersi la briga di venirci
solo per passare tanto tempo a bere? Per quello
non sarebbe stato pi piacevole un posto in Italia o
nella Francia del Sud? E che dire di tutto il tempo
che passava all'internet shop quando poteva collegarsi
facilmente e con maggiore comodit dal suo albergo?
Sono lieta, caro lettore, di potermi vantare di aver
avuto una parte fondamentale nel dare risposta a
queste e ad altre domande. Come molti degli sviluppi
pi affascinanti della vita, anche quello non dipese da
un'azione volontaria. La mia semplice, ma devo dire
irresistibile, presenza bast a scatenare una valanga
inattesa di emozioni represse.
Sistemata nel mio solito posto nel caff, avevo assunto
quella che Ludo avrebbe forse definito la posa
di Mae West, stesa sul fianco con la testa appoggiata
sulla zampa destra. Ci stavamo avvicinando all'ora in
cui Gordon Finlay faceva di solito la prima delle sue
due comparse quotidiane. Quando per alzai lo sguardo
dal pelo bianco morbido della pancia che mi stavo
leccando, ad apparire sulla soglia fu invece la signora
Finlay. Guard ansiosa in direzione del ristorante prima
di incamminarsi verso la libreria. Non si era mai
avventurata fin l; lei e il marito occupavano di solito
lo stesso tavolo nella parte anteriore. Aveva quasi
raggiunto il portariviste quando Serena le si accost.
Sto cercando mio marito spieg la signora Finlay.
Siamo venuti qui qualche volta.
Serena annu sorridendo.
 diventato il suo posto preferito a Dharamsala
e speravo... Il labbro inferiore le tremava e fece un
respiro profondo per ricomporsi. Speravo magari di
trovarlo qui.
Oggi non lo abbiamo visto afferm Serena. Ma
pu aspettare qua se vuole. Stava indicando la panca
in fondo, quella dove Gordon Finlay si godeva la sua
bottiglia di vino mattutina, quando per la prima volta
la signora Finlay guard la mensola dove mi stavo
leccando.
Sentendomi osservata, la guardai in faccia.
Oh cielo! L'autocontrollo gi precario della signora
Finlay era di nuovo a rischio.  identica alla
nostra piccola Sapphire.
Avvicinandosi, allung una mano per accarezzarmi
sul collo.
Guardai nei suoi occhi arrossati e feci le fusa.
Questa  Rinpoche spieg Serena, ma la signora
Finlay non la stava ascoltando. Sulla guancia le scese
una lacrima. Mordendosi il labbro per arrestare il flusso,
smise di accarezzarmi e frug in borsa in cerca di
un fazzoletto. Ma era stato troppo. Nel giro di qualche
istante emise un potente singhiozzo. Serena le pos
una mano sulla spalla e la condusse con dolcezza verso
la panca.
Per un po' la signora Finlay pianse sommessamente
nel fazzoletto. Serena comunic con un gesto a Kusali
di portarle un bicchiere d'acqua.
Mi dispiace si scus dopo un po'. Sono cos...
Serena la invit con gentilezza a tacere.
Avevamo una micia proprio come lei disse la
signora Finlay indicandomi. Mi ha riportato indietro
nel tempo. Tanti anni fa in Scozia Sapphire  stata cos
speciale per noi. Dormiva tutte le notti nel nostro letto.
Deglut. Allora le cose erano diverse.
Arriv un cameriere con l'acqua. La signora Finlay
ne bevve un sorso.
Loro sono molto speciali convenne Serena guardandomi.
Ma la signora Finlay nuovamente non la stava ascoltando,
mentre fissava il tavolo e posava il bicchiere.
Sembrava paralizzata. Questo finch per qualche motivo
si sent spinta a confessare: Gordon, cio mio marito,
detesta stare qui. Lo disse come se con quell'ammissione
si fosse tolta di dosso un peso terribile.
Serena lasci passare un attimo prima di rispondere.
Non  una reazione insolita, sa. Per i visitatori
occidentali che arrivano, senza sapere cosa aspettarsi,
l'india pu essere un vero shock.
La signora scosse la testa. No, non  questo. Conosciamo
bene l'india, tutti e due. Gordon ci  stato pi
volte negli anni. Per questo lo ha scelto come luogo per
trascorrere il primo mese della pensione. Solo che...
non sta funzionando.
Parve trarre forza dalla presenza compassionevole
di Serena e quando prosegu aveva la voce meno rotta.
 reduce da un grande successo, dopo ventanni e
pi ha venduto l'attivit che aveva creato. Gordon 
un gran lavoratore. Un uomo determinato. Non pu
neanche immaginare i sacrifici che ha fatto. Anni e
anni di diciotto ore di lavoro al giorno. Di vacanze saltate.
Di feste di compleanno, di cene e di eventi familiari
terminati molto presto per lui. Ne vale la pena
ripeteva sempre. Tra non molto andr in pensione e
avremo tutto il tempo della nostra vita. Ci aveva sempre
creduto. E anch'io. Non importava quante rinunce
dovesse fare. Saremmo stati felici quando... Sembr
pensierosa per un momento, poi riprese. Nelle prime
due settimane  andato tutto bene. Era un uomo
cambiato, libero di fare quello che preferiva. Ma non
 durato. D'un tratto non cerano pi telefonate, messaggi
o riunioni. N decisioni da prendere. Nessuno
voleva conoscere il suo parere. Era come se un elastico
tirato al massimo venisse mollato di colpo.
Quando lavorava cos freneticamente prosegu
l'idea di avere tutto il tempo del mondo gli sembrava
fantastica. Invece si sta accorgendo che  un fardello
tremendo. Non ha portato con s il laptop. Faceva parte
della sua vecchia vita. Ma quando esce il mattino, dice
a fare due passi, sono sicura che va in uno di quegli
internet point. La signora Finlay stava guardando
Serena, che con la sua espressione neutra non lasci
minimamente trasparire che sapeva che i suoi sospetti
erano giusti.
E beve. Prima non era mai stato cos... non beveva
durante il giorno. So che  perch  annoiato, infelice
e non sa che fare di se stesso. Stamattina prima di
lasciare l'albergo me lo ha addirittura detto. Non l'ho
mai visto cos abbattuto.
Mentre scoppiava di nuovo in lacrime, Serena le
strinse il braccio. Passer anche questo sussurr.
Non essendo in grado di parlare, la signora Finlay
annu.
La donna lasci il caff poco dopo e quel giorno a
pranzo la coppia non si fece vedere. Solo il tempo
avrebbe detto in che modo lei e il marito avrebbero
potuto superare una delusione cos inaspettata. Il caso
del milionario infelice salt fuori tuttavia di nuovo
quella sera nel locale.
Erano quasi le undici e una mezza dozzina di tavoli
ancora occupati erano al dessert e al caff. Serena
guard Sam, seduto sul suo sgabello dietro il banco
della libreria, e incroci il suo sguardo facendogli un
gesto interrogativo. Lui rispose dandole il via libera.
Restava solo una persona intenta a curiosare nel negozio:
l'orlo di una veste rossa da monaco spuntava
da sotto un divisorio.
Serena and di l per il rito di fine giornata. Due
teste si sollevarono dal cesto di vimini sotto il banco:
Marcel e Kyi Kyi seguirono attenti la direzione dei suoi
passi.
Sal i pochi gradini che davano accesso alla libreria
proprio mentre l'ultimo cliente se ne stava
andando.
Lobsang! Lo salut calorosamente facendosi
avanti per abbracciarlo. Lobsang era diventato un
assiduo frequentatore della libreria da quando, tra i
suoi scaffali, vi trovava un buon assortimento di opere
buddiste e titoli pi recenti di saggistica rispetto
a quanto era reperibile prima a Dharamsala e, vista
la loro vecchia amicizia, Serena aveva insistito perch
gli fossero riservati degli sconti il pi possibile
generosi.
Dall'inizio dell'adolescenza, periodo in cui si erano
conosciuti a lavorare come aiutanti nella cucina della
signora Trinci, la loro vita aveva intrapreso percorsi
molto diversi. Mentre Serena era in Europa, Lobsang,
che si era subito distinto per la sua mente acuta e le sue
singolari capacit linguistiche, aveva vinto una borsa
di studio a Yale per studiare semiotica. Tornato in India
per lavorare come traduttore per il Dalai Lama,
era cresciuto anche sotto altri profili. La sua presenza
in particolare infondeva un senso di calma a cui
le persone rispondevano immancabilmente, talvolta
appoggiandosi allo schienale della sedia e rilassando
le spalle o sfoderando un sorriso.
Io e Sam ci prendiamo una cioccolata calda. Ti va
di unirti a noi? gli chiese.
Malgrado la sua tranquillit, notai che qualcosa
di Serena aveva indotto in Lobsang un cambiamento.
Sembrava trovare la sua compagnia molto piacevole.
Sarebbe magnifico rispose entusiasta seguendola
verso i due divani.
Poco dopo Kusali arriv con la cioccolata calda per
gli umani e un piattino di biscotti per cani che tenne
in mano creando un attimo di suspense per suscitarne
la smania, poi lo pos sopra il tavolino con un clink
pavloviano che li indusse a precipitarsi frenetici nella
libreria.
Io da parte mia balzai gi dalla mensola e mi stirai
le zampe posteriori allargando gli artigli uno dopo
l'altro prima di attraversare la stanza e di saltare
agilmente sul divano tra Serena e Lobsang, che si era
messo di fronte a Sam.
GSS  molto fortunata ad averti osserv Lobsang
mentre Serena mi versava il latte nella ciotolina. Soprattutto
con Sua Santit assente.
Ci sentiamo noi fortunati ad averla rispose lei
accarezzandomi. Vero, Rinpoche?
Non aveva ancora posato il piattino per terra, perci
saltai sul tavolino e cominciai a leccare il latte.
Permetti ai gatti di salire sul tavolo? chiese
Lobsang, divertito dalla mia audacia.
Di regola no fece Serena osservandomi con un
sorriso indulgente.
Per un po' tutti e tre gli umani mi guardarono in
silenzio leccare il latte e fare intensamente le fusa. Non
so se fosse telepatia felina o soltanto la mia immaginazione,
ma Sam non era contento che Lobsang partecipasse
al loro consueto appuntamento di fine giornata.
Serena gli chiese del lavoro di cui si stava occupando
e lui accenn al commento di un testo esoterico
di Pabongka Rinpoche che stava contribuendo a tradurre.
La conversazione si spost quindi sui fatti del
giorno. Serena raccont dell'incontro con la signora
Finlay e di come la visione del marito riguardante la
pensione si fosse rivelata un'amara delusione.
Lobsang ascolt la storia, poi un senso di compassione
pervase la sua immensa calma, e disse: Pochi
di noi, penso, non commettono questo errore. Credere
nel sar felice quando andr in pensione, quando avr
una certa somma, quando raggiunger un determinato
obiettivo. Tacque sorridendo davanti all'assurdit di
tutto ci. Ci creiamo le nostre superstizioni e ci convinciamo
a crederci.
Superstizioni? obiett Sam.
Lobsang assent. Inventiamo una relazione tra due
cose che non sono legate, come uno specchio rotto e
anni di sventura o un gatto nero che porta jella.
Lo fissai sollevando il muso dalla ciotolina. Risero
tutti e tre.
O un gatto himalayano che invece sugger Serena
porta un'incredibile fortuna.
Ripresi a leccare.
Lobsang prosegu. Iniziamo a credere che la nostra
felicit dipenda da un determinato esito, da una
persona, da uno stile di vita. Questa  superstizione.
Ma qui ho scaffali e scaffali Sam indic dietro
di s pieni di libri che insegnano a fissare obiettivi,
a pensare positivo e a manifestare l'abbondanza. Stai
dicendo che sono tutti sbagliati?
Lobsang sogghign. Oh no, non  questo che intendo.
Pu essere utile avere degli obiettivi. Uno scopo.
Ma non bisognerebbe mai credere che la nostra
felicit dipenda dal fatto di raggiungerli. In realt sono
due cose ben distinte.
Mentre Sam e Serena digerivano quelle parole cal
il silenzio, spezzato solo dal rumore che facevo leccando
e da quello dei cani che mangiavano le briciole
sotto il tavolino.
Se un oggetto, un successo o una relazione fossero
le vere cause della felicit, allora chiunque li possedesse
sarebbe felice. Ma questo non si  mai visto continu
Lobsang. E la cosa pi triste  che se crediamo che la
nostra felicit dipenda da qualcosa che al momento non
possediamo, non possiamo essere felici qui e ora. Eppure,
l'unico momento in cui possiamo esserlo  qui e ora.
Non possiamo essere felici in futuro, non esiste ancora.
E quando il futuro arriva riflett Serena scopriamo
che qualsiasi cosa credevamo potesse renderci
felici non ci soddisfa come pensavamo. Guardate
Gordon Finlay.
Esatto comment Lobsang.
Sam si stava agitando sul divano. Non molto tempo
fa hanno condotto uno studio neuroscientifico a
questo proposito. Credo che si intitolasse La delusione
del successo. Ha valutato i risultati preobiettivo e quelli
postobiettivo. I risultati preobiettivo, la sensazione positiva
che le persone avvertono quando lavorano per
raggiungere uno scopo, sono pi intensi e duraturi
in termini di attivit cerebrale rispetto a quelli post-
obiettivo, che provocano un senso di liberazione di
breve durata.
Seguito dalla domanda: ma  tutto qui? aggiunse
Serena.
Il viaggio in realt  molto pi importante della
destinazione conferm Lobsang.
Il che mi induce a interrogarmi ancora di pi sul
progetto di tornare in Europa fece Serena.
Potresti restare osserv Lobsang, con la voce
piena di speranza. Quando lei lo guard, lui sostenne il
suo sguardo non solo per qualche secondo, ma finch
non lo distolse.
La sera del banchetto indiano ha segnato l'inizio
di tutto spieg Serena. Mi ha fatto capire quanto sia
pi appagante lavorare per persone che apprezzano
davvero quello che faccio e non per chi esce soltanto
a farsi vedere nei posti giusti. Perch sottopormi a
tutto questo stress? Guardate cos' accaduto a Gordon
Finlay. La sua  una delle storie di maggior successo
degli ultimi dieci anni nel mondo della ristorazione. 
quello a cui aspirano decine di migliaia di persone. Ma
lo ha reso cos dipendente dal lavoro che non riesce
a smettere. Che senso ha avere tutto il successo del
mondo se non possiedi la pace interiore?
Al di l delle sue parole percepii altri pensieri non
detti. Nelle ultime settimane l'avevo vista salutare vecchie
compagne di scuola che erano venute a trovarla
con i mariti e i figli. Ogni volta mi sembrava che si
sentisse spinta in una direzione ben diversa.
Il mattino seguente Gordon Finlay arriv alle dieci e
trenta. Dal momento stesso in cui mise piede nel caff
sembr un uomo libero. Avvicinandosi alla panca,
ordin un espresso e prese una copia de The Times of
India dal portagiornali.
Una volta sfogliato il quotidiano e finito il caff,
si alz e si avvicin a Serena, che era al banco. Mia
moglie mi ha detto che  venuta qui ieri e che lei 
stata molto gentile afferm con il suo accento scozzese.
Volevo solo dirle che lo apprezzo. Cos come ho
apprezzato la sua... discrezione.
Oh! Non c' di che.
Questo posto  stato un'oasi per me prosegu
guardando i thangka buddisti appesi alle pareti. Abbiamo
deciso di tornare a casa. Non ho idea di cosa far,
ma non posso stare seduto a bermi due bottiglie di
vino al giorno. Il mio fegato non reggerebbe a lungo.
Mi dispiace che le cose non siano andate come
voleva rispose Serena, poi, quasi ci avesse ripensato,
aggiunse: Spero che si sia goduto qualcosa dell'india.
Gordon Finlay sembr pensieroso per un istante,
dopodich annu. Buffo, la cosa che mi salta subito in
mente  quando ho aiutato quel ragazzo a organizzare
la sua attivit.
Serena rise. Happy Chicken?
Sta andando a gonfie vele esclam Finlay.
 azionista?
No, ma sono stato pi che felice di dargli una
mano a partire. Mi ricorda molto me agli inizi: un
bisogno disperato di capitale, concorrenza ovunque
e nessuna differenziazione del prodotto. Sono bastate
alcune centinaia di sterline e un po' di formazione.
Adesso funziona!
Mentre parlava sembrava farsi pi alto e diritto.
Per la prima volta si scorgeva una parvenza dell'amministratore
delegato autorevole che era stato fino a
poco tempo prima.
Forse sugger Serena ha appena descritto quello
che potrebbe fare in futuro.
Non posso salvare ogni venditore di strada del
mondo! obiett.
No. Ma cambierebbe la vita di quelli che aiuterebbe.
Ha tratto ovviamente molta soddisfazione
dal fatto di sostenerne uno. Immagini la contentezza
di aiutarne tanti!
Gordon Finlay la fiss a lungo con una scintilla
negli occhi scuri, osservatori, e un attimo dopo disse:
Sa, potrebbe proprio avere ragione.


4.

La noia.  un'afflizione terribile, vero, caro lettore? E
da quello che posso dire, quasi universale. Nel quotidiano
c' la noia di essere dove sei e di fare qualsiasi
compito ti spetti, che tu sia un dirigente con una dozzina
di fastidiose relazioni da preparare prima della fine
del mese o un gatto su uno schedario con un'intera
mattinata a disposizione per sonnecchiare prima che
al caff ti servano quei deliziosi bocconcini di trota,
forse seguiti da un po' di panna rappresa, per pranzo.
Quante volte sento i turisti esclamare: Non vedo
l'ora di tornare alla civilt. Gli stessi che, presumo,
avevano contato per mesi i giorni sul calendario in
attesa di partire per il loro irripetibile viaggio in India.
Vorrei che fosse venerd  una variante sul tema,
come se per qualche motivo dovessimo sopportare
cinque giorni di tedio opprimente per i preziosi due
in cui possiamo divertirci davvero.
E il problema affonda ancor pi in profondit.
Quando alziamo la testa dalla sfilza di relazioni da
ultimare per fine mese o mentre passiamo una mattinata
vuota sullo schedario, al pensiero di tutte quelle
che ancora ci attendono la noia si trasforma in una
disperazione esistenziale pi profonda. Che senso ha
tutto questo? ci ritroviamo talora a chiederci. Perch
darsi da fare? A chi importa? La vita pu apparire un
addestramento deprimente e infinito alla futilit.
Per gli esseri con una visione pi ampia del pianeta
Terra la noia si associa a volte a un compagno pi cupo:
il senso di colpa. Sappiamo che, rispetto a molte
altre, le nostre vite sono in effetti piuttosto agevoli.
Non viviamo in una zona di guerra o in una povert
degradante, non dobbiamo restare nell'ombra a causa
del nostro genere o delle convinzioni religiose. Siamo
liberi di mangiare, di vestirci, di vivere e di andare
ovunque vogliamo, ma nonostante ci siamo oltremodo
annoiati.
Nel mio caso personale, se posso avvalermi delle
circostanze attenuanti, il Dalai Lama era assente da
alcuni giorni, non cera il solito fermento n cerano
state visite della signora Trinci, generosa sia in tema di
cibo sia d'affetto; ma soprattutto non cerano l'energia
rassicurante e l'amore che percepivo stando semplicemente
in presenza di Sua Santit.
E cos un mattino mi incamminai verso il caff
con il cuore pesante e il passo lento. La mia andatura
ciondolante lo era ancor pi del solito: il solo fatto di
muovere le zampe posteriori mi sembrava una delle
fatiche di Ercole. Perch mai lo sto facendo? mi chiesi.
Per quanto squisito potesse essere il pranzo, mangiare
avrebbe richiesto cinque minuti e poi sarebbe stata
una lunga attesa fino alla cena.
Non avevo idea di come gli eventi mi avrebbero
scosso dalla mia letargia.
Tutto inizi con Sam che si comport in modo insolitamente
agitato. Balz gi dallo sgabello della libreria
e scese in fretta i gradini entrando nel ristorante.
Serena! mormor per attirare la sua attenzione.
 Frane. Indic lo schermo del computer alle sue
spalle. Frane aveva l'abitudine di contattarlo via Skype
per aggiornamenti sull'andamento del lavoro, ma le
sue chiamate avvenivano sempre il luned mattina alle
dieci, quando il locale era tranquillo, non nel primo
pomeriggio, quando l'attivit era quasi al culmine.
Serena si precipit al banco della libreria. Sam alz
il volume delle casse e apr una schermata che mostr
Frane in un soggiorno. C'erano diverse persone dietro
di lui, sedute su un divano e in poltrona. Aveva
un'espressione tesa.
Mio padre  morto ieri notte annunci senza
preamboli. Volevo dirvelo prima che lo sapeste da
qualcun altro.
Serena e Sam gli espressero le loro condoglianze e
la loro vicinanza.
Anche se era inevitabile, resta sempre uno shock
comment.
Una donna si alz dal divano e si avvicin allo
schermo. Non so cosa faremo senza di lui! gemette.
 mia sorella, Beryle spieg Frane.
Gli volevamo tutti tanto bene singhiozz lei.
Perderlo  cos dura!
Dietro si levarono mormorii di consenso.
 stato un bene che abbia potuto essere qui per
lui alla fine osserv Frane cercando di riprendere
il controllo della conversazione. Malgrado avesse
un rapporto difficile con il padre, era tornato a casa
su insistenza del suo energico lama, Geshe Wangpo.
Uno dei lama pi anziani del monastero di Namgyal,
Geshe Wangpo ricordava irremovibile l'importanza
delle azioni pi che delle parole e degli altri pi che
di noi stessi.
Sono contento che Geshe Wangpo mi abbia convinto
prosegu Frane. Io e mio padre siamo riusciti
a risolvere...
Sar un grande funerale lo interruppe la voce di
un anziano non visibile alle sue spalle.
Un funerale molto grande intervenne un altro,
evidentemente colpito dall'entit della cerimonia.
Verranno a dirgli addio pi di duecento persone
aggiunse Beryle incombendo di nuovo sullo
schermo. In questo momento  la cosa pi importante,
no? Abbiamo tutti bisogno di una chiusura,
tutti quanti.
Di una chiusura ripet in coro il gruppo alle sue
spalle.
Pap voleva qualcosa di semplice, come essere
cremato disse Frane.
Beryle non era disposta ad accettarlo. I funerali sono per chi resta dichiar. Siamo una famiglia
cattolica. Beh guard di proposito Frane la maggior
parte di noi lo .
Niente sepoltura celeste dichiar la stessa voce
maschile stridula da dietro.
Frane stava scuotendo la testa. Non ho mai
proposto...
In questo credete voi buddisti, vero? disse una
figura raggrinzita con i capelli bianchi, gli occhi rossi e
i denti mancanti che si stava avvicinando al computer.
Tagliate le persone in piccoli pezzi e le date in pasto
agli avvoltoi? Nossignore.
Questo  mio zio Mick afferm Frane.
Lo zio Mick studi lo schermo a lungo prima di
riprendere Frane: Non sono indiani!.
Non ho mai detto che lo fossero protest garbatamente
lui, ma Mick si era gi girato e se ne stava
andando strascicando i piedi.
Frane sollev le sopracciglia e dichiar: Spero domani
di poter uscire per dar da mangiare agli uccelli
nel parco.
I buddisti credono che i gesti di generosit facciano
del bene ai defunti quando vengono dedicati da persone
che hanno un legame karmico stretto con loro.
Uccelli? Beryle era incredula. E noi? Il sangue
del tuo sangue? Ci sar un sacco di tempo per quelle
sciocchezze dopo il funerale.
Sar meglio che vada si affrett a dire Frane. Vi
richiamer quando sar solo.
Mentre Serena e Sam lo salutavano, si alz di nuovo
la voce di zio Mick: Gli uccelli? Lo sapevo! Non ci
sar nessuna sepoltura celeste finch sono qui io!.
Terminata la chiamata, Sam e Serena si voltarono luno
verso l'altra.
A quanto sembra ha vita dura osserv lei.
Lui annu. Almeno sa di aver fatto la cosa giusta
tornando a casa. Anche se potrebbe rientrare molto prima
di quanto tutti pensino aggiunse Sam pensieroso.
Chi lo sa? Serena si pass le dita tra i capelli.
Se deve occuparsi dell'eredit, potrebbe rimanere l
ancora per un po'.
Sentendo un movimento, abbass lo sguardo e trov
Marcel, il bulldog francese di Frane, ai suoi piedi.
Come ha fatto a sapere? si chiese mentre sorrideva
a Sam.
Ha udito la sua voce?
Da sotto il banco? Guard il cesto dei cani. Era
improbabile che il suono della voce di Frane fosse
arrivato fin l.
No, si disse inginocchiandosi per accarezzarlo.
Penso che i cani riescano a percepire le cose. Vero, mio
piccolo amico?
Poco dopo arrivarono notizie allarmanti molto pi vicine
a casa, riguardanti il cuore stesso di Namgyal, pi
precisamente l'ufficio dove sovrintendevo alle attivit
degli assistenti esecutivi del Dalai Lama. L di solito
accadeva sempre qualcosa che osservavo dall'alto delloschedario, alle spalle di Tenzin, che offriva una vista
panoramica non solo sull'ufficio stesso ma anche su
chiunque andasse e venisse dall'appartamento di Sua
Santit. Di conseguenza, quando il Dalai Lama era
fuori citt, vi trascorrevo molte giornate seguendo gli
affari ufficiali di Jokhang.
Chogyal e Tenzin cercavano di prendere ferie
durante le interminabili assenze di Sua Santit e in
quell'occasione era toccato a Chogyal. Era partito da
qualche tempo per andare a trovare la sua famiglia in
Ladakh. Alcuni giorni prima aveva contattato Tenzin
con un messaggio urgente per Geshe Wangpo.
Con la sua consueta efficienza questi aveva chiamato
immediatamente due novizi impegnati a pulire in
corridoio.
Conoscevo Tashi e Sashi fin dai primi giorni in
cui ero venuta al mondo, quando mi avevano trattata
a dir poco con trascuratezza. Da allora avevano fatto
grandi sforzi per redimersi e adesso si prodigavano
molto per il mio benessere.
Ho un messaggio urgente da consegnare disse
loro Tenzin quando entrarono nell'ufficio.
S, signore! risposero all'unisono.  essenziale
che lo diate a Geshe Wangpo in persona sottoline
dando una busta sigillata a Tashi, di soli dieci anni, il
pi grande dei due.
S, signore! ripet lui.
Niente ritardi, niente deviazioni aggiunse severo
Tenzin anche se vi chiamasse un monaco anziano.
 una questione ufficiale dell'ufficio di Sua Santit.
S, signore esclamarono in coro i ragazzini,
radiosi in volto per l'importanza di quella missione
inattesa.
Ora andate ordin Tenzin.
Si girarono rapidamente l'uno verso l'altro prima
che Tashi dicesse con voce trillante: Solo una domanda,
signore.
Tenzin inarc le sopracciglia.
Come sta GSS, signore?
Tenzin si volt nella direzione in cui mi trovavo,
spaparanzata sullo schedario. Aprii gli occhi battendo
le palpebre solo una volta.
Come potete vedere  ancora viva. Aveva un tono
spiritoso. Ora correte!
Appena tornai dal caff quel pomeriggio e saltai sullo
schedario per darmi una rapida pulita alle orecchie
color carbone, chi comparve dall'altra parte dell'ufficio
se non Geshe Wangpo in persona? Non era solo il
pi riverito lama del monastero di Namgyal, ma anche
uno dei pi temuti. Geshe della vecchia scuola - il titolo si riferisce al diploma accademico di grado pi alto
per i monaci buddisti -, era quasi ottantenne e aveva
studiato in Tibet prima dell'invasione cinese. Aveva
la corporatura robusta, muscolosa, tipica dei tibetani,
una testa fina e ben poca tolleranza per l'indolenza
del corpo o della mente. Era inoltre un monaco di
immensa compassione, il cui amore per i suoi studenti
non era mai stato posto in dubbio.
Tanto autoritaria era la sua presenza sulla porta che
Tenzin si alz per salutarlo: Geshe-la!.
Il lama lo invit a sedersi con un gesto. Grazie
per il messaggio di due giorni fa disse con aria grave.
Chogyal era gravemente malato.
Cos ho sentito afferm Tenzin. Stava bene quando
 partito. Avr forse preso qualcosa sul pullman?
Geshe Wangpo scosse la testa.  stato il cuore.
Non entr nei dettagli.  peggiorato durante la notte.
Era molto debole ma  rimasto cosciente. Quando
l'ho richiamato, stamattina, non riusciva per quasi a
parlare, era alla fine. Purtroppo per noi  venuta la sua
ora. Non riusciva a muoversi ma sentiva la mia voce.
La sua morte fsica  avvenuta alle nove per  rimasto
nella chiara luce per pi di cinque ore.
Tenzin impieg parecchio, come me, a digerire la
notizia. Chogyal, il nostro Chogyal, morto? Non era
passato molto tempo da quando si aggirava indaffarato
per l'ufficio. Ed era ancora cos giovane: non poteva
avere pi di trentacinque anni.
Ha avuto una morte molto buona comment
Geshe Wangpo. Possiamo confidare nel fatto che il
suo continuum sia positivo. Ci nonostante, stasera
ci sar una preghiera speciale al tempio, e potrebbe
essere utile fare delle offerte.
Tenzin assent. Certamente.
Mentre Geshe Wangpo spostava lo sguardo da Tenzin
a me e di nuovo a Tenzin, il suo atteggiamento
solitamente severo si ammorbid lasciando il posto a
un'espressione di grande tenerezza.  normale provare
tristezza e dolore quando perdiamo qualcuno a
cui teniamo. E Chogyal era un uomo molto, molto
buono. Ma non dovete angosciarvi per lui. Ha vissuto
bene. Per quanto la morte sia arrivata inattesa, non
aveva niente da temere. Inoltre  morto serenamente.
Costituisce un buon esempio per tutti noi.
Detto ci, si gir e usc dall'ufficio.
Tenzin si chin in avanti e chiuse gli occhi per un
po', poi si alz e si avvicin allo schedario. Allung
una mano per accarezzarmi. Si stenta a crederlo, vero,
GSS? Gli si riempirono gli occhi di lacrime. Il
caro, buon Chogyal.
Poco dopo apparve Lobsang. Attravers la stanza
andando da Tenzin, che mi stava ancora accarezzando.
Geshe-la mi ha appena dato la notizia afferm. Mi
dispiace tanto.
I due si abbracciarono, Lobsang con addosso la veste
da monaco, Tenzin con il suo abito scuro. Quando
si scostarono, Lobsang disse: Cinque ore nella chiara
luce!.
S, cos ha detto Geshe-la.
Nel buddismo tibetano il processo della morte 
soggetto a una preparazione dettagliata. Avevo sentito
spesso Sua Santit parlare della chiara luce come
della condizione naturale della nostra mente quando
 libera da tutti i pensieri. Dato che  uno stato al di l
di ogni concezione, le parole possono solo denotarla:
non sono in grado di descrivere l'indescrivibile. Ma
talvolta i termini usati per accennarvi sono infinita,
splendente, beata.  uno stato permeato d'amore e di
compassione.
I pi esperti a meditare riescono a sperimentare la
chiara luce ancora in vita, perci quando sopraggiunge
la morte, invece di temere la perdita dell'identit
personale, riescono a restare in questa condizione di
non dualismo con un tale grado di controllo che possono
orientare la mente su quanto accadr in seguito
anzich essere spinti dalla forza dell'attivit mentale
abituale, dal karma.
Anche se una persona viene dichiarata morta dal
punto di vista medico, mentre permane nello stato di
chiara luce il corpo resta elastico e mantiene un colorito
sano. Non c' putrefazione n perdita di liquidi.
Agli altri sembra semplicemente che il defunto dorma.
Com' noto, i grandi yogi sono rimasti nella chiara
luce per giorni, addirittura per settimane.
Il fatto che Geshe Wangpo avesse assicurato che
Chogyal era rimasto nella chiara luce fu dunque una
notizia di estrema importanza. La sua vita poteva anche
essere stata breve, ma quello che ne aveva fatto
aveva un valore inimmaginabile: ora sarebbe stato in
grado di avere un certo controllo sul suo destino.
Tenzin infil la mano nel cassetto, prese il cellulare
e se lo mise in tasca, gesto che preludeva sempre a un
suo allontanamento dall'ufficio.
Vado a dare da mangiare agli uccelli disse a
Lobsang.
Buona idea rispose l'altro. Vengo con te, se
posso.
Si incamminarono verso la porta.
Adesso  la cosa pi importante, vero? osserv
Lobsang. Fare tutto il possibile per aiutare chi ci ha
lasciati.
Tenzin annu. E malgrado lui non abbia tanto bisogno
del nostro aiuto,  bene avere qualcosa di positivo
su cui concentrarci.
Esatto concord Lobsang. Qualcosa di diverso
da noi stessi.
Il suono delle loro voci si affievol mentre percorrevano
il corridoio. Rimasi sola sullo schedario a pensare
che non avrei pi rivisto Chogyal. Non sarebbe
pi entrato dalla porta sedendosi sulla sedia di fronte a
Tenzin e prendendo l'evidenziatore giallo per contrassegnare
i documenti, credendo che servisse a quello,
mentre io sapevo in realt che era un gioco da lanciare
dalla scrivania sul tappeto.
Pensai anche all'ultima volta che Chogyal mi aveva
presa, quando gli avevo conficcato gli artigli nel braccio.
Irritata con lui perch mi aveva tolto la coperta
beige e con essa le ultime tracce di mia figlia, ero infelice
e mi ero comportata in modo meschino. Non
era l'ultimo ricordo che avrei voluto avesse di me, ma
era troppo tardi per cambiare le cose. Mi consol solo
il pensiero che gran parte del tempo passato insieme
fosse stato sereno. Quando il karma ci avesse riavvicinati
in una vita futura, come aveva fatto in questa,
l'energia tra noi sarebbe stata positiva.
Quella sera guardai dal davanzale i monaci di Namgyal
attraversare il cortile insieme ai cittadini che si riversavano
dai cancelli del monastero. Non avevo capito che
le preghiere per Chogyal erano aperte al pubblico n
quanto lui fosse noto e amato nella comunit.
Mentre arrivavano sempre pi persone, decisi che
ci sarei andata anch'io. Scesi di sotto, andai in cortile
e poco dopo risalii i gradini del tempio insieme a un
gruppo di anziane suore.
C' qualcosa di particolarmente magico nel tempio
la sera. E quella sera le grandi statue del Buddha
all'ingresso, con i loro splendidi volti dipinti d'oro,
erano illuminate da una marea di lampade a burro tremolanti
dedicate a Chogyal e a tutti gli esseri viventi.
Le altre offerte tradizionali, cibo, incenso, profumi e
fiori, facevano tutte parte della stessa festa dei sensi,
che mi scaten un fremito di piacere nelle vibrisse.
Osservai i grandi thangka alle pareti con le loro
vivide rappresentazioni delle divinit: Maitreya, il
Buddha del futuro, Manjushri, il Buddha della saggezza,
Tara Verde, Mahakala, il protettore del Dharma,
il Buddha della medicina e il riverito maestro
Lama Tsongkhapa. Nella luce soffusa della sera le
figure sembravano per qualche motivo pi vicine che
di giorno, presenze incombenti che osservavano dai
loro troni di loto.
Di rado avevo visto tanta gente nel tempio come
quella sera. Dai lama e rinpoche anziani seduti davanti
agli altri monaci, alle suore e ai cittadini sistemati pi
indietro, occupavano ogni spazio disponibile. Una
suora con cui ero arrivata mi trov un posto su una
mensola in basso in fondo al tempio, da cui potevo
sorvegliare tutto ci che accadeva. I presenti accendevano
le lampade a burro, giungevano le mani in preghiera
e mormoravano conferendo grande solennit
all'evento. S, cera ovviamente un senso di perdita e
di profonda tristezza, ma si percepiva in sottofondo
anche un sentimento di natura molto diversa. Si era
sparsa la voce, come ovvio, che Chogyal era rimasto
nella chiara luce e in mezzo al dolore c'era un tacito
orgoglio, persino contentezza, all'idea che avesse avuto
una morte cos buona.
All'arrivo di Geshe Wangpo ammutolirono tutti
all'istante, in preda a un timore reverenziale. Si sedette
sul trono dell'insegnamento, il sedile rialzato nella
parte anteriore del tempio, e condusse l'assemblea in
un canto prima di invitarci a una breve meditazione.
Nel tempio c'era silenzio ma non immobilit. Anzi,
sembrava pervaso da una strana energia. Era solo la
mia sensibilit felina a percepire la forza di centinaia
di menti focalizzate sul benessere di Chogyal? L'intenzione
collettiva di tante persone esperte di meditazione
che conoscevano bene Chogyal era in grado di
diffondersi e di arrecargli benefcio in quel momento?
Geshe Wangpo concluse la meditazione con un
lieve rintocco di campana. Dopo aver letto un messaggio
conciso del Dalai Lama, che aveva inviato le
sue condoglianze personali e una benedizione speciale
dall'America, parl di Chogyal nel modo tibetano
tradizionale descrivendo la sua famiglia a Kham, una
provincia del Tibet orientale, e gli studi monastici
iniziati precocemente, poi cit alcuni insegnamenti
fondamentali che aveva ricevuto.
Geshe Wangpo era sempre scrupoloso quando si
trattava di seguire la tradizione. Sapeva per anche
coinvolgere il pubblico, buona parte del quale non
era composto da monaci ma da capofamiglia comuni.
Chogyal aveva solo trentacinque anni quando 
morto disse sommessamente. Se dobbiamo imparare
qualcosa dalla sua morte, e non ho dubbi che lui
vorrebbe che lo facessimo, dovremmo ricordare che
la morte pu colpirci in qualsiasi momento. In genere
non vogliamo pensarci. Accettiamo ovviamente il
fatto che si verificher, ma la vediamo come qualcosa
che accadr molto in l in futuro. Questo modo di
pensare Geshe Wangpo fece una pausa per conferire
maggiore enfasi  sciagurato. Buddha stesso disse che
la meditazione pi importante di tutte  quella sulla
morte. Non  morboso, non  deprimente riflettere
sulla propria morte.  l'esatto contrario! Solo quando
affrontiamo la realt della nostra morte sappiamo
veramente come vivere.
Vivere come se dovessimo andare avanti per
sempre, questo s che  un tragico spreco prosegu.
Una mia allieva, una signora con un cancro al quarto
stadio,  arrivata molto vicina alla morte l'anno scorso.
Quando sono andato a trovarla in ospedale, era un
fragile spettro in un letto, collegata a tubi e attrezzature
d'ogni genere. Per fortuna  uscita vittoriosa dalla sua
battaglia. E proprio di recente mi ha raccontato un
fatto molto interessante: la malattia  stata il dono pi
grande che abbia mai ricevuto, ha affermato, perch
per la prima volta si  trovata davvero davanti alla
morte e solo allora ha capito quanto sia prezioso essere
vivi.
Tacque per lasciar sedimentare il messaggio.
Ora si sveglia ogni giorno con un senso di
profonda gratitudine per il fatto di essere qui, ora,
libera dalla malattia. Ogni giorno per lei  un regalo. 
pi appagata e in pace con se stessa. Non si preoccupa
tanto delle cose materiali sapendo che hanno solo un
valore limitato, a breve termine. Si dedica con molto
entusiasmo alla meditazione perch sa per esperienza
diretta che qualsiasi cosa succeda al suo corpo, la
coscienza rimane.
Le pratiche indicate nel Dharma ci aiutano ad
assumerci la responsabilit della nostra coscienza.
Anzich essere vittime dell'agitazione mentale e degli
schemi abituali di pensiero, abbiamo l'occasione
preziosa di liberarci e di comprendere la vera natura
della nostra mente. Questo possiamo portare con noi.
Non i nostri amici, non i nostri cari, non i nostri beni.
Risvegliarsi nella realt della coscienza infinita, splendente,
al di l della morte  una conquista duratura. E
con questa consapevolezza sappiamo di non avere nulla
da temere. Sul volto gli spunt un sorriso malizioso.
Scopriamo che la morte, come qualsiasi altra cosa nella
vita stessa, non  che un mero concetto.
Geshe Wangpo si port una mano al cuore. Vorrei
che tutti i miei studenti arrivassero quasi a morire.
Non c' migliore sveglia di questa per imparare a vivere.
Forse alcuni allievi come Chogyal non ne avevano
bisogno. Era un praticante molto coscienzioso,
dal cuore generoso e con un karma incredibilmente
buono, tanto da aver lavorato a stretto contatto con
Sua Santit per alcuni anni. Chi di noi ha avuto il bene
di entrare in contatto con il Dalai Lama non dovrebbe
sottovalutare questo fatto.
Mi chiesi se Geshe-la avesse fatto quell'ultimo
commento per me. A volte quando lo sentivo nel gompa,
nel monastero, mi sembrava che molte delle sue
parole fossero rivolte specificamente a me. Ero l'essere
che trascorreva pi tempo con il Dalai Lama rispetto
a tutti gli altri, quindi che cosa avrei dovuto pensare
del mio karma?
Continueremo a ricordare Chogyal nelle preghiere
e nelle meditazioni, soprattutto nelle prossime
sette settimane continu Geshe Wangpo riferendosi
al periodo massimo in cui si riteneva che la coscienza
restasse nel bardo, lo stato tra la fine di un'esistenza
e l'inizio di un'altra. E dovremmo ringraziarlo nel
nostro cuore per averci ricordato che la vita  effimera
e pu terminare in qualsiasi momento sottoline.
Nel Dharma abbiamo il termine consapevolezza.
La consapevolezza si ha quando la nostra conoscenza
di qualcosa si approfondisce fino al punto da cambiare
il nostro comportamento. Spero che la morte di
Chogyal ci aiuti tutti ad arrivare alla consapevolezza
che anche noi moriremo. Questa consapevolezza ci
aiuta a lasciare andare certe cose, a sperimentare un
profondo apprezzamento, persino un senso di stupore,
per il solo fatto di essere vivi. Non dobbiamo
rimandare la pratica del Dharma: il tempo  prezioso
e dobbiamo usarlo saggiamente.
Coloro che sono qui stasera sono tra i pi fortunati
al mondo, perch conoscono le pratiche che
possono aiutarci a trasformare la coscienza e la nostra
esperienza della morte stessa. Se siamo devoti come
Chogyal, quando sopraggiunger la morte non avremo
niente da temere. E mentre siamo ancora vivi... che
meraviglia!
Il mattino dopo, mentre me ne stavo seduta sul davanzale,
notai Tenzin attraversare il cortile mezzora prima
del solito. Invece di andare dritto in ufficio come
normalmente faceva, and al tempio, dove cominci
la giornata con una seduta di meditazione.
Seguirono ben presto altri cambiamenti. Un giorno
arriv al lavoro portando una valigia dalla forma strana
che appoggi al muro dietro al posto dove era solito
sedersi Chogyal. La annusai curiosa chiedendomi che
cosa potesse contenere. Era pi grande di una borsa
portacomputer ma pi sottile di una ventiquattrore,
con una strana sporgenza su un lato.
All'ora di pranzo Tenzin si ritir nella stanza del
pronto soccorso dove in genere mangiava un sandwich
ascoltando la BBC World Service con me. Quel giorno
tuttavia dall'altra parte della porta chiusa arrivarono
borbotti e stridii d'ogni genere, oltre a soffi acuti. Pi
tardi lo udii raccontare a Lobsang incuriosito: Avevo
quel sassofono a casa da ventanni. Ho sempre voluto
imparare a suonarlo. Una cosa che ho appreso da
Chogyal... disse annuendo verso la sedia su cui era
solito sdersi il monaco.
Non c' momento migliore di questo concord
Lobsang. Carpe diem!
E io, caro lettore? Non avendo l'aspirazione di suonare
il sassofono n tantomeno l'ottavino, non intendevo
per rinunciare alle mie visite all'Himalaya Book Caf
per pranzo. Tuttavia la morte di Chogyal era un'esortazione
urgente: la vita ha un termine, ogni giorno
 prezioso. E il semplice fatto di svegliarsi in buona
salute  davvero una benedizione, perch la malattia
e la morte possono colpire in qualsiasi istante.
Malgrado lo sapessi anche prima - in fondo era un
tema di cui Sua Santit parlava spesso - c' una gran
differenza tra accettare un'idea e cambiare il proprio
comportamento. Se in precedenza ero soddisfatta, ora
mi rendevo conto che ogni giorno di salute e di libert
era un altro giorno in cui creare le cause e le condizioni
per un futuro pi felice.
La noia? L'apatia? Sembravano cos irrilevanti al
pensiero della velocit con cui passava il tempo. Avevo
compreso con assoluta chiarezza che per avere una
vita felice e piena di significato era prima necessario
affrontare la morte. Veramente, non solo a livello teorico.
Perch, dopo, il cielo al crepuscolo sar ancora
pi splendente, le volute di fumo d'incenso ancora
pi affascinanti, i bocconcini di salmone affumicato
con salsa alla senape di Digione del ristorante ancora
pi stuzzicanti per il palato, per le vibrisse e persino
per la coda.


5.

Erano trascorse quasi trentacinque delle quarantanove
notti in cui Sua Santit sarebbe stato via quando capii
di aver perso qualcosa nella mia vita. Era scomparso
cos gradualmente che non mi ero accorta della sua
assenza finch non era svanito quasi del tutto: avevo
smesso di fare le fusa.
Le facevo sempre quando Tenzin passava dalla corrispondenza
poco importante con i leader del mondo,
conservata nello schedario, a quella ben pi rilevante
che vi stava sopra. E non mancavo mai di segnalare il
mio apprezzamento per i pasti deliziosi dell'Himalaya
Book Caf.
Ma a parte queste fusa sporadiche, occasionali, ero
rimasta muta per gran parte della settimana. E non mi
faceva alcun bene. Il che mi riporta all'interrogativo
fondamentale delle mie riflessioni: perch i gatti fanno
le fusa?
La risposta pu sembrare del tutto ovvia ma, come
per gran parte delle attivit feline,  pi complessa di
quanto appaia. S, facciamo le fusa perch siamo appagati.
Il calore di un focolare, l'intimit di un grembo,
la promessa di un piattino di latte, tutto ci pu indurre
i nostri muscoli laringei a vibrare a una velocit
sorprendente.
Ma l'appagamento non  l'unico fattore scatenante.
Come una persona pu sorridere quando si sente nervosa
o perch vuol fare appello al vostro lato migliore,
cos i gatti fanno le fusa. Una visita dal veterinario, o
un viaggio in macchina possono spingerci a farle per
rassicurarci. E se i vostri passi in cucina vi portano
verso, ma non davanti, l'unico armadietto di interesse
felino, potreste forse sentire delle fusa gutturali mentre
vi avvolgiamo in modo eloquente la coda attorno alle
gambe o vi supplichiamo con una sferzata un po' pi
perentoria sulle caviglie.
La ricerca bioacustica svela un altro particolare
affascinante: la frequenza delle fusa di un gatto  una
terapia ideale per alleviare il dolore, guarire le ferite
e stimolare la crescita ossea. Noi gatti generiamo onde
sonore terapeutiche molto simili alla stimolazione
elettrica sempre pi usata in medicina, salvo che lo
facciamo naturalmente e spontaneamente a nostro
stesso benefcio.
(Nota per i gattofli: se il vostro adorato felino fa
le fusa pi spesso del solito, forse  ora di andare dal
veterinario. Potrebbe sapere qualcosa sulla sua salute
che a voi sfugge.)
Al di l di queste ragioni ne esiste un'altra, verosimilmente
la pi importante di tutte. Ma finch Sam
Goldberg non lasci per sbaglio aperta la sua porta,
non ne capii l'importanza vera e propria.
Poche cose sono pi attraenti per un gatto di una porta
socchiusa che fino a quel momento  sempre stata
sbarrata. Impossibile per noi resistere all'occasione
di esplorare un territorio ignoto o persino proibito:
per questo rimasi bloccata fino a tardi un pomeriggio
mentre stavo per tornare a Jokhang. Saltando gi dal
portariviste, notai che la porta dietro il banco della
libreria era aperta e rividi i miei piani. Sapevo che
conduceva di sopra, all'appartamento di Sam. Quando
Frane lo aveva assunto per organizzare e gestire
la libreria, l'accordo prevedeva che potesse usare
l'appartamento, che fino ad allora era stato adibito a
magazzino.
Mi infilai senza indugio nell'apertura ritrovandomi
subito davanti a una rampa di scale. Era ripida e stretta,
coperta da un tappeto ammuffito; avrei impiegato
un po' a salirla. Ignorando la rigidit delle mie zampe
posteriori proseguii verso la luce che arrivava da una
seconda porta in alto. Socchiusa anche quella, conduceva
all'abitazione di Sam.
Mi ero chiesta spesso che cosa facesse quando andava
di sopra, perch dal mio punto di osservazione
sopraelevato la sua vita lavorativa sembrava piuttosto
monotona. Se passava una parte del giorno a parlare
con i clienti, ad aprire le scatole arrivate dagli editori
o a sistemare i libri, per il resto rimaneva pi che altro
seduto dietro il banco, incollato al computer. A cosa
lavorasse esattamente era un mistero. Quando parlava
con Serena, usava talvolta termini come programma
di inventario, cataloghi degli editori e pacchetto per la
contabilit. E scherzava frequentemente sostenendo di
essere un tipo fuori dal mondo che si sentiva liberato
appena si sedeva dietro una tastiera.
Ma per tutte quelle ore? Ogni giorno? Questo mi
rendeva ancora pi curiosa all'idea di quello che avrei
scoperto in cima alle scale.
Non cerano dubbi sul fatto che Sam avesse una
mente molto interessante. Spesso, dopo aver discusso
con lui di argomenti quali la manifestazione spontanea
dei simboli tibetani sulle pareti delle caverne o le
affinit tra le biografe e gli insegnamenti di Ges e di
Buddha, la gente lo definiva un pensatore straordinario.
Mi chiesi se il suo appartamento fosse altrettanto
affascinante.
Stavo ancora riflettendo sulle varie possibilit
quando giunsi di sopra. Consapevole che la mia
comparsa sarebbe stata inattesa, avanzai cauta. Infilandomi
nello spazio tra la porta e lo stipite, mi ritrovai
in una stanza grande con pochi mobili. Le pareti
bianche erano spoglie, senza quadri. A sinistra c'erano
un letto matrimoniale con un piumino blu sbiadito
e due finestre con le veneziane di legno. Contro la
parete opposta rispetto alla porta c'era una scrivania
con tre grandi monitor. Sam era seduto l e mi dava la
schiena. Il pavimento attorno a lui era coperto da un
groviglio di cavi e attrezzature informatiche.
Allora era cos che Sam trascorreva le sue serate?
Si spostava dalla scrivania del bookshop a quella di
casa? C'era una poltrona a sacco in un angolo dell'appartamento,
ma da quello che sembrava lui passava
gran parte del tempo al computer. In quel momento
era occupato in una videoconferenza e sui monitor
cerano le immagini in miniatura degli altri partecipanti.
Lo avevo sentito spiegare a Serena che era un
modo per restare in contatto con gli autori, e in certi
casi riusciva a indurre quelli che facevano un viaggio
in India a visitare il negozio per una presentazione o
un frmacopie.
Con Sam impegnato nella videoconferenza, mi
guardai attorno nella stanza. La mia attenzione fu attratta
da un mucchio di piccoli oggetti rotondi, gialloneon, che riconobbi all'istante grazie alla rubrica
sportiva che guardavo in televisione: palline da golf!
Accanto a esse, appoggiato al muro, cera un putter.
Mi avvicinai furtiva alle palline. Quando fui a breve
distanza, mi accucciai come un felino della giungla
e balzai sul mucchio lanciandone una a gran velocit
lungo il pavimento. Sbatt contro il battiscopa del
muro opposto con un colpo secco.
Sam si gir di scatto e mi sorprese con le zampe
strette attorno a un'altra e la bocca aperta come se
volessi morderla.
Rinpoche! esclam guardando prima me, poi la
porta aperta. Diedi un colpo alla pallina e sfrecciai di
qua e di l in preda a un momento di follia prima di
saltare sul letto.
Sorrise.
Cosa succede? fece una voce da un altoparlante.
Sam punt la telecamera su di me per un attimo.
Una visita inaspettata.
Dalle altre parti del mondo si lev un coro di ooh
e aah.
Non sapevo che amassi i gatti comment un
uomo con un accento americano.
Sam scosse la testa. Di solito no, ma questa  molto
speciale. Sapete,  la gatta del Dalai Lama.
E viene a trovarti a casa tua? chiese incredulo
qualcun altro.
 veramente splendida! esclam un'altra voce.
 adorabile osserv con dolcezza un'altra ancora.
Per qualche istante ci fu grande eccitazione mentre
tutti digerivano quella notizia di importanza globale.
Appena ripresero il discorso, tornai alle palline da
golf. Non mi ero resa conto che avessero una solidit
cos rassicurante. E quanto pesavano! Adesso capivo
perch i golfisti riuscivano a tirarle lontano.
Ne lanciai un'altra verso un bicchiere di plastica
nero. And oltre il bersaglio, colp il battiscopa e torn
veloce verso di me. Sorpresa, balzai di lato appena
in tempo. A quanto pareva il golf poteva essere imprevedibile
e pericoloso in modi che non avrei mai
immaginato.
Annoiata da quello sport, mi addentrai in un corridoio
trovando la cucina. A differenza di quelle di
Jokhang, sempre in uso e nelle quali si avvertiva continuamente
un mix allettante di profumi, la cucina di
Sam era sterile e priva di interesse, forse perch lui
consumava gran parte dei pasti di sotto. Notai alcune
lattine di birra vuote e una confezione di gelato tra i
rifiuti. Non cera nulla di intrigante.
Stavo girovagando in cerca di altre stanze - non ce
n'erano - quando un partecipante alla conference call
disse: La psicologia  ancora una scienza giovane. 
stato poco pi di cent'anni fa che Freud ha coniato il
termine psicanalisi. Da allora ci si  concentrati soprattutto
sul fine di aiutare le persone con gravi problemi
mentali. Solo di recente abbiamo assistito a trend come
la psicologia positiva, il cui scopo non  andare da
meno dieci a zero ma da zero a pi dieci.
Massimizzare il nostro potenziale intervenne
una voce.
La condizione di massima prosperit aggiunse
un'altra.
Quello che non capisco stava dicendo Sam 
perch dopo tutte le ricerche degli ultimi decenni non
ci sia ancora una formula della felicit.
Mi bloccai. Una formula della felicitai Era tipico
di Sam, con i suoi programmi, i codici e gli algoritmi.
Come se la felicit potesse essere ridotta a un insieme
di dati scientifici.
C' un'equazione rispose l'uomo al centro dello
schermo. Ma come gran parte delle formule ha bisogno
di qualche chiarimento.
Sul serio? Non sapevo se il Dalai Lama fosse a conoscenza
di una formula del genere ma l'idea mi indusse
di per s a drizzare le orecchie.
La formula : F  uguale a P pi C pi V afferm
l'uomo mentre la scriveva sulla tastiera e questa appariva
sul monitor. La felicit  uguale a quello che si
chiama punto biologico prestabilito di felicit, o P, pi
le condizioni della vita, C, pi V, le variabili volontarie.
In base a questa teoria ogni individuo ha un punto
prestabilito o livello medio di felicit. Alcuni sono per
natura ottimisti e allegri e si collocano a un'estremit
della curva a campana. Altri hanno un'indole cupa e
ricadono nell'altra estremit. La grande maggioranza
di noi sta da qualche parte nel mezzo. Questo punto
prestabilito  il nostro standard personale, il livello
base del benessere soggettivo a cui tendiamo a tornare
dopo i trionfi e le tragedie, gli alti e i bassi della nostra
vita. Vincere alla lotteria pu renderti pi felice per un
po', ma le ricerche dimostrano che alla fine probabilmente
tornerai al tuo punto prestabilito.
C' modo di cambiarlo? domand una giovane
donna con un accento britannico. O restiamo legati
a esso e basta?
Balzai dal pavimento al letto e dal letto alla scrivania
per poter seguire meglio la discussione.
La meditazione afferm un uomo con una pelata
lucida e la pelle luminosa. Ha un effetto potente. Gli
studi hanno dimostrato che i punti prestabiliti di
alcuni esperti di meditazione sono decisamente fuori
scala.
S, pensai, Sua Santit lo sa certamente!
Passando alle condizioni, C prosegu l'uomo che
stava spiegando la teoria del punto prestabilito ci sono
alcuni fattori che non possiamo controllare: il sesso,
l'et, la razza, l'orientamento sessuale, per esempio.
A seconda di dove nasciamo nel mondo, questi fattori
possono avere o meno un'influenza enorme sul nostro
livello probabile di felicit.
Per quanto riguarda V, le variabili volontarie, queste
comprendono le attivit che scegliamo di svolgere,
come l'esercizio fsico, la meditazione, imparare a
suonare il piano, far propria una causa. Richiedono
un'attenzione continua, il che significa che non ci abituiamo
a esse cos come facciamo con un'auto nuova
o una nuova fidanzata perdendo l'interesse quando la
novit scompare.
Queste parole suscitarono una risatina internazionale.
Prendendo la formula della felicit nel suo complesso,
noterete che se determinati elementi non possono
essere cambiati, altri sono modificabili. L'obiettivo
fondamentale dovrebbe essere concentrarsi sulle cose
che si possono cambiare e che avranno un effetto positivo
sulla nostra sensazione di benessere aggiunse.
Un clangore lontano di piatti e il suono di un corno
tibetano mi ricordarono la cerimonia che quel giorno
si stava tenendo al monastero di Namgyal. Tutti i
monaci erano stati invitati a un pranzo in onore dei
numerosi Geshe neodiplomati giunti con successo alla
fine dei loro quattordici anni di studio. In passato avevo
scoperto che in tali occasioni era molto gratificante
restare nei paraggi delle cucine del monastero.
Saltando gi dal tavolo di Sam e puntando verso
le scale, riflettei sulla formula della felicit. Era una
visione interessante e non molto diversa da quanto Sua
Santit soleva ripetere. Le ricerche moderne dell'Occidente
e la saggezza antica dell'Oriente sembravano
arrivare allo stesso punto.
Diversi giorni dopo Bronnie Wellensky arriv al caff
con un volantino da appendere in bacheca. Bronnie,
la poco pi che ventenne coordinatrice canadese di
un'organizzazione benefica che si occupava di istruzione,
usava la bacheca del locale per attaccare manifesti
per i turisti pubblicizzando attivit come le visite
ai centri di artigianato e i concerti di musicisti locali.
Era chiassosa, allegra e sempre in movimento, con i
capelli lunghi fino alle spalle perennemente scompigliati.
Era a Dharamsala solo da sei mesi ma aveva gi
ottimi contatti.
Questo  perfetto per te disse a Sam attaccando
il volantino.
Lui sollev lo sguardo dal monitor.
Che cos'?
Abbiamo bisogno di volontari che insegnino le
nozioni base del computer agli adolescenti locali.
Aumenta la loro impiegabilit.
Io ho gi un lavoro replic Sam.
 molto part-time sottoline Bronnie. Tipo due
sere alla settimana, ma anche una sarebbe perfetto.
Piazzato il volantino bene in vista, si avvicin al
banco della libreria.
Non ho m-mai insegnato a nessuno le spieg
Sam. Voglio dire, non sono qualificato. Non saprei
da dove cominciare.
Dall'inizio replic lei rispondendo alla sua
aria incerta con un sorriso sfolgorante. Non ha
importanza che tu non abbia mai insegnato prima.
Quei ragazzi non sanno niente. Non arrivano da famiglie
che hanno un computer a casa. Qualsiasi cosa tu
possa trasmettere loro per aiutarli sarebbe meravigliosa.
Scusa, non conosco il tuo nome disse allungando
la mano sul banco. Io sono Bronnie.
Sam.
Mentre le dava la mano, sembr notarla per la prima
volta.
Ti ho visto lavorare al computer osserv lei.
Sam sollev le braccia in segno di finta resa. Lo
ammetto, sono un tantino disadattato.
Non intendevo questo esclam allegra Bronnie.
Ma  vero replic lui con una scrollata di spalle.
Sostenendo il suo sguardo lei disse: Non hai idea
dell'aiuto che potresti dare a quei ragazzi. Anche le
cose che per te sono scontate sarebbero una scoperta.
Conoscevo la causa probabile della riluttanza di
Sam. In passato aveva detto sia a Frane sia a Geshe
Wangpo che non era semplicemente fatto per stare
in mezzo alla gente. E ora quella donna gli chiedeva
di mettersi davanti a un gruppo a insegnare.
Bronnie non aveva distolto lo sguardo dal suo e
stava ancora sorridendo calorosamente. Tra tutte le
attivit di volontariato che potresti fare, questa potrebbe
valorizzare al meglio le tue capacit.
Fu la parola con la V a convincerlo. Volontariato.
Bronnie non si era resa conto di aver toccato una delle
variabili fondamentali della formula della felicit.
Ovviamente ti darei una mano aggiunse.
Vedeva che la sua resistenza aveva iniziato a
incrinarsi?
L'internet point dall'altra parte della strada mette
a disposizione i locali afferm. Si tratterebbe
soltanto di un'ora nel tardo pomeriggio. Word
processing di base, forse il foglio elettronico... Cose
di questo genere.
Lui stava annuendo.
Oh, per favore, dimmi che lo farai! esclam
d'impulso.
Un sorriso si form agli angoli della bocca di Sam.
Okay, okay! rispose guardando il banco. Lo far.
Sam prese il suo compito di insegnante molto seriamente.
Scaric subito alcuni tutorial per principianti,
guard dei video su YouTube per imparare le basi e
cominci a prendere appunti. Pi volte nei momenti
di calma al caff lo sentivo chiedere ai camerieri di un
certo termine o concetto: era qualcosa che i giovani
indiani avrebbero capito?
Non so quando tenne la sua prima lezione di informatica.
Forse fu un pomeriggio, quando ero gi tornata
a casa a Jokhang. Ben presto per in lui avvenne un
cambiamento percettibile. Passava meno tempo dietro
il banco della libreria e pi tempo a parlare con i clienti.
Anche nella sua postura c'era qualcosa di diverso.
Per qualche motivo sembrava pi alto.
Le sue prime lezioni erano andate tanto bene da indurlo
a continuare. Lo seppi da un commento che
fece Bronnie quando una mattina venne a trovarlo
al locale.
Ieri sei stato fantastico gli disse con gli occhi che
le brillavano.
Oh,  stato solo...
Due ore di domande! esclam ridendo. Mai
successo.
Tutti sembravano divertirsi.
Compreso il disadattato che non sa insegnare?
Compreso lui.
Soprattutto lui, direi. Chinandosi sul banco gli
prese la mano e gli disse qualcosa che lo fece scoppiare
a ridere. S, Sam che rideva a crepapelle. Io stessa non
ci avrei creduto se non lo avessi sentito con le mie
orecchie color carbone.
Stava succedendo qualcosa, caro lettore. Qualcosa
che era iniziato con la lettera V ma non finiva l. Non
se il mio intuito felino era affidabile.
Fu durante una riunione di fine giornata con la cioccolata
calda che i miei sentori trovarono conferma.
Guarda caso quella sera cera anche Lobsang in libreria.
Serena gli chiese di raggiungerli, invito che lui accett.
Guardandoli mentre si sedevano fianco a fianco
sul divano, Sam apr la porta del suo appartamento. Le
scale rimbombarono quando sal. Di sopra si udirono
voci attutite, poi il rumore dei suoi passi che scendevano,
seguiti da quelli di qualcun altro.
Fissai affascinata Bronnie. Era la prima volta che la
vedevo con i capelli dritti e lucidi e il volto trasformato
dal trucco. Indossava un paio di jeans che le fasciavano
il corpo e un grazioso top.
Questa  Bronnie annunci Sam presentandola
a Lobsang. Serena non aveva bisogno di presentazioni
perch si erano gi conosciute. La mia fidanzata
aggiunse.
Bronnie lo guard con adorazione.
Sam era raggiante.
Lobsang giunse i palmi all'altezza del cuore e si
inchin.
Serena ridacchi. Sono molto felice per voi!
Quando si furono seduti, Kusali diede corso al rito
di fine giornata: cioccolata calda, biscotti per cani e la
mia ciotolina di latte.
Lobsang guardava ora Bronnie ora Sam con un sorriso
sereno. Allora, dove vi siete conosciuti?
Mi servivano volontari per il corso di informatica
rispose Bronnie. Stiamo cercando di preparare i
ragazzi del posto per il mondo del lavoro e Sam si 
offerto.
Lui sorrise. Non avrebbe accettato un no come
risposta.
Puoi smettere quando vuoi scherz Bronnie.
Guardando Serena e Lobsang aggiunse: Non lo far.
 un insegnante straordinario e i jagazzi lo adorano.
Sam guard a terra.
Gli hanno persino dato un nome.
Piantala! esclam lui.
La seconda sera, o era la terza, in cui era l...
Bronnie!
... hanno deciso di chiamarlo Super-Geek. Con
grande affetto, ovviamente.
Serena rise. Ovviamente.
Bronnie era inarrestabile. Sa comunicare in modo
incredibile. Vedi le lampadine accendersi cos disse
schioccando le dita.
Seguo solo le indicazioni dei corsi online obiett
Sam. Sentiva il bisogno di frenare quell'entusiasmo,
malgrado sembrasse contento dell'attenzione mentre
si appoggiava al divano.
Un aspetto ancora pi importante delle informazioni
tecniche prosegu lei prendendogli la mano 
che tu dai loro sicurezza. La sensazione che possano
imparare facilmente qualsiasi cosa non sappiano.
Questo non ha prezzo.
Allora hai scoperto una vera vocazione comment
Lobsang.
Sam assent. S. Voglio dire, amo i libri ma mi
ritrovo ad amare anche l'insegnamento.  come se
grazie a Bronnie mi si fosse aperta una dimensione
completamente nuova.
Vorrai dire grazie allaformula replic lei ironica.
Alla formula? chiese Serena.
Sam dice che ha iniziato solo perch ho insistito
parecchio spieg lei. Poi per ha ammesso che
l'attivit volontaria fa parte di una formula della
felicit.
Molto interessante comment Lobsang. Per
favore, raccontaci.
Sam inizi a parlare di punti prestabiliti, condizioni
e variabili volontarie. Finii il mio latte, mi lavai il muso
e saltai sulle ginocchia di Serena facendo con prudenza
la pasta per un po' prima di sistemarmi.
Quando Sam ebbe finito di spiegare, con molta pi
autorit rispetto a un tempo, Lobsang chiese: Quindi
nel tuo caso la V, la variabile volontaria, sta aiutando
gli studenti a trovare lavoro?.
Sam annu. Esatto.
Un'azienda ha gi detto che prender i nostri tre
allievi migliori afferm Bronnie.
 un esempio splendido! osserv Lobsang
battendo le mani per la gioia. Quello che mi piace
 che, facendo del bene agli altri, anche voi li indic
ne avete beneficiato! Conosco dei versi che mi sembrano
calzanti. Parlano del lavoro che si trasforma in
amore visibile.
Inizi a recitare:
 tessere un panno con i fili del vostro cuore,
come se quel panno fosse per chi voi amate.
 costruire con affetto una casa,
come se ad abitarvi dovesse entrarci chi voi amate.
 spargere i semi con tenerezza e poi raccogliere
nella gioia, come se a mangiare di quei frutti
dovesse essere chi voi amate.
Sono proprio belli, Lobsang esclam Serena guardandolo
con affetto. Milarepa? domand citando
un saggio buddista famoso per i suoi versi.
Lobsang scosse la testa. Kahlil Gibran. Amo la
sua poesia. Il suo sguardo divenne assente mentre
meditava sulle straordinarie parole che aveva appena
citato.
 uno dei miei poeti preferiti concord Sam.
Una scelta interessante per un monaco buddista.
Davanti all'aria interrogativa degli altri, spieg: Molte
opere di Gibran sono romantiche, sensuali.
S riflett Lobsang. Dopo una pausa aggiunse: A
volte mi perdo nella sua poesia e mi scordo d'essere
questo o quello. Alla fine penso che forse non sia
necessario essere monaco.
Le sue parole giunsero come un'ammissione inattesa.
Per la prima volta sembr stranamente vulnerabile.
Serena gli strinse la mano.
Dalle sue ginocchia guardai Lobsang e iniziai a fare
le fusa.
S, caro lettore. Ecco l'altra ragione per cui noi gatti
facciamo le fusa. Probabilmente  la pi importante:
rendervi felici. Fare le fusa  la nostra V, il nostro
modo di ricordarvi che siete amati e speciali, che non
dovreste mai dimenticare quello che proviamo per voi,
soprattutto quando siete vulnerabili.
Inoltre le fusa sono il nostro modo di garantirvi
una buona salute. Alcuni studi hanno dimostrato che
avere un compagno felino riduce lo stress e abbassa la
pressione sanguigna. I proprietari di gatti hanno probabilit
minori di avere un attacco cardiaco rispetto
a quanti vivono in un mondo senza gatti. Se volete,
potete anche chiamarla la scienza delle fusa. Se scienza
e arte non sembrano avere sempre molti punti in
comune, in questo caso convergono in una modalit
che migliora molto la vita.
Mentre stavo sulle ginocchia di Serena a fare le fusa
sempre pi forte, ricordai le parole di Kahlil Gibran.
Il grande poeta ha mai avuto un compagno felino? mi
chiesi. E in tal caso, che cosa avrebbe scritto della ragione
pi importante per cui i gatti fanno le fusa? Forse
qualcosa di simile:
 per guarire il corpo, placare la mente e dare
gioia al cuore, perch  il grembo del tuo amato
su cui siedi.


6.

Fui svegliata dal mio riposino pomeridiano da una
voce familiare e dal suo consueto accompagnamento:
il suono di una decina di braccialetti che sbattevano
gli uni contro gli altri. La signora Trinci era venuta al
caff con una notizia esaltante: Ha finito il ritiro!.
Lei e Serena erano a poca distanza da me, accanto
al portariviste.
Dopo dieci anni? L'espressione di Serena era un
misto di sbigottimento e di gioia.
Dodici la corresse sua madre.
L'ultima volta che l'ho visto  stato Serena guard
in alto cercando di ricordare prima che andassi in
Europa.
S convenne la signora Trinci.
Chi te lo ha detto? chiese Serena.
Dorothy Cartwright. Ho fatto un salto da lei
stamattina.  tutta presa con i preparativi.
Allora star con...
S, con i Cartwright! Alla signora Trinci brillavano
gli occhi.
E quando...?
Oggi! La madre di Serena aveva le guance rosse.
In questo momento  in viaggio da Manali.
La persona causa di tanta eccitazione, come avrei
scoperto in seguito, era Yogi Tarchin. Yogi non era
un titolo ufficiale, bens una qualifica informale che
aveva acquisito negli anni, man mano che la sua bravura
di maestro della meditazione si era andata affermando
e aveva goduto di sempre maggiore stima. La
sua propensione per la vita meditativa era emersa con
chiarezza quando ancora era un bambino di cinque
o sei anni nella provincia tibetana di Amdo. Invece
di correre nei campi con i compagni della sua et o
di divertirsi con i giocattoli di legno che il padre gli
fabbricava, si ritirava in una piccola grotta nel fianco
della montagna, dietro casa, e si sedeva su una roccia
cantando mantra.
Aveva intrapreso il primo ritiro lungo attorno ai
ventanni, isolandosi dal mondo per il tradizionale
periodo di tre anni, tre mesi e tre giorni. Da allora ne
aveva effettuati molti altri. Aveva anche subito una
grave tragedia personale: neanche trentenne aveva
perso la moglie e i due figli piccoli quando il bus su
cui viaggiavano era precipitato da un monte e tutte le
persone a bordo erano morte..
I ritiri di Yogi Tarchin erano sostenuti dalla famiglia
Cartwright di McLeod Ganj, la cui figlia Helen
era amica di Serena. Quando lo aveva conosciuto davanti
al carrello da t, a dieci anni, Serena era stata
subito attratta da quell'uomo esile di una modestia
quasi imbarazzante. Nonostante a quel tempo il suo
inglese fosse piuttosto scarso, lei ne rimase colpita.
Non era solo il calore dei suoi occhi castani, ma la
sensazione che trasmetteva, difficile da descrivere con
parole, quasi di atemporalit. Accanto a lui si aveva
l'impressione che la propria percezione del mondo
fosse illusoria, come le nubi che passano in cielo; che
dietro l'apparenza ci fosse una realt tanto vasta e
fulgida da togliere il fiato. E Yogi Tarchin offriva un
ponte per raggiungerla.
Dato che i Cartwright e i Trinci erano buoni amici,
lo yogi era stato ospite di questi ultimi. Quando
tornava dai lunghi periodi in Ladakh, in Bhutan o in
Mongolia, trovava sempre il tempo di andare a salutarli,
nonostante la sua reputazione di maestro della
meditazione si affermasse sempre pi e interminabili
file di persone si formassero davanti alla sua porta,
monaci e praticanti comuni di tutto il mondo venuti
in cerca di insegnamenti o benedizioni.
Sul suo conto circolavano storie leggendarie. Si narrava
di una volta in cui era apparso in sogno a un allievo
e aveva tanto insistito perch questi andasse subito a
trovare la madre anziana che il mattino dopo il monaco
aveva intrapreso il viaggio di due giorni per tornare
a casa, nell'Assam. Al suo arrivo non trov niente di
insolito: la madre stava bene e proseguiva serena la sua
vita. Il secondo giorno tuttavia una violenta tempesta
impervers nell'intera regione causando inondazioni
improvvise, che a loro volta provocarono frane imponenti.
La casa della madre, che da mezzo secolo sorgeva
al sicuro sul fianco di una collina, d'un tratto si
mosse e prese a scivolare pericolosamente, destinata a
schiantarsi. Se il monaco non fosse stato l a proteggerla,
la donna sarebbe quasi sicuramente rimasta uccisa.
Un'altra storia riguardava un allievo che aveva effettuato
un ritiro solitario di tre mesi in una grotta in
Ladakh. Quando torn al monastero, gli chiesero chi
gli avesse fornito da mangiare. Era stato Yogi Tarchin,
rispose il monaco, quando veniva per dargli le consuete
istruzioni. Il che sembr normale finch gli altri
monaci non gli dissero che in quei tre mesi Tarchin
non aveva perso una sola seduta di meditazione con
loro, nel gompa a ottanta chilometri di distanza. Senza
strade n mezzi di trasporto, l'unico modo in cui Yogi
Tarchin avrebbe potuto coprire la distanza era mediante
il lung-gom-pa, abilit grazie a cui i praticanti
molto esperti riescono a compiere lunghi tragitti senza
sforzo a velocit sovrumane.
Poi c'era il filantropo americano che aveva raccolto
donazioni per una scuola in Tibet che Yogi Tarchin
stava aiutando a ristrutturare. Il benefattore voleva fare
la donazione di persona quando, quattro mesi dopo,
fosse arrivato in India; Tarchin gli disse di cambiare
la somma in dollari australiani. Sorpreso dall'indicazione
ma sapendo che non era il caso di mettere in
dubbio la sua parola, il benefattore la segu alla lettera.
Nei tre mesi seguenti la moneta australiana si rivalut
del quindici per cento; a quel punto lo yogi gli invi
un messaggio dicendo che ora il denaro poteva essere
cambiato in rupie indiane. La dimestichezza che aveva
con il cambio delle valute, ma anche con le lingue, il
commercio e qualsiasi altra attivit terrena a cui sceglieva
di dedicarsi era ben nota. Non aveva trascorso
molto tempo a contatto con la realt di tutti i giorni,
ma la conosceva alla perfezione.
Essendo un laico, a volte definito capofamiglia nel
buddismo tibetano, Yogi Tarchin doveva mantenersi
e in passato, tra un ritiro e l'altro, aveva svolto ogni
tanto lavori d'ufficio. Il suo obiettivo principale restava
tuttavia la meditazione e in tempi pi recenti aveva
effettuato quattro ritiri di tre anni di fila, durante i
quali i Cartwright avevano provveduto alle sue scarse
esigenze. Nessuno lo vedeva pi da oltre dodici anni.
Se prima di quel periodo era gi capace di compiere
imprese sorprendenti, che cosa avrebbe potuto fare
ora che lo aveva terminato?
Serena non era l'unica a chiederselo, come scoprii
tornando a Jokhang. Nell ufficio degli assistenti esecutivi
anche Tenzin e Lobsang stavano parlando di Yogi
Tarchin. Non sapevano quanto intendesse fermarsi a
McLeod Ganj, ma gli avrebbero mandato una lettera
chiedendogli di restare almeno fino al ritorno del
Dalai Lama. Sua Santit avrebbe sicuramente voluto
rivederlo.
Il giorno dopo al tempio me ne stavo seduta al
sole mentre i monaci arrivavano per la meditazione
di tarda mattina. Avevo sentito pi volte menzionare
il nome di Yogi Tarchin e i suoi incredibili poteri.
Fu allora che decisi di incontrarlo di persona. Voci
e notizie di seconda mano andavano bene, ma non
c' nulla come l'esperienza diretta di sedersi sulle
ginocchia di una persona per percepire com' fatta
davvero. Serena si era assicurata un pubblico grazie
alla presenza di quella figura mistica. Da bambina era
stata legata sia a Yogi Tarchin sia al buddismo, ma il
periodo in Europa l'aveva riempita di dubbi, che si
erano trasformati in ostacoli alla pratica religiosa. Per
non parlare del fatto che cerano questioni pi personali
sulle quali desiderava avere consigli.
Cos due giorni dopo mi ritrovai a casa dei Cartwright.
Non lontana dal monastero di Namgyal, era
una vecchia villa di forma irregolare con i soffitti di
stagno e i pavimenti di legno lucido ricoperti da tappeti
indiani dai disegni intricati. Dorothy Cartwright
e io ci eravamo incontrate molte volte quando veniva
all'Himalaya Book Caf e forse rest sorpresa di vedermi
in compagnia di Serena. Non fosse stato per
lei, mi avrebbe chiuso la porta in faccia o addirittura
avrebbe impedito l'accesso a Sua Santit stessa.
Serena si tolse le scarpe e buss piano a una porta
di legno. Notai che le mani le tremavano leggermente.
Chiamata da Yogi Tarchin, gir la maniglia d'ottone
ed entr in una stanza che sembrava appartenere a
un'altra epoca. Ampia e spaziosa, era illuminata solo
da tre finestre strette che rilucevano come barre d'oro
gettando una luce eterea sulla dormeuse dove Yogi
Tarchin sedeva con le gambe incrociate. Indossava
una camicia cremisi sbiadita. Il colletto alla coreana,
alto e di una tinta tenue, attirava l'attenzione sul volto
placido e senza et. Quando i suoi occhi castani incrociarono
quelli di Serena, si illumin a tal punto che
l'aria nella stanza sembr vibrare di gioia.
Inginocchiandosi sul tappeto davanti a lui, Serena
port le mani al cuore e fece un profondo inchino.
Yogi Tarchin si allung, le prese le mani tra le sue e
accost la fronte a quella di lei. Rimasero cos a lungo
mentre a Serena tremavano le spalle e scendevano le
lacrime sulle guance.
Alla fine si raddrizz e incontr il suo sguardo di pura
compassione. Non servivano parole mentre stavano
seduti insieme. La conversazione era superflua mentre
si abbracciavano di nuovo a un livello pi profondo.
Poi Yogi Tarchin parl. Mia cara Serena, hai portato
qualcuno con te.
Lei si gir guardando nella direzione in cui sedevo,
poco al di l della soglia.
Penso che volesse conoscerti.
Lo yogi assent.
 molto speciale gli disse lei.
Lo vedo.
 la gatta di Sua Santit spieg. Ma passa molto
tempo con noi quando lui  in viaggio. Tacque. Lasci
che...?
Di solito no rispose. Ma vedendo che  la tua
sorellina...
Sorellina? Si diceva che Yogi Tarchin fosse, come
altri maestri realizzati, un chiaroveggente. O parlava
in senso metaforico? Ad ogni modo, non ebbi bisogno
di ulteriori inviti. Lanciandomi verso di lui saltai sul
divano e gli annusai la camicia. Odorava di cedro e
forse di un vago sentore di cuoio, come se fosse rimasta
appesa in un armadio molto a lungo.
Il solo fatto d'essere fisicamente vicina a Yogi Tarchin
era un'esperienza straordinaria. Come Sua Santit,
sembrava emanare un'energia particolare. Oltre a
un senso di pace immenso trasmetteva anche l'idea di
essere senza tempo, quasi che quello stato di saggezza
elevata fosse sempre esistito cos come esisteva ora e
come sarebbe esistito in futuro.
Mentre le chiedeva di sua madre, ebbi la conferma
che quelle erano ginocchia su cui desideravo sedermi.
Mi sistemai sulla coperta stesa sulle sue gambe e lui
mi accarezz con delicatezza. La sensazione della sua
mano sulla mia pelliccia mi procur un brivido di
appagamento in tutto il corpo.
Dodici anni sono un tempo cos lungo stava
dicendo Serena. Quattro ritiri di fila. Posso chiederti
perch hai deciso di continuare?
Un cuculo cant nell'aria del tardo pomeriggio.
Perch potevo rispose semplicemente Yogi
Tarchin. Vedendo la sua espressione perplessa, aggiunse:
Era un'occasione incredibilmente preziosa.
Chi lo sa quando mi imbatter di nuovo in circostanze
simili?.
Serena annu. Stava valutando le implicazioni di
dodici anni senza contatti umani, senza TV, radio,
giornali e internet. Dodici anni senza andare a cena
fuori o divertirsi, senza compleanni, Natale, Giorno
del Ringraziamento o altre feste. La maggior parte
delle persone considererebbero una simile privazione
sensoriale una forma di tortura. Invece Yogi Tarchin
vi si era sottoposto volontariamente e l'effetto straordinario
che aveva avuto su di lui era tangibile.
Eppure cera un altro pensiero, contrastante e pi
negativo, che la turbava. Immagino che per un esperto
della meditazione si inchin davanti a lui un addestramento
simile sia molto utile. Ma per una come
me... Era come se non riuscisse a esprimere le sue
riserve.
Sorridendo Yogi Tarchin si allung e le tocc la
mano. Quale dei due  meglio? chiese. Un dottore
o una persona che conosce le tecniche di primo
soccorso?
Lei sembr sorpresa dalla domanda.
Un dottore rispose immediatamente e poi esit.
Ma se qualcuno avesse bisogno di cure lievi...
Sono entrambi utili conferm lui.
Serena annu.
Imparare le tecniche di primo soccorso richiede...
Quanto? Alcuni giorni? Ma diventare medico?
Sette anni. Anche di pi se ti specializzi afferm
Serena.
Non  una perdita di tempo? Sette anni quando si
potrebbero aiutare gli altri nel giro di pochi giorni?
Ci fu un attimo di silenzio mentre lei coglieva il
vero significato di ci che stava dicendo.
Perch tutti quelli che meditano disse lui indicando
con un gesto la regione himalayana e anche
oltre non lavorano per beneficenza? Cos pensano
certe persone. Molto meglio che aiutino a distribuire
il cibo e a costruire ripari per i senzatetto anzich
starsene seduti sulle loro natiche tutto il giorno.
Serena sogghign ricordando i suoi modi diretti.
 molto positivo aiutare gli esseri umani e gli
animali con attivit di beneficenza.  utile come
il primo soccorso. Ma una soluzione permanente
alla sofferenza richiede qualcosa di diverso: la
trasformazione della mente. Per aiutare gli altri a farlo
dobbiamo prima rimuovere quello che ottenebra la
nostra mente. A quel punto, come i dottori, saremo
molto pi capaci di aiutare.
C' chi direbbe che sono solo chiacchiere osserv
Serena. Sembrava contenta di poter discutere
francamente delle sue perplessit. Che la coscienza
 solo il cervello al lavoro, perci l'idea della trasformazione
nel corso di pi vite...
Yogi Tarchin annu con gli occhi che gli brillavano.
S, s. La superstizione del materialismo. Ma come
pu qualcosa dare origine a una qualit che non
possiede?
Serena si corrucci. Non ti seguo.
Una pietra pu fare musica? Un computer pu
sentire tristezza?
No ammise lei.
Lo yogi annu. Carne e sangue possono creare la
coscienza?
Serena riflett per un po'. Se il cervello non crea la
coscienza disse perch, se viene danneggiato, anche
la mente risulta colpita?
Yogi Tarchin fece un ampio sorriso e si dondol sul
cuscino per un attimo. Ottimo! Ottimo che tu faccia
domande! Dimmi: se il tuo televisore  danneggiato
e non vedi niente tranne uno schermo nero, significa
che non c' pi la televisione?
Il sorriso di Serena si allarg, ma lui non attese
che rispondesse. Ovviamente no! Ovviamente, se il
tuo cervello  danneggiato,  colpita l'esperienza della
coscienza. Questa pu non essere sperimentata affatto.
Ma il cervello  solo un ricevitore, un televisore. ...
rischioso confonderli.
Se qualcuno mai ti dicesse: Ah, la mente non
 che il cervello, tu chiedigli: Dimmi allora dove
sono conservati i ricordi. Dovr ammettere: Non
lo sappiamo. Nonostante i molti anni di ricerca e le
grandi somme impiegate, gli scienziati non hanno mai
scoperto in quale parte del cervello vengano conservati
i ricordi. N lo scopriranno mai, perch non vengono
immagazzinati fisicamente! Gli scienziati hanno
condotto esperimenti sugli animali distruggendo
loro parti del cervello in cui pensavano avesse sede la
memoria. Eppure gli animali riuscivano ugualmente
a ricordare. Neuroscienziati, psicologi, filosofi: hanno
tutti le loro idee sulla mente. Ma un'idea  soltanto
un'idea, un concetto. Non  la cosa in s. Se vogliamo
sapere che cosa sia davvero la mente, dobbiamo
sperimentarla di prima mano. In modo diretto.
Meditando?
Ma certo. Alcuni hanno paura di farlo. Temono
che, sperimentando una mente libera dal pensiero,
cessino in un modo o nell'altro di esistere.
Di dissolversi in una nube di fumo! Sorrise. Ma
i pensieri sono soltanto pensieri. Nascono, permangono
per un po' e passano. Quando riusciamo
a dimorare nella consapevolezza pura, liberi dal
pensiero che se n' appena andato e da quello che
nascer, riusciamo a vedere la nostra mente. Ne
sperimentiamo le qualit. Il fatto che sia difficile
descrivere queste qualit non significa che la mente
non le possieda.
Serena sembr perplessa. Cosa intendi?
Sei davvero in grado di descrivere le qualit del
cioccolato? Puoi dire che  dolce, che si scioglie in
bocca e che esiste in vari gusti, ma queste sono solo
idee, sono concetti che indicano qualcosa che in
natura non  concettuale. Analogamente possiamo
descrivere la mente come infinita, splendente, serena,
onnisciente, amorevole e compassionevole. Ma ancora
una volta scroll le spalle queste sono semplici
parole. Invenzioni verbali.
Suppongo che gran parte di noi concepisca il
corpo e la mente solo in questo modo comment
Serena indicando il proprio corpo.
Yogi Tarchin assent. S.  un tragico equivoco
nutrire convinzioni cos autolimitanti, pensare di non
essere altro che un mucchio d'ossa anzich una coscienza
infinita, credere che la morte sia una fine, non
un passaggio. Peggio di tutto  il non rendersi conto
che ogni atto fsico, verbale o mentale influenza la
nostra esperienza futura della realt, persino al di l
di questo tempo e di questa vita. Convinzioni simili
inducono a sprecare le occasioni nella nostra preziosa
vita. La nostra mente  molto pi grande di cos!
Onnisciente? fece Serena.
Abbiamo questa potenzialit.
Chiaroveggente?
Scroll le spalle. A volte si sollevano grandi polveroni
a questo riguardo. Ma in una mente libera la
chiaroveggenza avviene in modo naturale.
E i sogni?
In una mente agitata, non addestrata, un sogno
 solo un sogno... a meno che non si abbia la fortuna
di avere un maestro che riesca ad andare oltre questa
agitazione.
Per un attimo smise di accarezzarmi. Girai la testa
e lo guardai finch non riprese.
Se sei addestrato, il sonno offre un'opportunit
straordinaria. Il fatto di sapere che sogni quando
stai sognando ti permette di controllare il sogno.
Possiamo proiettare la coscienza in diversi ambiti
dell'esperienza.
Yogi Tarchin riflett sul tema che accomunava indirettamente
gli interrogativi di Serena prima di chiederle:
Perch queste domande sulla chiaroveggenza
e sugli stati di sogno?.
Lei si fiss le mani, giunte in grembo.
Forse c' qualcos'altro? aggiunse lui.
La vidi arrossire mentre gli lanciava un'occhiata.
Credo di s...
Yogi Tarchin rest in silenzio, perfettamente immobile.
L'unico movimento nella stanza era quello di
un filo di fumo argenteo che saliva lento arricciandosi
da un bastoncino d'incenso acceso sulla finestra.
Sono tornata dall'Europa solo un paio di mesi fa
inizi a raccontare Serena.
S, s fece lui come se fosse pi che al corrente,
esortandola a continuare.
Avevo in progetto di tornare a casa solo per
un breve periodo. Ma stando qui ho cominciato a
interrogarmi sulle ragioni di voler ripartire per l'Europa.
Penso che sarebbe meglio, e che potrei essere
molto pi felice, se rimanessi qui. Incroci il suo
sguardo.
Molto bene osserv lo yogi, che pareva confermare
la decisione.
Ma non ne sono sicura. Vedi, sono single. Non so
se Dharamsala  il posto adatto. Qui non conosci le
persone giuste...
Capisco disse lui con dolcezza quando Serena
s'interruppe. Sul volto gli apparve per un istante un'espressione
maliziosa. Vuoi che faccia l'indovino?
Lei sorrise mesta. Giungendo le mani all'altezza del
cuore disse: Ne hai le qualit....
Prostrarsi cos mosse su e gi un dito non 
necessario. Quello che si presenta per te dipende dalle
tue azioni, dal karma e dalle condizioni che crei.
Oh. Serena rest delusa. Credevo che potessi
vedere la vita degli altri.
Yogi Tarchin rispose alla sua delusione. Non hai
motivo di preoccuparti disse.
Lei lo guard implorante. Vedi bambini nel mio
futuro? Sto iniziando a pensare a uno stile di vita molto
diverso...
Le sue parole rimasero sospese nell'aria calda del
pomeriggio, prima che Yogi Tarchin rispondesse semplicemente:
Hai creato le cause di una felicit molto
pi grande.
Senza proferire parola le trasmise la sensazione
profonda che sarebbe andato tutto bene.
Serena raddrizz il busto rilassando le spalle.
Per un po' parlarono di come andavano le cose
all'Himalaya Book Caf e del progetto di Yogi Tarchin
di restare a McLeod Ganj per diversi mesi e di dare
insegnamenti. Poi la conversazione giunse al termine.
Mentre Serena lo ringraziava per il tempo che avevano
trascorso insieme, lui le prese le mani e la ringrazi a
sua volta per aver ripreso il contatto.
Quando Serena si alz, saltai gi dalle ginocchia
dello yogi e la seguii attraversando il tappeto. Adesso
la luce nella stanza era ancora pi soffusa - le tre finestre
dorate erano diventate argentee -, ma il locale era
pieno di energia. Serena se ne and con la sensazione
che, a un livello profondo, tutto andasse bene e che
sarebbe sempre stato cos.
Yogi Tarchin la segu alla porta e ci guard mentre
percorrevamo il corridoio: la sottoscritta silenziosa,
al seguito, con la coda grigia folta ben dritta. Serena
stava per svoltare l'angolo in fondo quando lui le disse:
Forse lo hai gi incontrato.
Lei si blocc girandosi. Vuoi dire qui a Dharamsala?
Lui annu. Penso.
Pi tardi, davanti alla cioccolata calda di fine giornata,
Serena disse a Sam: Vorrei tanto che tutti potessero
conoscere Yogi Tarchin. O qualcuno come lui.
Bronnie aveva lezione, perci eravamo solo noi tre
e i cani.
Serena stava raccontando della visita a Yogi Tarchin
e della loro conversazione. Non la parte riguardante
le sue aspettative romantiche, naturalmente, ma
quello che le aveva detto sulla mente.
Non sono solo le spiegazioni, le parole afferm.
 la sensazione che hai in sua presenza. Questa
vibrazione. In realt non so descriverlo, ma quando
sei con lui ti senti qualitativamente diverso.
Sam stava annuendo.
 la prova vivente di ci che accade quando ci
rendiamo conto delle potenzialit della nostra mente
prosegu Serena con gli occhi che brillavano. Tutto 
possibile. Va addirittura oltre fenomeni come la chiaroveggenza
e la telepatia, che secondo Yogi Tarchin si
verificano naturalmente in una mente libera.
Persino le menti comuni sono pi capaci di
compiere cose del genere rispetto a quello che si crede
di solito osserv Sam.
Lei inarc le sopracciglia.
La maggior parte delle persone ha prima o poi
episodi di telepatia o premonizioni, ma li considera
eventi fortuiti aggiunse lui. Coincidenze. Gli scienziati
in genere non si curano nemmeno di analizzare la
percezione extrasensoriale dato che la ritengono una
fandonia. Ironicamente  un atteggiamento molto poco
scientifico, perch condannano il fenomeno senza
neanche cercarne le prove. Sogghign.  interessante
che nelle varie epoche, quando un individuo dimostra
di possedere poteri mistici, venga sempre riverito o
insultato. Una reazione molto pi ragionevole sarebbe
chiedersi: come posso sviluppare anch'io quei poteri?
Esatto.
Siamo predisposti per averli. Fece quell'affermazione
con tale sicurezza che Serena lo fiss perplessa.
Posando la tazza, Sam si alz e and a uno
scaffale, prese un libro e torn con esso.
Ci sono migliaia di studi qui, trial clinici veri e
propri condotti da scienziati preparati per studiare
obiettivamente i problemi. Provano che il cosiddetto
paranormale  in realt normale. Un esperimento che
amo, replicato pi volte, prevede che alcuni soggetti
siano collegati a una macchina della verit mentre
guardano al computer una serie di immagini emotivamente
rasserenanti, come un paesaggio, o sconvolgenti,
come un corpo sezionato durante un'autopsia. Il
computer le seleziona a caso perci nessuno, nemmeno
i ricercatori, sanno se l'immagine successiva sar
rasserenante o sconvolgente. Cosa pensi che succeda?
L'ago impazzisce ogni volta che vedono un'immagine
sconvolgente?
Sam scosse la testa. Tre secondi prima che vedano
un'immagine sconvolgente. Prima ancora che il
computer faccia la scelta.  premonizione. E stiamo
parlando di persone comuni.
Serena si appoggi allo schienale sorridendo. Dato
che avevo finito il mio latte, interpretai la disponibilit
delle sue ginocchia con un invito.
La mente non  solo un computer fatto di carne
afferm Sam.
E noi non siamo solo esseri umani capaci di
esperienze spirituali aggiunse lei ma anche esseri
spirituali capaci di esperienze umane.
Facendo la pasta sulle sue gambe, allungai gli artigli
attraverso i suoi abiti solo per un istante.
Sussult prima di aggiungere: O di esperienze
feline.
Naturalmente fece impassibile Sam.
Quella sera, mentre mi acciambellavo sul letto che di
solito dividevo con il Dalai Lama, riflettei sulle straordinarie
conoscenze sulla mente svelate da Yogi Tarchin.
E mi resi conto che la vera felicit  possibile solo
con una visione ampia della mente. Un'ottica limitata,
circoscritta al mucchio d'ossa, come aveva detto lo
yogi, poteva portare solo a una felicit limitata: piaceri
sensoriali transitori, soddisfazioni temporanee, esperienze
che brillano per pochi gloriosi istanti prima di
scomparire. Ma la sensazione di profondo benessere
posseduta da persone come Yogi Tarchin e Sua Santit
 cos intensa che riesci davvero a percepirla. E non ha
niente a che fare con i piaceri temporanei: Yogi Tarchin
non ne aveva mai goduto in quei dodici anni! No,
quella sensazione era immensa, duratura, profonda,
una felicit di tutt altro genere.
C' un clima di pericolo imminente quando Sua Santit
entra nella stanza.  giovane, sui venticinque anni. Ad
accompagnarlo c' una signora tibetana pi vecchia con
un volto buono e coraggioso. Porta uno scialle di broccato
attorno al collo, tenuto da un fermaglio di turchese.
Ha un portamento regale.
Al seguito dei due ci sono numerosi monaci assistenti
che si muovono svelti nella stanza. Raccolgono le carte,
mettono gli oggetti personali nelle scatole, arrotolano i
tappeti dai disegni complessi. Ne riconosco uno,  Geshe
Wangpo molto giovane. Hanno grande fretta.
Stesa sul davanzale, guardo dalla finestra del Palazzo
del Potala, al di l di Lhasa, dove le montagne
si stagliano sull'altro lato della valle. Quando il Dalai
Lama entra nella stanza, sollevo la testa per guardare.
Sentendo un vago prurito, alzo di riflesso la zampa
posteriore e mi gratto pi volte. Abbassando lo sguardo
noto che  corta e ricoperta dipelo ispido, grezzo. Anche
la mia coda  corta con un pennacchio lanoso. Invece
di avere artigli retrattili le mie unghie sono larghe e
smussate.
Sua Santit si avvicina e mi prende in braccio. Questo
 il giorno che temevamo tutti mi sussurra piano
all'orecchio. L'Armata Rossa sta invadendo il Tibet.
La decisione  presa e devo lasciare Lhasa il prima
possibile. La mia avanguardia non pu portarti con s
attraverso i monti. Non sarebbe giusto per nessuno. Ma
Khandro-la si prender cura di te qui in Tibet come
meglio potr. Bader a te come se fossi me.
Adesso so perch la signora con il fermaglio di turchese
 venuta. C' intenso dolore per un istante. Proviene
da me o dal Dalai Lama?
Girandoci dall'altra parte, in modo da essere solo
noi due a guardare dalla finestra, lungo la valle, Sua
Santit bisbiglia: Non so quanto dovr stare via. Ma
ti prometto che ti ritrover, piccolo mio. Fa una pausa
prima di continuare. Anche se non sar in questa vita,
avverr sicuramente in una futura.
Mentre tutto questo accade, so che il mio sogno  un
sogno.
Solo che non lo . Mi viene anche concesso di dare
brevemente, liberamente, un'occhiata al mio passato.
Di cane...
Io?!?!
Non finger, caro lettore, di non essere rimasta
sbalordita dal sogno. Tuttavia, dopo aver incontrato
Yogi Tarchin, non avevo dubbi circa la verit di quanto
avevo visto. Per pochi straordinari momenti ero stata
in grado di percepire un'esperienza passata della
coscienza.
Subito dopo era svanita.
Svegliandomi, il mattino dopo, mi ricordai che
Yogi Tarchin aveva parlato della fortuna di avere un
maestro che riesca ad andare oltre questa agitazione
e capii che, ovunque si trovasse il Dalai Lama nel
mondo, il sogno era stato un dono. Una conferma del
legame che mi univa a lui e che, mi stupii di scoprire,
affondava le radici in una vita precedente.
Forse non avrei dovuto meravigliarmi tanto. Dopotutto
non  un insegnamento tipico del buddismo il
fatto che la legge di causa ed effetto, o karma, abbracci
molte vite? Il motivo per cui cose buone accadono a
esseri cattivi e cose cattive a esseri buoni non ha necessariamente
origine da cause create in questa vita.
Come avevo appena sperimentato, solo un velo sottilissimo
ci impedisce di rivedere con totale chiarezza i
momenti precedenti della coscienza. E cos'era il trascorrere
di alcuni decenni nel contesto di un tempo
senza inizio se non un salto momentaneo da un posto
a un altro? Ci nonostante quel sogno apr la porta a
possibilit che non avevo mai considerato, come per
esempio chi fossi stata nelle esistenze passate.
E cosa?
Un Lhasa Apso nel 1959, a quanto sembra, quando
il Dalai Lama fu costretto ad andare in esilio.
L'idea di essere stata un cane era profondamente
sconcertante. Di certo ridimensionava il dispiacere
per il fatto che la mia impeccabile discendenza himalayana
non fosse documentata. Discendenza, pedigree
e quant altro perdevano d'importanza rispetto
alla questione molto pi rilevante di dove fosse stata
la mia coscienza, di cosa avesse sperimentato, di cosa
avesse fatto, degli effetti che vivevo qui, ora. Per quanto,
come altri felini, consideri la nostra specie nel complesso
superiore a quella canina, una cosa  innegabile,
cio che i cani hanno una coscienza. Come i gatti e
gli esseri umani, anche loro rientrano nella categoria
sem chens, ovvero possessori di una mente in tibetano.
Curiosamente, proprio come numerosi eventi in
apparenza non correlati possono talvolta verificarsi
pi o meno nello stesso momento nella tua vita indirizzandoti
verso una verit unica e inconfutabile,
alcuni giorni dopo il sogno origliai un discorso molto
interessante all'Himalaya Book Caf. Chi lo stava
tenendo non era un oratore del gruppo di lettura di
Sam, anche se era altrettanto noto. Biologo in una delle
principali universit britanniche, era un ricercatore
i cui studi sulla memoria e sulla coscienza erano
stati raccolti in volumi diventati bestseller in tutto il
mondo. In visita a McLeod Ganj, era passato per caso
davanti al locale. Erano le dieci del mattino e aveva
deciso di essere in vena di un caff. Entrando non pot
evitare il grande manifesto che lo ritraeva sopra una
pila ancora pi grande di copie del suo ultimo libro.
Vestito esattamente come nella foto - giacca di tweed,
camicia verde bosco e pantaloni di velluto -, si ferm
a osservarlo e si rese conto che dietro il banco Sam
stava guardando ora il poster ora lui.
Appena i loro sguardi si incrociarono, scoppiarono
entrambi a ridere.
Sam scese i gradini con la mano tesa.  un grande
onore averla nel negozio esclam. Se lo avessi
saputo...
Passavo di qui per caso disse il biologo con il
suo accento inglese troncato. Non conoscevo questo posto.
Sono sicuro che se lo sentir dire sempre, ma sono
un grande ammiratore delle sue opere! gli confess
Sam. La seguo da anni. Abbiamo tutti i suoi libri.
Indic gli scaffali dietro di s. Le dispiacerebbe firmarne
alcuni?
Con piacere rispose il visitatore.
Sam lo condusse al banco prendendone un po' e
porgendogli una penna. Se avessi saputo che veniva a
Dharamsala, l'avrei invitata a parlare al nostro gruppo
di lettura.
 solo una visita lampo afferm lo scienziato.
Sam incalz. Molti sarebbero incantati di conoscerla.
Mentre l'autore si dava da fare con la pila di
libri, gli venne un'idea. Immagino che oggi all'ora
di pranzo non sia libero, vero? Potrei invitare alcune
persone.
Ho un incontro alle undici che presumo non
durer pi di un'ora disse il biologo. Dopo sono
libero per un po'.
Quando lo scienziato torn cerano dieci persone sedute
a un tavolo vicino alla libreria in attesa di pranzare
con lui. Insieme a Serena e Bronnie cerano Ludo
con alcuni suoi allievi di yoga, Lobsang da Jokhang e
un paio di altri che avevo visto al gruppo di lettura.
Come al solito l'atmosfera al caff era vivace e allegra;
quando l'ospite arriv, fu accolto come un amico molto
ammirato. Ordinarono da mangiare, si versarono
da bere e mentre aspettavano i piatti Sam si volt verso
di lui e gli chiese: Pu dirci a cosa sta lavorando in
questo momento?.
Certo rispose. Un ambito di ricerca di cui mi
occupo da anni  la natura senziente degli animali: che
cosa sia la coscienza degli esseri non umani e in che
modo sia diversa dalla nostra.
Come per esempio la capacit dei cani di udire
toni che noi non sentiamo? chiese un membro del
gruppo di lettura.
Le differenze di percezione sono un aspetto
afferm l'ospite. Ed  interessante vedere come gli
animali siano sempre pi usati per le loro capacit
percettive. Conosciamo tutti cani guida per ciechi, ma
ora assistiamo ad applicazioni molto pi vaste: per
esempio i cani al servizio dei diabetici, che avvertono
le persone in ipoglicemia fiutando i cambiamenti
nell'odore dell'alito.
Inoltre continu ci sono i notevoli miglioramenti
osservati nei pazienti con paralisi cerebrale,
autismo e sindrome di Down dopo un contatto
diretto con i delfni. Che cos'hanno queste creature
in particolare da essere in grado di provocare
cambiamenti cos rilevanti? Si  stabilito che la
coscienza percettiva dei delfni  per certi versi molto
superiore a quella umana. Senza contare che i cetacei
sono gli unici mammiferi oltre all'uomo a possedere
la capacit di apprendere vocalmente. Conoscendo
meglio le facolt percettive e comunicative dei delfni
potremmo sviluppare modalit terapeutiche diverse
per i pazienti colpiti da paralisi cerebrale?
Sukie dello studio yoga non pot trattenersi: Ho
sentito la storia di una donna che ha fatto l'esperienza
di nuotare con i delfni. Uno continuava a darle piccoli
colpi nell'addome, poi senza preavviso l'ha girata facendola
atterrare di schiena sulla superfcie dell'acqua.
 rimasta senza fiato ma stava bene, anche se l'hanno
portata lo stesso al pronto soccorso per precauzione.
Quando le hanno fatto un esame, le hanno trovato un
tumore allo stomaco nel punto esatto in cui il delfino
l'aveva colpita. Fortunatamente trattabile.
Il biologo annu. Esistono molte storie simili, e
parte del mio lavoro  raccoglierle in un database e
fare in modo che vengano studiate attentamente. Come
ha suggerito, ci sono numerosi aspetti della natura
senziente non umana che vanno al di l della nostra
attuale conoscenza ma che potrebbero essere incredibilmente
utili.
La premonizione tra gli animali  ben documentata
sottoline lo scienziato. Fin dai tempi pi
antichi l'uomo ha osservato il comportamento insolito
degli animali prima dei terremoti. Animali selvatici e
domestici si impauriscono o si agitano, i cani ululano,
gli uccelli prendono il volo. Un esempio affascinante
 stato riscontrato da un biologo che studiava
l'accoppiamento dei rospi del lago di San Ruffino
nell'Italia centrale. Scopr che i maschi di un gruppo
erano passati da pi di novanta a quasi zero nel giro
di poco tempo. Poi ci fu un terremoto di magnitudo
6,4 seguito da varie scosse di assestamento. I rospi non
tornarono per altri dieci giorni. Sembra che giorni
prima avessero avvertito quello che sarebbe successo.
I movimenti della terra. Forse i rospi hanno zampe
particolarmente sensibili? sugger uno.
Se fosse cos, anche i sismologi rivelerebbero la
stessa cosa rispose lo scienziato. Probabilmente
c'era stata qualche lieve variazione del campo elettrico
e loro l'hanno captata. Ma, sapete, non sono solo
i rospi ad avere questa capacit. Il grande tsunami
che invest l'Asia nel dicembre del 2004 fu avvertito
in anticipo da molte specie. Nello Sri Lanka e a Sumatra
hanno segnalato elefanti che si sono portati a
quote pi alte molto prima che l'onda si abbattesse,
e i bufali hanno fatto qualcosa di simile. I proprietari
di alcuni cani hanno notato che questi non volevano
avvicinarsi alla spiaggia per la consueta passeggiata
mattutina.
Si potrebbe creare un sistema di allerta tsunami
usando gli animali propose Ludo.
L'ho suggerito io stesso conferm il biologo.
E se la capacit di prevedere i terremoti non
si basasse sulla sismologia o sui campi elettrici?
domand Bronnie. Se fosse una specie di coscienza
che hanno gli animali?
Intendi un meccanismo di sopravvivenza?
intervenne Ludo.
Il biologo si rivolse a entrambi. Potreste avere ragione
disse. Esistono prove che gli animali hanno
la capacit di percepire cose in modi che qualcuno
definirebbe paranormali. Come il fenomeno dei cani
che sanno quando il proprietario torna a casa.
Ha scritto un libro su questo osserv Sam.
Esatto. Non c' dubbio che certi animali sappiano
intuitivamente determinate cose, come quando il loro
padrone esce dal lavoro per tornare a casa. Ci sono
filmati di telecamere a circuito chiuso che mostrano
cani che si alzano e si mettono a sedere davanti
all'ingresso o a una finestra nel momento esatto in
cui il loro proprietario esce dall'ufficio, al di l dell'ora.
In alcuni casi si sono eccitati per l'arrivo imminente
di qualcuno che mancava da casa da giorni o da settimane
di fila. Cera un marinaio di un mercantile che
non diceva mai alla moglie quando sarebbe tornato,
nel caso avesse avuto ritardi, ma lei lo sapeva sempre
lo stesso perch glielo segnalava il cane.
Ho sempre pensato che i cani fossero speciali
da questo punto di vista dichiar un membro del
gruppo di lettura.
Stesa sullo scaffale, drizzai il pelo. Poi mi ricordai
del sogno e non lo abbassai.
Ci sono, guarda caso, anche gatti che fanno lo
stesso afferm lo scienziato. C' una splendida
storia di una coppia partita per un viaggio in barca a
vela di vari mesi che aveva chiesto ai vicini di dar da
mangiare al proprio gatto. Neanche loro sapevano con
esattezza quando sarebbero tornati. Una volta a casa,
hanno trovato un filone di pane fresco e un litro di
latte in frigorifero. I vicini li attendevano perch per la
prima volta dalla loro partenza il loro gatto era uscito
nel parcheggio davanti al palazzo e aveva passato tutto
il giorno l a guardare la strada.
Sorrisero tutti.
Si potrebbe sostenere che sapere da dove arrivi
il tuo prossimo pasto sia un fattore importante per
la sopravvivenza disse lo scienziato guardando
Ludo. In modo analogo molti dati dimostrano che
numerosi animali, soprattutto quelli pi a rischio
di essere predati, sono in grado di avvertire quando
vengono fssati, il che potrebbe essere cruciale per la
loro sopravvivenza.
Ha scritto un libro anche su questo annunci
Sam.
Il biologo rise.
Ci sono ulteriori aspetti della natura senziente
degli animali che si spingono anche oltre. Pensiamo
al lavoro della dottoressa Irene Pepperberg con un
pappagallo cenerino chiamato Alex, descritto in un
libro il cui autore non sono io sorrise a Sam ma che
ha ispirato altri ricercatori.  ben noto che i pappagalli
hanno la capacit non solo di imparare le parole,
ma anche di usarle in base al senso. Conoscono la
differenza tra rosso e verde, quadrato e cerchio, e cos
via. Capiscono inoltre, e sono in grado di comunicarla,
la differenza tra presente e assente.
Un'altra ricercatrice che aveva un pappagallo
cenerino ha notato che sembrava leggerle nel pensiero.
Una volta, mentre prendeva il telefono per chiamare
il suo amico Rob, il pappagallo ha esclamato: Ciao,
Rob. In un'altra occasione stava guardando la foto di
un'auto viola e il pappagallo, che in quel momento
era di sopra, ha gridato: Guarda che bel viola. Ma
l'episodio pi affascinante di tutti  avvenuto quando
la proprietaria ha fatto un sogno in cui usava un
riproduttore di cassette. Il pappagallo, che dormiva
vicino a lei, ha detto a voce alta: Devi premere
il pulsante mentre stava per farlo in sogno. L'ha
svegliata!
Le leggeva la mente? chiese Bronnie.
Il pappagallo  stato sottoposto a rigorosi test a
questo proposito. Adesso semplifico molto, ma in
sostanza hanno registrato le sue reazioni mentre
cercava di identificare le immagini che la sua proprietaria
guardava in un'altra stanza. Erano foto di una
bottiglia, di un fiore, di un libro, persino di un corpo
nudo. Tra l'altro, il pappagallo ha azzeccato quella del
corpo nudo. Su settantuno ne ha identificate in media
ventitr, un numero troppo elevato per poter essere
considerato casuale.
Quello che ci indica tutto ci afferm il biologo
 che gli esseri non umani non solo condividono con
noi molti aspetti della coscienza, ma possiedono anche
varie capacit percettive che in certi casi sono persino
pi fini delle nostre.
Pi sofisticate sugger qualcuno.
Questo  un giudizio di valore osserv sorridendo
il biologo. Ma qualcuno concorderebbe.
Non dobbiamo scordarci per che c' molto che non
sappiamo della coscienza umana.
Durante tutto il tempo in cui il biologo aveva parlato,
Lobsang aveva ascoltato con attenzione: una presenza
placida con la sua veste rossa addosso. Alla fine chiese:
 la coscienza umana che la porta a McLeod Ganj?.
Lo scienziato annu. Il buddismo ha molto da insegnare
al mondo circa la natura della mente: cos',
cosa non , in che modo le teorie creano divisioni nella
nostra conoscenza della coscienza che in realt non
esistono.
La mente trascende il mondo del pensiero afferm
Lobsang.
Il biologo incroci il suo sguardo con un'aria di
notevole intesa. Esatto. E questa semplice ma profonda
verit  qualcosa che noi umani troviamo difficile
capire.
Quella sera andai a lezione di yoga con Serena. Nelle
ultime due settimane ero diventata una presenza
abituale. Invece di starmene seduta sola in un appartamento
vuoto, preferivo di gran lunga arrampicarmi
sulla panca di legno nell'aula per ascoltare Ludo e
guardare i suoi allievi svolgere la sequenza di asana
che mi era sempre pi familiare. Mi interessavano particolarmente
i discorsi sulla terrazza che seguivano
la lezione, il calore della compagnia di cui godevo,
seduta sul tappeto; mentre Serena e gli altri sorseggiavano
il t verde, le montagne davano corso al loro
rito serale, con le cime ghiacciate che passavano dal
bianco all'oro brunito al rosso ciliegia, e il sole volgeva
lentamente al tramonto.
La lezione di quella sera stava procedendo nel solito
modo: gli studenti avevano effettuato le sequenze di
asana in piedi prima di prendere i materassini e iniziare
le torsioni da seduti. Con addosso un paio di
pantaloni larghi e una maglietta, Ludo girava scalzo
per la stanza modificando una posizione qui, dando
un suggerimento l, studiando sempre la postura di
ogni allievo con occhio scientifico.
Mentre era in piedi con le spalle rivolte all'esterno,
intento a seguire la classe in Marichyasana III, la posizione
del saggio, notai un movimento improvviso.
Sul balcone dietro di lui, apparentemente dal nulla,
apparve un grosso ratto che si ferm sulla sciarpa di
Serena, gettata come al solito sulla balaustra prima
dell'inizio della lezione.
Non finger che sia stata proprio la posizione del
ratto a farmi reagire in quel modo, malgrado sapessi
quanto significasse quella sciarpa per lei. Sebbene
logora e sbiadita, la sciarpa gialla con i fiori di ibisco
ricamati aveva un grande valore affettivo, perch
era l'unico dono di suo padre che ancora possedesse.
L'avevo sentita raccontare la storia di quando gliel'aveva
data una sera sul loro terrazzo. Serena aveva dodici
anni.
Davanti alla sgradevole vista del roditore produssi
un verso di cui neppure io pensavo di essere capace.
Basso e forte, era un avvertimento tanto terribile che
vidi il gelo nello sguardo di Ludo quando mi fiss
prima di voltarsi a guardare fuori. Non appena lo fece,
il ratto era sparito. Usc sulla terrazza fermandosi solo
per un istante prima di rientrare svelto.
Per favore, alzatevi tutti con calma, prendete le
vostre scarpe e uscite. C' un incendio qui accanto!
Guardando l'indiano alto e giovanile in seconda fila
chiese: Sid, sai usare l'estintore che  sul balcone?.
Lui annu.
Vado a prenderne un altro in cucina e ti raggiungo
da dietro.
Tutti gli altri si affrettarono a mettersi le scarpe e a
uscire. Serena mi afferr passando. Nel giro di pochi
istanti eravamo ammassati dall'altra parte della strada,
di fronte alla casa di Ludo, stupefatti da quanto stava
accadendo in quella vicina.
Le fiamme guizzavano da una finestra della facciata.
Il fumo nero usciva a sbuffi, misto a un odore di
olio. Le grondaie bruciavano gi. Lo spazio tra di esse
e quelle di Ludo era molto ridotto.
Serena mi strinse forte a s con una mano, mentre
con l'altra chiamava i vigili del fuoco di Dharamsala.
Numerosi allievi si precipitarono nella casa accanto
per vedere cosa potessero fare dall'interno. Altri ancora
si dispersero in cerca di manichette e di secchi
d'acqua.
Dall'angolo della terrazza Sid bombard di schiuma
le grondaie di Ludo prima di puntare l'estintore
contro le fiamme che uscivano dalla finestra della
cucina dell'altra casa. Ludo usc di corsa con un altro
estintore proprio mentre una palla di fuoco esplodeva
distruggendo il tetto della cucina. Lo punt verso
l'alto spruzzando un getto potente di schiuma che fece
indietreggiare completamente le fiamme. Pochi attimi
dopo tuttavia queste ripresero vigore a breve distanza.
Sukie e Merrilee riapparvero portando l'estremit
di un tubo da giardino da una casa lungo la strada.
Non avvicinatevi assolutamente alla cucina con
quello! grid Ludo. Probabilmente l'incendio  stato
scatenato dall'olio. Usatelo per bagnare i muri! La
donna e i tre bambini che vivevano nell'abitazione
stavano impotenti su un lato della strada. Con il
suo permesso Ludo entr in casa cercando la fonte
dell'incendio. Le finestre brillavano di un arancione
cupo a causa del fumo. Dopo due spruzzate di schiuma
l'arancione divenne nero.
Fuori sul balcone Sid, tutto sporco di fumo, stava
cercando di domare il fuoco sulle grondaie. Le fiamme
ardevano pericolosamente vicine al tetto di Ludo, ma
appena le soffocava riprendevano vita. Pi insisteva,
pi lo spruzzo dell'estintore si affievoliva. Alla fine
cess del tutto. Le fiamme si levarono di nuovo guadagnando
terreno sulle grondaie dei vicini, poi passarono
senza difficolt sulla casa di Ludo.
Grida d'allarme si levarono da tutte le persone radunate
allesterno. A Serena avevano detto che sarebbe
arrivata un'autopompa nel giro di venti minuti. Ma nel
frattempo la casa di Ludo e lo studio di yoga sarebbero
stati completamente inghiottiti dalle fiamme.
Sid scomparve dal balcone e riemerse dalla porta
principale. Ci servono pi estintori! grid guardando
lungo la strada.
Gli altri stanno chiedendo ai vicini url di rimando
Serena. Due persone stanno andando in macchina
dal ferramenta.
Una poderosa esplosione all'interno dell'abitazione
vicina fu seguita da una palla di fuoco che usc
dalla finestra della cucina e risal il fianco della casa
di Ludo. Anche il suo darsi da fare all'interno pareva
inutile. Usc agitando l'estintore.
 vuoto! grid attraversando di corsa la strada.
Per un istante Ludo e Sid rimasero a guardare il
fuoco. Aveva attaccato le grondaie e il tetto dei vicini
e si era diffuso alla terrazza di Ludo. Gli allievi che
spruzzavano acqua sui muri di entrambe le costruzioni
stavano faticando invano. In men che non si dica
tutto il tetto sarebbe stato avvolto dalle fiamme, e subito
dopo anche quello di Ludo.
Si era formata una folla di curiosi, vicini e passanti
sbigottiti, ansiosi e incantati dalla conflagrazione.
Sembr un secolo dopo, ma probabilmente fu soltanto
dopo alcuni minuti che una vecchia Mercedes bianca
risal veloce la strada nella nostra direzione. Inchiod
bruscamente davanti alla casa in fiamme. Prima
che si fermasse, alcuni uomini con una livrea candida
immacolata e un cappello marrone balzarono gi da
dietro. Tenevano in mano estintori molto pi grandi
di quelli usati da Ludo e Sid.
Si apr la portiera del passeggero e scese una figura
nota con una giacca scura e un cappello grigio. Era
nientemeno che il maharaja in persona. Sid e Ludo accorsero
mentre apriva il bagagliaio e presero altri due
estintori grandi. Brandendone uno, Ludo condusse il
personale nella casa dei vicini mentre Sid e il maharaja
entrarono nella sua. Due allievi presero gli estintori
restanti e li seguirono.
In meno di un minuto tutto ci che restava del
fuoco erano i rivoli di un liquido scuro, schiumoso,
che colavano dai fianchi di entrambe le case fino in
strada, e l'odore acre del fumo e dei fumi chimici. In
lontananza udimmo una sirena mentre l'autopompa
si avvicinava.
Dopo che il maharaja e i suoi assistenti se ne furono
andati, i vigili del fuoco controllarono i danni. Numerosi
pali di sostegno erano bruciati e finch non
fossero stati sostituiti la terrazza non sarebbe tornata
sicura. I mobili erano scivolati di lato, l dove il pavimento
sembrava sul punto di cedere da un momento
all'altro. Guardandosi attorno nell'edificio che era stato
la sua casa e il suo studio di yoga per decenni, Ludo
sembr sollevato che non fosse andato completamente
distrutto. Nonostante i danni, disse che le cose sarebbero
potute andare molto, molto peggio.
Se non fosse stato per il maharaja osserv Serena
mettendosi la sua sciarpa preferita sulle spalle chiss
come sarebbe andata a finire...
Ci furono mormorii di assenso. Ludo e Sid si scambiarono
un'occhiata eloquente.
Gli allievi rientrarono radunandosi come le sere
passate, stavolta all'interno. Serena aveva ordinato
del cibo da asporto all'Himalaya Book Caf e fecero
passare i cartoni delle pizze insieme a una caraffa di
vino rosso, utile a calmare i nervi.
Quello che sto cercando di capire riflett Sukie
 come il maharaja abbia saputo dell'incendio.
Forse gli hanno telefonato sugger Ewing.
Si dice che sia molto disponibile nei confronti
della comunit aggiunse qualcuno.
Anch'io l'ho sentito dire concord Serena. E
la sera sembra spesso farsi due passi in questa strada.
Forse ha visto di persona l'incendio.
Comunque sia, non so come potr ringraziarlo
per aver salvato la mia casa dichiar Ludo.
Non voleva fermarsi a bere un po' di vino? chiese
Merrilee con la sua voce da fumatrice riempiendosi
il bicchiere.
Probabilmente non beve rispose Sid. Ed  molto
riservato. Non ama la confusione.
Dovr organizzare un incontro personale per
ringraziarlo propose Ludo.
Molto meglio convenne lui. Penso per che ti
stia scordando della vera eroina della serata, senza il
quale l'incendio avrebbe fatto molti pi danni prima
che qualcuno capisse cosa stava accadendo.
Ci fu un attimo di silenzio, poi si voltarono tutti a
guardarmi.
Swami!
Hai ragione esclam Ludo alzandosi e avvicinandosi
a me, seduta accanto a Serena. Sembr prostrarsi
quando si inginocchi sul tappeto di fronte a
dov'ero.
Non penso che scorder mai il verso che hai fatto
disse accarezzandomi in segno di apprezzamento.
Da brivido comment Merrilee tremando.
Mi ha fatto venire la pelle d'oca disse Sukie.
Chiss come fanno a saperlo... osserv Carlos
sistemandosi la sua caratteristica bandana.
Oh, penso che i gatti sappiano molto pi di quello
che pensiamo replic Ludo. Anche pi di quello che
siamo disposti ad ammettere a noi stessi.
Dopo un istante Serena disse: Come dicevamo
prima al caff.
Ludo, Sid e molti altri assentirono.
Per quanti non erano presenti a pranzo, Serena
ripet quello che l'illustre biologo aveva detto a proposito
della coscienza degli animali. Ci ha raccontato
che gli esseri non umani hanno la capacit di percepire
cose che noi non avvertiamo.
Evidentemente siamo senzienti in modi che la gente
in genere non si sofferma neppure a considerare.
Una volta ho sentito di un maialino afferm
Ewing, che una notte ha svegliato i suoi proprietari
tirando loro le coperte. La casa stava andando a
fuoco mentre continuavano a dormire. Pensano che
il maialino abbia salvato loro la vita.
Proprio come Swami mi ha aiutato a salvare lo
studio e la casa osserv Ludo.
Credi che abbia sentito l'odore del fuoco? chiese
uno yogi chiamato Jordan.
Odore?
Oppure potrebbe aver visto il fumo disse un
altro.
Il sesto senso afferm Carlos proponendo una
spiegazione molto pi lusinghiera.
Ricordai l'enorme ratto spuntato dal nulla e lo
shock che avevo provato vedendolo, seguito dall'urlo
involontario che la sua comparsa mi aveva provocato.
Sicuramente ha saputo avvertirci! concluse
Merrilee.
Ludo mi guard con un'espressione di profonda
gratitudine.
Per questo, Swami, sarai sempre l'ospite d'onore
nel mio studio.
Solo pi tardi, mentre ce ne stavamo andando e tutti
si stavano mettendo le scarpe nell'atrio, Merrilee not
la sciarpa di Serena.
Sei stata fortunata esclam prendendone l'orlo
tra pollice e indice. Di solito la lasci...
... sul balcone termin lei. Sarebbe finita in
fumo.
Ma stasera no?
Questa  la cosa strana fece Serena. Giurerei
di averla lasciata fuori. Invece a quanto pare era qui,
vicino alla mia borsa, fin dall'inizio.
Non pensi...? inizi a dire Merrilee.
Eccola! intervenne Sid accarezzandomi il muso
con la punta delle dita mentre Serena mi teneva stretta.
Un essere molto speciale.
Che cosa mi faceva sentire cos vicina a quell'indiano
alto con gli occhi che gli brillavano?
Colei prosegu che tanto sa ma poco dice.
Lo guardai ricordando il ratto sulla sciarpa. Se io
sapevo molto ma dicevo poco, di quell'uomo cosa si
sarebbe potuto dire?
Pi tardi quella sera mi acciambellai sulla coperta
di yak che Sua Santit teneva sul letto a mio uso
esclusivo. Mentre mi trovavo in quello stato dolce e
sonnolento, tra la veglia e il sonno, mi tornarono in
mente le immagini del sogno della notte precedente
e dell'incendio di quella sera. Pensai a ci che aveva
detto il biologo a proposito della natura senziente degli
animali. Mi resi conto che uno dei fatti pi ovvi ma
ignorati sulla felicit  che tutti noi sem chens, esseri
umani, felini e persino i ratti, siamo uguali nel desiderarla.
Se ciascuno di noi  stato un sem chen diverso
in una vita precedente, e potrebbe esserlo di nuovo in
futuro, allora la felicit di tutti gli esseri viventi, al di
l della specie,  l'unico nostro scopo degno.


8.

La mia indagine sull'arte di fare le fusa aveva riservato
colpi di scena pi avvincenti di quanto avessi mai
immaginato. Eppure, nonostante la saggezza acquisita
nelle ultime settimane, restava ancora un interrogativo
fondamentale sulla felicit che mi turbava: perch
mentre me ne andavo in giro contenta pensando
agli affari miei venivo sopraffatta senza una ragione
apparente da una sensazione di inquietudine? Come
poteva una mattina fruttuosa di meditazione, di toletta
e di esercizi di chitarra - cos noi gatti chiamiamo la
fase pi intima del nostro rito di pulizia - diventare
inspiegabilmente cupa e grigia? Come poteva un pomeriggio
all'Himalaya Book Caf, iniziato con l'arrivo
molto promettente di un piattino di trota bollita,
concludersi in modo fiacco e noioso? In certi casi
non succedeva niente che causasse quel cambiamento
d'umore. Se fossi stata scacciata da un davanzale, se
un bambino dispettoso mi avesse tirato la coda o se mi
avessero svegliata da un sonnellino per costringermi a
posare per una foto - questo  il prezzo della fama - la
mia irritabilit sarebbe stata del tutto comprensibile.
Ma niente di tutto ci mi aveva turbato, quindi
c'era dell'altro.
La saggezza che avevo ricevuto stando seduta in
grembo al Dalai Lama mi aveva reso molto pi consapevole
di quanto accadeva nella mia mente e molto
meno soggetta a quegli invisibili alti e bassi. Ci nonostante
era innegabile che i sentimenti piacevoli, positivi,
potevano cedere sottilmente il posto a un umore
pi cupo. E cos fu quando un mattino, senza alcuno
sforzo da parte mia, la verit mi si present in tutta
la sua evidenza.
Tutto cominci quando Tenzin si avvicin a dov'ero
distesa, in cima allo schedario.
Forse ti interesser sapere, GSS, che la tua persona
preferita al mondo torner stamattina.
Il Dalai Lama? In base ai miei calcoli era esattamente
a nove sonni di distanza, senza contare i pisolini.
Tra due settimane Sua Santit torner tra noi
prosegu Tenzin. Appena arriver sar molto, molto
impegnato. Avr tanti ospiti a cui pensare. Per questo la
nostra rinomata chef viene a fare il punto della situazione.
Vuole che sia tutto in ordine prima del suo arrivo.
Stava arrivando la signora Trinci! La regina della
cucina di Jokhang nonch mia generosa benefattrice!
Mentre mi accarezzava la guancia, gli presi l'indice
tra i denti tenendolo per qualche istante prima di
leccargli un residuo di sapone carbolico.
Sogghign. Oh piccola Leonessa delle Nevi, sei
troppo divertente. Oggi per la signora Trinci non
cuciner niente, quindi non andare in cucina aspettandoti
qualche bocconcino.
Incrociai il suo sguardo di avvertimento rivolgendogli
con le iridi azzurre una delle mie occhiate pi
imperiose. Per essere un diplomatico esperto, Tenzin
sapeva essere straordinariamente ottuso. Pensava
davvero che la signora Trinci potesse resistermi, soprattutto
dopo un'assenza cos lunga? Sarebbe bastato
un solo sguardo affettuoso dei miei occhi blu. Forse
una strusciata implorante della coda attorno alle sue
gambe. Tutt'al pi un languido miao, e la rinomata
chef di Jokhang si sarebbe intenerita preparandomi un
piattino speciale per il mio diletto prima che chiunque
potesse dire fegato di pollo a dadini.
Con uno slancio nella mia andatura innegabilmente
irregolare, andai subito di sotto.
Arrivai in cucina e trovai la signora Trinci con il
suo solito grembiule addosso, un portablocco e una
penna in mano, intenta a leggere un elenco di voci
mentre Lobsang e Serena rispondevano rispettivamente
dalla cella frigorifera e dalla dispensa.
Dieci confezioni da mezzo chilo di yogurt naturale
greco?
S rispose Lobsang.
Quando scadono?
Alla fine del mese prossimo.
Tutte?
Ci fu un attimo di silenzio.
S.
Prugne denocciolate? Dovrebbero essercene quattro
barattoli grandi.
Ce ne sono soltanto tre rispose Serena.
Oh, porca miseria! Maledizione! Ora ricordo.
Uno si era arrugginito all'interno. Abbiamo dovuto
buttarlo.
Notando un movimento con la coda dell'occhio si
gir e mi vide avanzare dondolando verso di lei.
Amore mio! In un istante il suo tono cambi,
diventando cos adorante e caloroso che persino
io ebbi difficolt a credere di essere la causa di tale
mutamento.
Come sta la mia bella? Mi tir su da terra, mi
copr di baci e mi pos sul banco. Mi sei mancata
tanto! E io, ti sono mancata?
Mentre mi passava le dita ingioiellate nella folta
pelliccia, feci le fusa in segno di apprezzamento.
Era un preludio deliziosamente familiare a quella
che ero certa sarebbe stata un'esperienza ancora pi
appagante.
Qui abbiamo finito? grid Lobsang dalla cella
frigorifera.
Per il momento rispose sbadata la signora Trinci.
Pausa per il t!
Pesc nella sua borsa capiente, prese un contenitore
di plastica e tolse il coperchio. Ti ho tenuto un
piccolo assaggio del gulash di ieri mi disse. L'ho
scaldato prima di venire. Spero che sia all'altezza del
tuo palato raffinato. Il gulash all'ungherese della signora
Trinci era meravigliosamente succulento e la
salsa sublime, tanto da scatenare un fremito in tutte
le mie vibrisse.
Oh, tesorino mio! esclam studiandomi attentamente
con i suoi occhi color ambra, le ciglia truccate
con il mascara, mentre mi chinavo per divorare il
gulash con rumorosa soddisfazione. Sei davvero la
creatura pi bella che sia mai esistita sussurr.
Un po' di tempo dopo la signora Trinci, Serena e Lobsang erano seduti sugli sgabelli al banco della cucina
a sorseggiare il t e a sgranocchiare un dolce al cocco
che la chef aveva portato con s.
Grazie mille disse Lobsang sollevando il pezzo
che stava mangiando e rivolgendole un ampio sorriso.
 stata molto gentile a ricordarsi. La torta al cocco
era la sua preferita fin da quando era bambino.
Ridacchiarono tutti.
Proprio come ai vecchi tempi osserv Serena.
Ah, s. La signora Trinci sospir felice. Quando
 stata l'ultima volta che abbiamo lavorato insieme
qui? Dodici anni fa?
Dopo un breve silenzio Lobsang disse: Credo
quattordici.
Chi avrebbe pensato che i miei due aiutanti avrebbero
fatto tanta strada da soli, eh? Il traduttore del
Dalai Lama. Una chef di spicco dall'Europa. Tutto
cambia.
L'impermanenza concord Lobsang.
Be', non tutto  cambiato osserv Serena. Siamo
appena pi vecchi, abbiamo visto un po' il mondo
ma siamo sempre gli stessi. Soprattutto per quanto
riguarda l'idea di ci che conta. Guard Lobsang.
Quella non  cambiata.
Lui fiss nel vuoto con aria meditativa per alcuni
istanti prima di rispondere.  vero. Penso ancora che
la torta al cocco di tua madre sia la migliore tra tutti
i dolci.
Mentre ridevano, incroci lo sguardo di Serena con
gli occhi che gli luccicavano. Per esempio.
Per esempio ripet lei.
Immagino che sia per questo d'un tratto si fece
serio che  cos difficile cambiare direzione una
volta che imbocchi una determinata strada. L'aura
di tranquillit che di solito emanava aveva lasciato il
posto all'incertezza. La signora Trinci lanci a Serena
uno sguardo eloquente. Avevano chiaramente discusso
della questione a cui si riferiva Lobsang, qualsiasi essa
fosse. Non potendo sopportare di vederlo cos, la
signora Trinci si alz, gli si avvicin e con un gran
tintinnio di braccialetti lo abbracci.
Ovviamente  un periodo difficile per te, mio caro
Lobsang disse. Ma sappi che qualsiasi decisione
prenderai, avrai tutto il mio appoggio!
Non molto tempo dopo bussarono alla porta della cucina
e Lama Tsering entr. Alto, magro, con un volto
decisamente ascetico, Lama Tsering era il responsabile
della disciplina del monastero di Namgyal: controllava
il comportamento dei monaci durante le funzioni al
tempio e anche mentre svolgevano altre attivit. Appena
apparve, Lobsang scatt in piedi, pos la tazza e
giunse i palmi all'altezza del cuore.
Lui fece un profondo inchino. Buongiorno a voi.
Buongiorno, Lama. La signora Trinci sembr
agitarsi in sua presenza.
Tenzin mi ha detto che si trovava qui oggi disse
incrociando il suo sguardo con aria sincera. Sono
venuto a chiederle un suo consiglio, con molta
franchezza.
Un mio consiglio? esclam la signora Trinci sorridendo
nervosa.
In tema di nutrizione prosegu lui.
Mamma mia! Pensavo di aver fatto qualcosa di
male!
Lama Tsering pieg la testa di lato e con una pallidissima
ombra di sorriso disse: Perch dovrebbe
pensare una cosa del genere?.
La signora Trinci scosse energicamente la testa prima
di passargli il vassoio con la torta di cocco. Ne
prenda un pezzo esclam. Vuole una tazza di t?
Lama Tsering la studi con interesse. Sembra
molto buona osserv. Ma prima ho bisogno di sapere
una cosa. Recuperato un piccolo notes dalla tasca
della veste, lo apr a una pagina su cui aveva preso
appunti. Ha un... controll ci che aveva scritto
... indice glicemico basso? Un IG basso?
Piuttosto basso lo rassicur lei.
Mamma! la rimprover Serena mentre Lama
Tsering ne prendeva una fetta.
La signora Trinci scroll le spalle.  tutto relativo.
Il monaco ne assaggi un pezzetto, poi osserv:
Diciamo moderatamente basso?.
Fino a molto alto sugger Serena prima che tutti,
persino lui, scoppiassero a ridere.
Perch si interessa all'indice glicemico? gli
domand la signora Trinci.
Essendo il responsabile della disciplina del monastero
rispose  mio dovere assicurarmi che
tutti i monaci seguano buone abitudini, pratichino
l'autocontrollo e soprattutto siano appagati. Si
picchiett il cuore. Ma ho scoperto solo di recente
quanto sia importante la nutrizione a questo scopo.
Una dieta bilanciata afferm Serena.
Soprattutto per quanto riguarda il glucosio.
Lama Tsering lo disse con tale autorit che fu chiaro
che aveva fatto le sue ricerche, cos come lo fu che noi
non avevamo considerato il problema neanche per un
istante.
I nostri monaci hanno bisogno di due cose per
poter sperimentare l'appagamento e il successo:
l'intelligenza e l'autocontrollo. Non esistono metodi
noti per aumentare l'intelligenza. Ma per
l'autocontrollo, la forza di volont,  diverso. Anche
in Occidente gli scienziati stanno scoprendo
l'importanza dell'intelligenza emotiva.
Lobsang annu. Conosceva molto bene il lavoro
di Daniel Goleman, che aveva passato tanto tempo
con Sua Santit e i cui libri sull'intelligenza emotiva
e sull'intelligenza sociale erano famosi in tutto il mondo.
L'esperimento dei marshmallow alla Stanford University disse.
Un fattore predittivo molto efficace del successo
convenne Lama Tsering. Notando l'aria perplessa
della signora Trinci e di Serena, aggiunse: Negli
anni Sessanta alcuni bambini piccoli sono stati
portati in una stanza uno alla volta e i ricercatori
hanno fatto un patto con loro. A ogni bimbo  stato
dato un marshmallow dicendogli che avrebbe potuto
mangiarlo subito se avesse voluto, ma che se avesse
aspettato il ritorno dei ricercatori dopo una breve
assenza, avrebbe potuto averne uno in pi. I ricercatori
se ne sono andati per quindici minuti. Alcuni bambini
hanno mangiato subito i dolciumi. Altri sono riusciti
a trattenersi e ne hanno avuti due.
I bambini con maggiore autocontrollo hanno
ottenuto in seguito voti pi alti, hanno presentato
minori problemi di alcol o droga e da adulti guadagnavano
di pi. Gli scienziati hanno dimostrato che
l'autocontrollo  un indicatore del successo futuro
migliore anche rispetto all'intelligenza.
Oh cielo mormor la signora Trinci. Io avrei
mangiato subito il marshmallow!
Lama Tsering ignor l'interruzione. Nel corso degli
anni abbiamo osservato lo stesso con i nostri monaci.
Non  sempre il pi intelligente che riesce a realizzarsi.
Sono quelli che sono disposti ad applicarsi.
Ma in che modo il glucosio influenza tutto ci?
chiese Serena.
Ho appreso di recente che uno dei fattori principali
che condizionano la forza di volont  la quantit di
glucosio che abbiamo in corpo spieg Lama Tsering.
Un livello basso di glucosio diminuisce la capacit
di autoregolarsi, di controllare i propri pensieri, le
emozioni, gli impulsi e il comportamento. Quando
passa molto tempo dall'ultima volta che hanno
mangiato, le persone in genere si sentono tese e non
riescono a pensare lucidamente.
S, ne ho sentito parlare comment Lobsang,
indotto a intervenire da un ricordo. C' uno studio
in cui hanno valutato le modalit con cui ai prigionieri
veniva concessa o meno la libert provvisoria.
La signora Trinci e Serena lo guardarono interessate.
Alla fine spieg Lobsang non aveva niente a
che fare con il reato commesso, il loro comportamento
in carcere, la razza o altre variabili che si potrebbero
immaginare. Tutto ruotava attorno all'ora in cui erano
comparsi davanti alla commissione e al grado di stanchezza
o di fame dei suoi membri. Pi si avvicinava
l'ora in cui avevano fatto colazione o pranzato, pi
aumentavano le probabilit che venissero rilasciati in
via provvisoria. Ma col passare del mattino o del pomeriggio
i membri della commissione diventavano
sempre pi stanchi e affamati, e crescevano dunque
le probabilit che negassero il rilascio.
 un ottimo esempio osserv Lama Tsering
annotandoselo. E penso che lo abbiamo provato
tutti. Quando siamo stanchi e affamati, qualsiasi cosa
diventa molto faticosa.
Il che  esattamente il motivo per cui ci stiamo
godendo la nostra torta al cocco esclam la signora
Trinci. E perch mi accerto sempre che la piccola
Leonessa delle Nevi di Sua Santit non debba mai
provare... Si interruppe in cerca della parola giusta.
La fatica decisionale? sugger Lobsang.
Purch avessi la pancia piena di gulash, poteva fare
tutte le battute che voleva sul mio conto, pensai,
leccando gli ultimi resti della ricca salsa nella ciotola.
Allora signora Trinci afferm Lama Tsering
sventolando un fascio di carte con la mano destra.
Ho qui con me il men ufficiale delle cucine del
monastero. Mi chiedo se possa aiutarmi a migliorarlo.
Per abbassare l'indice glicemico dei pasti? chiese
lei.
Esatto.
Dovete optare per i cibi che vengono bruciati
lentamente disse la chef prendendo le carte. Frutta
secca con guscio, verdure, frutta fresca, formaggio, oli
e altri grassi salutari. Alimenti che favoriscono un migliore
equilibrio degli zuccheri nel sangue. Scorrendo
la lista inizi a scuotere la testa. Riso bianco? Pane
bianco? Tutti i giorni? No,  troppo!
Lama Tsering la guard studiare l'elenco con aria di
approvazione. Sar interessante osservare che differenza
faranno alcuni semplici cambiamenti in cucina
concluse.
Guarda caso anche all'Himalaya Book Caf si stava
discutendo di introdurre qualche novit nel men. In
particolare, dopo il banchetto indiano inaugurale, si
era presentata un'occasione interessante.
All'avvicinarsi del secondo banchetto arriv una
raffica di prenotazioni da parte dei locali che avevano
partecipato al primo, di amici che avevano sentito
i loro commenti entusiasti e dei direttori d'albergo
che avrebbero cos garantito ai loro ospiti una serata
memorabile.
Senza neanche bisogno di appendere una locandina
alla finestra, una settimana prima del secondo
banchetto indiano il locale era gi al completo.
Alcuni clienti che erano venuti al primo avevano
inoltre chiesto a Serena, a titolo di favore eccezionale,
la ricetta del loro piatto preferito. In certi casi si trattava
delle pakora di verdure, in altri del Malabar fsh
curry. Serena, sempre generosa, li aveva accontentati
dando loro le ricette che lei e i fratelli Dragpa avevano
elaborato, adattato e perfezionato in tanto tempo.
Ma non era servito.
La prima a lamentarsi fu Helen Cartwright, la sua
amica dai tempi della scuola. Lei e Serena si stavano
godendo un cappuccino a met mattina, circa una
settimana dopo che Serena le aveva passato la ricetta
per cucinare il pollo al mango. Dal portariviste sentii
Helen dire che aveva voluto prepararlo come piatto
speciale per la sua famiglia realizzando tuttavia solo
una pallida imitazione del trionfo gastronomico di
Serena.
Serena volle sapere se aveva seguito passo per passo
le istruzioni. Aveva lasciato marinare il pollo? E per
quanto tempo? Soltanto molte domande dopo individu
la vera causa della delusione di Helen.
Qualche giorno pi tardi ci fu un discorso simile.
Merrilee della classe di yoga aveva provato la ricetta
del rogan josh con risultati altrettanto fallimentari.
In quell'occasione Serena era andata dritta al cuore
del problema. Merrilee aveva usato tutte le spezie
dell'elenco? Beh, la maggior parte, aveva risposto lei.
In alcuni casi non aveva quelle giuste, in fondo ce ne
erano cos tante, e aveva provato a sostituirle. Quanto
fresche erano le spezie? Aveva indagato Serena.
Merrilee era stata costretta ad ammettere che almeno
una era rimasta nel portaspezie per quasi dieci anni,
forse pi.
Quando Serena ebbe rilevato l'evidente ragione del
suo disastro culinario, Merrilee sembr imbarazzata
per un istante, poi disse, scherzando solo in parte, che
se le avesse dato non solo la ricetta ma anche il giusto
mix di spezie fresche, il suo successo in cucina sarebbe
stato garantito.
Una persona meno compassionevole l'avrebbe liquidata
senza pensarci due volte. Ma riflettendo sulla
delusione degli amici e sulla scarsa probabilit che
avessero facilmente accesso a tutte le spezie fresche e
di qualit che teneva in dispensa, decise di assecondarla.
Su sua richiesta i fratelli Dragpa prepararono e
sigillarono due sacchetti di spezie miste per il pollo al
mango e il rogan josh. Serena ne diede uno a Helen e
uno a Merrilee.
Non dovette attendere molto la risposta. Nel giro
di alcuni giorni tornarono euforiche descrivendo la
bont dei piatti e i pareri entusiasti di amici e familiari.
Tutte e due confessarono inoltre di non sentirsi degne
delle lodi. Io in realt non ho fatto niente. Chiunque
pu cospargere di roba un pezzo di pollo e grigliarlo
mezzora dopo. Sono le spezie che fanno il piatto
sintetizz Helen.
Fu Merrilee a suggerirle di dare un taglio commerciale
all'iniziativa. Perch non metti in vendita il mix
di spezie? propose. Sarei la tua prima cliente.
Serena aveva accettato il suggerimento abbinando
il sacchetto di spezie al riso e alla frutta secca con guscio,
in modo che le uniche cose da comprare fossero
la verdura fresca o la carne. Sam studi la grafica della
ricetta al computer e la stamp su una carta color ambra
con il logo dell'Himalaya Book Caf.
Le confezioni presero a uscire dal locale una dopo
l'altra, alla volta della cerchia di amici di Serena, ma
anche dei clienti abituali e degli allievi dello studio di
yoga. Appena si sparse la voce, la vetrinetta sul banco
fu sostituita da un'altra pi grande. E il giorno in cui
Sam comunic ai partecipanti del primo banchetto
indiano la novit dei pacchetti di spezie, arrivarono
ordini per quantit dieci volte superiori a quelle
preparate fino ad allora. Cerano richieste persino da
posti lontani come Seul, Cracovia, Miami e Praga, da
parte di visitatori che avevano cenato al caff mentre
si trovavano a Dharamsala. La gente era pi che disposta
a pagare per essere in grado di preparare un
piatto straordinario senza doverci pensare troppo o
prepararsi a lungo.
Dopo l'entusiasmo iniziale l'interesse per i pacchetti
di spezie non accenn a diminuire. Il fatto che garantissero
risultati sopraffini faceva s che appena qualcuno
ne utilizzava uno voleva subito ordinarne un altro,
o anche pi, di ogni variante. Ben lungi dall'essere un
fenomeno isolato o una moda passeggera, le confezioni
divennero sempre pi popolari, tanto che portavano
ogni settimana pi clienti nel locale e ulteriori
ordini online.
Fu durante il rito della cioccolata calda a fine giornata
che Sam fece una rivelazione straordinaria. Come va
con Bhadrak? chiese a Serena. Nipote adolescente
degli chef, Bhadrak era stato assunto part-time al solo
scopo di preparare le confezioni di spezie sotto l'occhio
attento degli zii quando il compito era diventato
eccessivo per loro.
Mi sembra bene rispose lei.  lento, molto, ma
meticoloso. Preferisco cos piuttosto che il contrario.
Controllo qualit concord Sam.
I suoi zii gli hanno messo il timore di Dio in corpo
a questo proposito osserv Serena.
Di quale dio? fece Sam.
Di tutti quanti! replic Serena sogghignando.
Nonostante fosse cresciuta in India, trovava ancora
piuttosto sconcertante che ci fossero tante divinit.
Mi stavo divertendo con un foglio di calcolo...
Sam indic con un cenno alcune carte sul tavolo tra loro.
 una frase molto alla Sam!
Sul serio, credo che persino tu troverai interessante
questa cosa obiett. Nell'ultima settimana ho scoperto
una nuova tendenza a proposito dei pacchetti
di spezie. Col senno di poi immagino che fosse
prevedibile, ma non ci avevo pensato.
Serena inarc le sopracciglia.
Il passaparola. E non parlo solo dei residenti.
Stiamo prendendo ordini da amici di persone che
hanno fatto visita al caff. In un caso una gastronomia
di Portland, nell'Oregon, ha ordinato venti confezioni
per tipo.
Bhadrak continuer ad avere da fare comment
Serena.
Sam comprese che non coglieva ancora quello che
per lui era ovvio. Penso che potrebbe andare oltre tutto
ci. Tanto interesse dopo un solo banchetto indiano e
senza promozione online. Tra gli articoli elencati sul
nostro sito non ci sono nemmeno i pacchetti di spezie.
Probabilmente  solo un fuoco di paglia disse
Serena alzando le spalle. Tra un paio di mesi la novit
sar passata e...
Oppure potrebbe andare nell'altro modo. Il Sam
nuovo, pi audace, non aveva problemi a confutare
una teoria. Il secondo banchetto potrebbe sfruttare
l'impulso del primo. Potresti includere nel prezzo un
pacchetto di spezie per ogni cliente, gratuitamente
dato che  il primo. Ancor pi persone vorranno
provarle e le compreranno. Raccogliendo i fogli sul
tavolo, prese una pagina di proiezioni e gliela porse.
Guarda cosa succederebbe se le vendite seguissero
lo stesso modello del primo banchetto.
Cos' questo a sinistra? chiese lei indicando un
grafico.
Le vendite in dollari statunitensi.
Sembr sorpresa. E questa rossa? Indic la linea
che piegava bruscamente verso l'alto.
Quella si basa su una proiezione conservativa
di ci che accadrebbe se dovessimo promuovere le
confezioni di spezie a tutte le persone inserite nel
database.
Strabiliante! Serena sgran gli occhi.
Non ho nemmeno considerato nessun altro fattore
che potrebbe intervenire. Come se ti facessi un
po' di pubblicit. Le promozioni online. O magari
ulteriori ordini dalla gastronomia di Portland o da
negozi simili.
Serena si raddrizz sul divano. Queste cifre...
Stava scuotendo stupefatta la testa.
Ora capisci perch dicevo che era divertente?
disse scherzando.
Lei annu sfoderando un sorriso.
Pi che semplicemente divertente si corresse
Sam. La gran cosa  che potremmo entrare nel
sistema degli ordini ripetitivi. I turisti fanno visita al
caff due o tre volte al massimo. Comprano forse un
paio di libri o di oggetti regalo e basta. Ma quello che
hai creato permette loro, in senso letterale, di continuare
ad assaporare la vacanza all'infinito.
Mantiene il rapporto aggiunse Serena.
Esatto! Sam aveva gli occhi che gli brillavano. E
non solo, guarda i numeri.
Vedo. Con un volume del genere saranno necessari
pi di un Bhadrak part-time e di qualche salto al
mercato. Dovr trovare una fonte che ci garantisca
l'approvvigionamento delle spezie.
Problemi che vale la pena di risolvere afferm
Sam esortandola a passare all'ultimo foglio che
mostrava gli incassi del caff e della libreria, con in
pi le proiezioni di quelli relativi alle confezioni di
spezie. Guarda l'ultima riga.
Wow\ Serena fiss le cifre.
Dopo un attimo di silenzio Sam disse:  un'attivit
completamente nuova.
Studiarono a lungo i dati. Serena era raggiante di
fronte alle nuove possibilit, poi divenne seria. Hai
sentito Frane per la contabilit? chiese.
La domanda era molto pi rilevante di quanto sembrasse.
Visto tutto quello che Frane stava affrontando
in seguito alla morte del padre, Serena e Sam avevano
deciso di non dare gran risalto al primo banchetto
indiano. Per lo avevano indicato in una riga a parte
dei rendiconti che gli mandavano ogni mese insieme
a una breve spiegazione di ogni voce. Quella relativa al
banchetto indicava un incasso record per una sera in
cui il locale di solito era chiuso. E gli avevano chiesto:
Ti piace?
Notando la sua espressione, Sam scosse la testa.
No.
Finch non lo sentiamo...
Sam raccolse le carte e le impil sul tavolino. S disse.
Per qualche tempo rimasero seduti ad accarezzare
i loro amici sem chens. I due cani sfregavano felici la
testa sui cuscini mentre io segnalavo il mio appagamento
con fusa delicate.
A proposito di cibo... riflett Serena dopo un po'
oggi ho sentito cose interessanti sulla nutrizione e
sull'autocontrollo. Descrisse la visita del responsabile
della disciplina del monastero di Namgyal.
Mi chiedo se valga lo stesso per questi piccoli
disse guardando me e i cani. Suppongo che la
nutrizione possa influenzare il loro stato d'animo in
qualsiasi momento del giorno.
Sam alz momentaneamente lo sguardo passando
in rassegna la sua memoria enciclopedica. Ricordo
di aver letto da qualche parte che la dieta ideale per un
gatto adulto  di circa quattordici porzioni al giorno,
ciascuna grande quanto un topo.
Quattordici?! esclam Serena.
Lui scroll le spalle. Tolti il pelo e gli ossi, un topo
medio non  molto calorico.
Direi di no ammise.
Ci sono probabilmente parallelismi con l'alimentazione
umana. Tutti gli animali hanno bisogno del
giusto equilibrio di acqua, proteine e vitamine.
 incredibile pensare a quanto il nostro umore sia
influenzato dal cibo che mangiamo riflett Serena.
La felicit  chimica osserv Sam.
Serena apparve dubbiosa. Forse non solo. Ma c'entra
di sicuro la chimica.
 un fattore.
Un fattore importante lo corresse lei.
Oh, dolcissima Rinpoche esclam chinandosi
e baciandomi affettuosa sulla testa. Spero tanto che
tu sia una piccola Leonessa delle Nevi chimicamente
soddisfatta!
S, pensai. Dopo una porzione formato topo di
latte senza lattosio lo ero senza alcun dubbio. E oltre
ai gustosi pasti che avevo consumato quel giorno - lo
squisito gulash della signora Trinci era l'indiscusso
piatto forte - ero anche giunta a cogliere un aspetto
sorprendente della felicit, che altrimenti sarebbe forse
rimasto un grande mistero.
Avevo scoperto perch in una mattina assolutamente
piacevole potevo sentirmi d'un tratto suscettibile
e annoiata. La ragione, caro lettore, era il cibo.
Per gli esseri umani una dieta a basso contenuto di
zuccheri sembra essere il modo migliore per tenere
lontani tedio e malcontento, e la possibilit che venga
negata la libert provvisoria a chi la chiede. Per quanto
riguarda noi felini, che c' di meglio di uno spuntino
appetitoso di grandezza topo per aggiustare le cose?
Due giorni dopo Sam chiam Serena dalla zona
ristorante.
Avvicinandosi lo vide seduto al computer, cupo in
volto. Ho appena sentito Frane per la contabilit la
inform.
Lei non ebbe bisogno di guardare lo schermo per
conoscere l'esito. Quando tuttavia lo fece, vide la risposta
di Frane alla domanda Ti piace? In fondo alla
pagina, a grandi lettere maiuscole, aveva scritto: NON
MI PIACE! Aveva persino sottolineato le parole per
enfatizzarle.
Sam stava scuotendo la testa. Proprio non capisco.
Non mi stupisco del tutto afferm lei scostandosi
dal computer. La visione che Frane ha sempre avuto
del caff  quella di un'oasi occidentale, di un'enclave
isolata dal mondo esterno.
Anche quando i nostri clienti approvano alla
grande aprendo il portafoglio?
Serena scroll le spalle, ma la delusione sulla sua
faccia era innegabile. Ogni pensiero di futuri banchetti
indiani, mix di spezie, promozioni online svan in un
attimo. E nel contempo si instaur un senso di inquietudine
per il futuro dell'Himalaya Book Caf: stavamo
entrando in acque inesplorate.


9.

Ci sono poche cose pi sgradevoli del trovare un uomo
con una faccia da scimmia piazzato sulla sedia di
un amico adorato.
Be', forse un paio di cose ci sono, come essere costretta
a scappare da due retriever che sbavano dalla
foga e dover salire su un muro alto o scoprire di essere
stata un cane nella vita passata. Ad ogni modo, capirete
certamente il mio sgomento quando un mattino,
circa una settimana prima del ritorno previsto del Dalai
Lama, entrai di soppiatto nell'ufficio degli assistenti
esecutivi e invece di trovare la sedia davanti a Tenzin
vuota, la vidi occupata da un piccolo monaco dalle
fattezze ruvide. Restai cos sconvolta quando osservai
il suo volto oltremodo scavato che per poco non
mi ribaltai sulla schiena. Aveva una bocca minuscola,
denti da cavallo ed era assolutamente senza mento. La
sua espressione sembrava fssa in una smorfia.
Mi chiesi se stesse accadendo davvero o se stessi
facendo uno di quei sogni assurdi, angosciosi, che
precedono l'alba. Invece no, tutto il resto era proprio
come doveva essere. Tenzin stava scrivendo con calma
una lettera al presidente francese. Dalla parte opposta
del cortile arrivava il canto dei monaci. Il profumo del
caff tostato misto a quello dell'incenso Nag Champa
si spargeva in corridoio. Era solo un'altra giornata in
ufficio... tranne che per quella strana apparizione.
Tenzin mi salut con la sua solita formalit. Buongiorno,
GSS.
Feci qualche passo verso di lui e detti un'occhiata
intorno.
La gatta del Dalai Lama spieg all'altro. Ama
stare seduta sul nostro schedario.
Il monaco grugn in segno di conferma lanciando
solo una velocissima occhiata nella mia direzione prima
di continuare a lavorare al computer di Chogyal.
Sono abituata, caro lettore, a suscitare tante reazioni
quando faccio la mia comparsa: dall'essere inseguita
da segugi diabolici al vedere i monaci di Namgyal prostrarsi
davanti a me. Quello per a cui non sono abituata
 essere ignorata. Accucciandomi per un istante,
spiccai un balzo atterrando traballante con un tonfo
sulla scrivania di Chogyal. Be', pensai, ora Venerabile
Faccia di Scimmia non potr ignorarmi.
Eppure lo fece! Ci fu un momento iniziale di incredulit
quando fiss la mia sagoma meravigliosamente
morbida, e per gran parte delle persone irresistibile,
poggiata su un testo antico. Poi torn bruscamente al
monitor del computer come se fngesse che non fosse
successo, come se potesse cancellare l'accaduto.
Stavo attirando molto di pi l'attenzione di Tenzin,
che seguiva i miei movimenti con la sua consueta inscrutabilit
diplomatica. Per lo conoscevo abbastanza
da capire che dietro quel volto impassibile c'era una
grande attivit in corso. Se non mi sbagliavo, sembrava
trovare il mio arrivo imprevisto piuttosto divertente.
Dopo alcuni lunghi minuti durante i quali il monaco
continu a ignorarmi, con gli occhi incollati allo
schermo come se la sua vita dipendesse da esso, mi
resi conto che stando seduta sul suo tavolo non avrei
ottenuto nulla. Mi diressi allora a passo lento su quello
di Tenzin, avendo cura di lasciare l'impronta della mia
zampa sull'elegante carta da lettera incisa del Palazzo
dell'Eliseo prima di sfiorargli il polso con la coda.
Era il mio modo di dirgli: Su, su, caro Tenzin, sai
bene quanto me che qui c' qualcosa che non  come
dovrebbe. Saltai quindi sullo schedario alle sue spalle
e dopo una rapidissima lavata dietro le orecchie mi
sistemai per il pisolino mattutino.
Ma il sonno non arrivava. Mentre stavo accovacciata
come una sfinge con le zampe ripiegate con cura
sotto di me a osservare la stanza, i miei pensieri tornarono
a Venerabile Faccia di Scimmia. Sembrava che
stesse lavorando a qualcosa sotto la supervisione di
Tenzin. Ma per quanto tempo? Se ne sarebbe andato
alla fine della mattina? Alla fine del giorno?
Un nuovo pensiero mi allarm: e se fosse stato
convocato per svolgere il lavoro di Chogyal? Poteva
essere un incarico a tempo pieno? Era un'idea di per
s agghiacciante! Se ne stava seduto l tutto cupo
e concentrato, niente a che vedere con il cordiale,
paffuto e benevolo Chogyal. Se Venerabile Faccia di
Scimmia fosse stato un elemento permanente, l'ufficio
degli assistenti esecutivi non sarebbe stato un
luogo in cui avrei voluto trascorrere il mio tempo. Da
rifugio accogliente, opportunamente vicino all'appartamento
che dividevo con Sua Santit, sarebbe
diventato un luogo vietato, da evitare con cura. Che
terribile colpo di scena! Dove avrei passato il tempo
in assenza del Dalai Lama? Come poteva capitare
questo a me, GSS?
Il monaco era ancora l quando andai all'Himalaya
Book Caf per pranzo, ma grazie a Dio al mio ritorno
non c'era pi. Ero immobile sulla soglia a guardare
Tenzin impegnato ad archiviare alcuni documenti
quando arriv Lobsang. Dopo avermi accarezzato pi
volte, entr nell'ufficio con le mani giunte dietro di s
e si appoggi al muro.
Allora, com' andata con il primo della tua breve
lista? chiese a Tenzin guardando il punto dove fino
a poco prima cera il monaco.
 molto diligente. Ha una mente assai acuta.
A-ha.
Sbriga il lavoro Tenzin schiocc le dita cos.
Stavo seguendo attentamente il discorso guardando
ora l'uno ora l'altro.
 tenuto in grande considerazione dagli abati dei
nostri monasteri principali afferm Lobsang.
Tenzin assent.  importante.
Cruciale.
Ci fu silenzio prima che Lobsang lo sollecitasse.
Sento un ma.
Tenzin lo guard calmo. Se dovesse avere a che
fare solo con gli abati, sarebbe una cosa. Ma chiunque
ricoprir questa posizione dovr andare d'accordo con
un'ampia rosa di persone. Guardandomi, si corresse
in fretta. Di esseri.
Lobsang segu il suo sguardo. Incapace di trattenersi,
si avvicin, mi prese e mi tenne in braccio.  un
po' carente per quanto riguarda le capacit relazionali,
vero?
 molto riservato afferm Tenzin.  perfetto
quando si tratta di discutere di questioni relative agli
scritti. L va sul sicuro. Ma le sfide pi grandi di questo
incarico sono sempre i problemi legati alle persone.
La soluzione dei conflitti.
Dare una scala agli altri perch possano scendere.
Esatto. Una cosa in cui Chogyal era molto bravo.
Aveva un modo di indurre le persone a pensare
che le sue idee fossero le loro e di far leva sulle loro
motivazioni pi nobili.
Un dono raro.
Tenzin annu.
Difficile da eguagliare.
Lobsang mi stava massaggiando la fronte con la
punta delle dita, proprio come piaceva a me. Deduco
che non abbia socializzato con GSS...
Sembrava non sapesse come reagire. Era come se
fosse arrivata dallo spazio.
Lobsang sogghign. Allora cos'ha fatto?
L'ha semplicemente ignorata.
Ignorata? Come ha potuto farti una cosa del
genere? Lobsang fiss i miei grandi occhi azzurri.
Non ha capito che la decisione finale spetta a te?
Esatto. Capire chi esercita davvero l'influenza 
un altro requisito del lavoro.
E questi esseri non sono sempre quelli che ti
aspetti... Giusto, GSS?
Due giorni dopo, arrivando, trovai la sedia di Chogyal
occupata da una montagna d'uomo con una testa
grossa come un masso e le braccia pi lunghe che
avessi mai visto.
Ah, s. E questo chi ? Prima che si potesse dire
Om mani padme hum, mi prese per la collottola, mi
sollev e mi tenne sospesa a mezz'aria strangolandomi
a poco a poco come se fossi un intruso sfacciato.
Quella spieg in fretta Tenzin  la Gatta di Sua
Santit, GSS. Ama sedersi sul nostro schedario.
Capisco. Il gigante si alz, mi afferr con l'altra
mano, mi port sullo schedario e mi pos cos energicamente
che sentii una ftta di dolore nelle zampe
posteriori.
 una meraviglia, vero? osserv schiacciandomi
mentre mi passava la mano sulla schiena.
Miagolai lamentosa.
 molto delicata disse Tenzin. E molto amata.
Mentre il monaco tornava al suo posto, scrutai l'ufficio
tremando. Mai prima di allora ero stata trattata
cos rudemente a Jokhang. Mai afferrata per il collo con tanta noncuranza ed esaminata come se fossi
un'attrazione da zoo. Per la prima volta da quando
avevo memoria provai davvero paura in quel posto.
Quel mostro non aveva idea della forza che possedeva.
Non voleva farmi del male. Mettendomi sullo schedario
pensava probabilmente di risparmiarmi la fatica
di saltarci. Ma tutto quello a cui riuscivo a pensare
era come fuggire il pi in fretta possibile senza che
mi toccasse di nuovo.
Rimasi seduta attendendo con ansia il momento.
Mentre Tenzin esaminava le raccomandazioni
di una proposta della Croce Rossa, alla scrivania di
fronte lo Strangolatore di Gatti lavorava frenetico.
Preparava e-mail, leggeva documenti, vi allegava note
riepilogative, il tutto con grande vigore. Chiudeva
con forza i cassetti. Sbatteva la cornetta del telefono
sulla staffa. L'aria stessa nella stanza sfrigolava di
energia. A un certo punto, quando Tenzin fece una
battuta, il grande mostro scoppi in una risata fragorosa
e le ondate di ilarit si propagarono lungo
tutto il pavimento.
Appena annunci che sarebbe andato a farsi un
caff offrendosi di prepararne uno per Tenzin, sgattaiolai
gi dallo schedario e fuggii. Mi affrettai, molto
prima del solito, in direzione dell'Himalaya Book Caf
e mi ritrovai a pensare come, in confronto, Venerabile
Faccia di Scimmia fosse infinitamente preferibile. Mi
ero sentita offesa quando mi aveva ignorata, ma ero
giunta a capire che era un problema suo, non mio. Il
gigante con la veste rossa era invece un pericolo fisico.
Se fosse stato scelto come successore di Chogyal,
avrei passato gran parte della mia esistenza a Jokhang
a cercare di evitarlo.
E che vita sarebbe stata?
Scossa, mi feci strada nell'ambiente confortante del
caff. Con il flusso e riflusso costante dei clienti del
ristorante e della libreria, c'era sempre grande trambusto
e mi sentivo al sicuro. E l di certo non ero mai stata
maltrattata da un gigante, con la veste rossa o meno.
Quando ero soltanto a met strada tra il portariviste
e il mio consueto posto sulla mensola in alto, mi
accorsi che nell'angolo della libreria dove di solito ci
ritrovavamo per il rito di fine giornata stava accadendo
qualcosa di particolare. Serena e Sam erano in
piedi, vicini, e stavano sussurrando in modo urgente,
confidenziale.
Chi lo d-d-dice? stava chiedendo Sam.
L'amica di Helen Cartwright conosce sua sorella,
Beryle, a San Francisco.
E quando?
Presto, molto presto. Serena aveva gli occhi sgranati.
Tipo nel giro di due settimane.
Sam stava scuotendo la testa. Non pu essere vero.
Perch no?
Ce lo avrebbe detto. Ci avrebbe scritto qualcosa
per e-mail.
Non  obbligato. Serena si morse il labbro. Pu
tornare quando gli va.
Per un po' guardarono entrambi per terra. Alla
fine Serena disse: Questo ridimensiona l'idea dei
pacchetti di spezie. Quello che pensa Frane non ha
importanza se io non lavoro neppure qui.
Tu n-n-non lo puoi sapere. Ogni autorit di Sam
era svanita.
Quello era il patto. Sono solo una custode. Una
tappabuchi. Quando abbiamo fatto l'accordo, avevo
intenzione di tornare in Europa.
Perch non gli telefoniamo?
Scosse la testa.  un suo diritto, Sam.  la sua
attivit. Immagino che dovesse succedere.
Forse possiamo chiedere in giro. Potrebbe essere
solo una voce.
Quando finirono di parlare, proseguii fino alla
mensola in cima e mi acciambellai. Anche se non era
l da molto tempo, Serena aveva portato un calore e
un'energia nel locale che lo avevano reso ancora pi
speciale. L'idea che potesse andarsene era qualcosa
a cui non volevo pensare, soprattutto con quello che
stava succedendo sulla collina.
Il giorno seguente andai di nuovo presto al caff dopo
essere uscita di soppiatto da Jokhang in caso fosse tornato
lo Strangolatore di Gatti. Quando Serena arriv
per iniziare la giornata di lavoro, capii che non c'erano
buone notizie. Si avvicin a Sam, che stava disponendo
i nuovi arrivi sugli scaffali, e gli disse cos'era successo
a lezione di yoga la sera prima. Un allievo, Reg
Goel, uno degli agenti immobiliari pi noti di McLeod
Ganj, aveva dato un'occhiata alla casa di Frane in sua
assenza. Mentre riponevano cuscini, coperte e mattoni
di legno dopo la lezione, Serena gli aveva chiesto se
avesse avuto sue notizie.
Ah, s aveva risposto lui con disinvoltura. Proprio
quel mattino era stato a casa sua per togliere i teli
dai mobili, rimettere le piante, rifornire la dispensa
e il frigorifero. Frane lo aveva chiamato la settimana
precedente. Sarebbe tornato da un giorno all'altro.
Serena era rimasta cos sconvolta che quasi non aveva
saputo cosa dire. Non se l'era sentita di restare per il
t del dopo yoga. Per combinazione Sid si era trovato
nell'atrio in quel momento e notando la sua espressione
le aveva chiesto se ci fosse qualche problema.
Con suo imbarazzo lei si era messa a piangere. Sid
l'aveva protetta con discrezione prima che qualcun
altro potesse vederla e l'aveva riaccompagnata al caff.
Serena gli aveva spiegato che l'accordo con Frane era
solo temporaneo e che per lei il suo ritorno avrebbe
significato trovarsi senza lavoro.
Poco dopo le dieci del mattino, chi arriv al locale
se non Sid? All'inizio non lo riconobbi, dato che lo
avevo visto solo con gli abiti da yoga. L sulla soglia,
alto ed elegante con il suo completo scuro, aveva un
portamento quasi regale.
Serena gli si avvicin esprimendo a gesti la sua sorpresa
e la sua gioia.
In realt sono venuto a vedere te spieg Sid
portandola nel retro del ristorante, alla panca a suo
tempo preferita da Gordon Finlay. Era il posto ideale
per una conversazione privata.
Mi dispiace avere fatto la figura della stupida ieri
sera gli disse Serena dopo che si furono seduti ed
ebbero ordinato un caff a Kusali.
Non dire cos rispose protettivo Sid. Chiunque
nella tua posizione avrebbe provato lo stesso sentimento.
La studi attentamente per un po', con lo
sguardo molto preoccupato. Ho riflettuto sulla tua
situazione. Se dovesse accadere il peggio e ti ritrovassi
senza lavoro, vorresti sempre restare a McLeod Ganj,
giusto?
Lei annu. Ma potrebbe non essere possibile, Sid.
Mi serve un lavoro... e non uno qualsiasi. Ho sempre
pensato che lavorare in uno dei ristoranti pi importanti
d'Europa fosse l'unica cosa che volevo. Ma pi
sto qui pi mi rendo conto che in realt non mi appagherebbe.
Ho scoperto altre cose che mi gratificano
in modo pi significativo.
Come i banchetti indiani e i pacchetti di spezie?
Scroll le spalle. Adesso  tutto un po' ipotetico,
non trovi?
Lui si appoggi al divanetto. O  il contrario?
Serena aggrott la fronte.
Ricordo che hai raccontato al gruppo di yoga del
successo avuto dalle confezioni di spezie afferm.
Che hai dovuto assumere un nuovo dipendente solo
per gestire gli ordini.
Ora  l rispose lei piegando la testa in direzione
della cucina. Da un giorno all'altro ne hanno ordinate
altre duecento.
 esattamente quello che sto dicendo.
Ma se non lavoro qui... non riuscendo a seguirlo
si interruppe.
Hai anche detto che Frane non vuole continuare
con i banchetti indiani e via discorrendo.
Annu.
Quello che sto pensando prosegu Sid  che se
torna a fare il gestore e mantiene il solito men, non
ci sar conflitto di interessi se continui a produrre le
confezioni di spezie.
Lei spalanc gli occhi. Ma dove?
Ci sono molti locali disponibili nei dintorni.
Non lo so, Sid. Stiamo di fatto iniziando ad avere
problemi di approvvigionamento.
Delle spezie?
I mercati di Dharamsala vanno bene per quantitativi
medi. Ma dobbiamo garantire la continuit delle
spezie migliori in dosi maggiori.
Questo disse Sid con enfasi,  un problema che
posso risolvere io facilmente.
Come?
Attraverso la mia attivit. Abbiamo accesso ai
produttori della regione.
Pensavo che ti occupassi di informatica osserv
lei sempre pi sconcertata.
Fu lui ad annuire stavolta. Tra le altre cose. Questioni
come il commercio equo delle spezie biologiche
sono molto importanti per la nostra comunit e anche
per me.
Durante le conversazioni del dopoyoga sul balcone
di Ludo, Sid aveva spesso fatto riferimento alla nostra
comunit. Era qualcosa, Serena cominci a capire, che
nasceva da un coinvolgimento personale profondo.
Per la parola biologiche le fece scattare un campanello
d'allarme. Ma il prezzo?
Acquisteremmo per vie dirette. Il prezzo sarebbe
probabilmente inferiore a quello che paghi al mercato.
Aveva parlato al plurale, not lei sorseggiando il
suo caff. Pos la tazza e mise la mano sul tavolino.
Sai, anche se dovessi iniziare un'attivit a s stante,
l'unica ragione per cui i pacchetti di spezie stanno
andando cos bene  l'Himalaya Book Caf.
Sid sorrise con uno sguardo affettuoso negli occhi.
Le mise per un attimo la mano sulla sua. Serena,
l'Himalaya Book Caf  stata la ragione per cui ti 
venuta l'idea. Ma un modello di affari di successo non
dipende da esso. Le due cose sono del tutto distinte.
Serena riflett e colse la verit di quanto lui stava
dicendo. Ovviamente il motivo per cui continuavano
a ordinare le spezie non era l'Himalaya Book Caf,
bens il loro sapore, la praticit e il prezzo. Ancora
pi importante per lei in quel momento era tuttavia
la ragione per cui lo stava dicendo.
Sid aveva evidentemente pensato molto a lei e alle
sfide che si trovava davanti, pi di quanto Serena avesse
ritenuto probabile fino a un giorno prima.
Mentre meditava su tutto ci, le balzarono in mente
altri particolari. La frequenza con cui Sid si era seduto
accanto a lei sulla terrazza dopo le lezioni di yoga.
La sua gioia quando aveva annunciato l'intenzione di
rimanere a McLeod Ganj invece di tornare in Europa.
La preoccupazione che aveva mostrato quando gli
aveva riferito che Frane aveva perso suo padre. Tutto
puntava nella stessa direzione.
Cos come Sam non si era accorto di Bronnie finch
lei non gli si era parata di fronte e gli aveva dato
la mano, solo allora Serena not veramente Sid per la
prima volta. Poteva anche essere stato sempre l, ma
solo in quell'istante cominci a capire... e nel farlo
sorrise.
E il marketing? chiese vagamente distratta. Il
database dei clienti appartiene all'Himalaya Book Caf.
Frane sembra un uomo ragionevole osserv Sid.
Anche se non volesse continuare l'attivit delle spezie,
non ci sarebbe conflitto se ti girasse dei clienti,
magari in cambio di una percentuale.
Lei annu. Sarebbe ottimo come reddito integrativo.
Ma se dovessi mettermi in proprio...
Avresti bisogno di una distribuzione molto pi
ampia, a livello ideale all'estero. C' qualcuno che
probabilmente potrebbe aiutarti.
Oh?
L'hai gi incontrato.
Di nuovo quella frase. Qui?
Non ricordo il suo nome, ma hai detto che era
uno degli uomini d'affari di maggior successo nell'industria
del fastfood.
Gordon Finlay, pens Serena. Wow! disse a voce
alta. Se mi spianasse la strada anche solo con una
catena di negozi... Stava scuotendo la testa. Non
posso credere di non averci pensato.
A volte  pi facile vedere le cose da lontano.
Sostennero a lungo l'uno lo sguardo dell'altra.
... straordinario! esclam infine Serena. Stavolta
fu lei a prendergli la mano tra le sue. Grazie,
Sid, di tutto.
Lui annu sorridendo.
Hai un biglietto da visita o qualcosa del genere?
domand Serena. Nel caso avessi bisogno di parlare
ancora con te?
Mi troverai allo studio di yoga rispose.
Tu sei sempre cos diligente comment. Io invece
questa settimana potrei non venirci con regolarit.
Non perder nessuna lezione.
Ci fu uno strano silenzio prima che lei insistesse.
Se solo potessi avere un numero di telefono o un
recapito...
Dopo un attimo, e forse con una certa riluttanza,
Sid infil la mano nella tasca della giacca, prese un
portafoglio di pelle nera e recuper un biglietto.
Non c' il tuo nome sopra not Serena mentre
lui glielo porgeva. Solo un indirizzo e un telefono.
Chiedi di Sid.
Sanno chi sei?
Sogghign. S, tutti sanno chi sono.
Serena rimase svagata per il resto del giorno. C'erano
momenti in cui alzavo lo sguardo e la notavo dietro il
banco intenta a fissare nel vuoto, cosa che non le avevo
mai visto fare. In un'occasione port una bottiglia di
Sauvignon Blanc ghiacciato dalla cantina in cucina
invece che al tavolo. In un'altra salut un cliente senza
dargli il resto. Svolgeva meccanicamente le funzioni
di maitre, ma la sua mente era altrove.
La visita di Sid era stata uno shock e nel contempo
una gioia. Com'era potuto sfuggirle? Dall'espressione
felice sul suo volto quando l'aveva toccata si era capito
cosa provasse. E si era dimostrata insolitamente imbarazzata
quando aveva compreso con quanta accortezza
avesse pensato alla sua situazione. Ma ora che Sid non
c'era, i suoi pensieri erano offuscati dal dubbio. La
notizia del ritorno imminente di Frane, la rivelazione
dell'interesse che Sid nutriva per lei, le sue proposte
d'affari audaci ma angoscianti: era molto da digerire.
Perch doveva sempre succedere tutto in una volta?
Poco dopo pranzo, un delizioso banchetto a base
di tenera sogliola alla mugnaia che divorai con molta
gratitudine, la sentii riferire parte dei suggerimenti di
Sid a Sam, ma con qualche riserva. Non so se Frane
sarebbe disposto a lasciarmi usare la mailing list afferm
confidando le sue perplessit. Sembra che non
voglia che il caff abbia contatti di quel genere.
Sam rest in silenzio.
Anche se Gordon Finlay mi spianasse davvero la
strada prosegu da questo ad avere un flusso costante
di ordini al dettaglio ce ne vuole. Come farei
nel frattempo a pagare i conti?
Era un pomeriggio strano. L'Himalaya Book Caf
era in genere un luogo allegro in cui passare il tempo,
ma quel giorno era come se la musica familiare del
locale venisse suonata in chiave minore. Nubi scure
correvano in cielo e il vento era diventato cos gelido
che alle tre Kusali dovette chiudere le porte a vetri.
Io restai soltanto perch ero molto spaventata all'idea
degli incontri che avrei potuto fare se fossi tornata
a Jokhang durante l'orario di lavoro. Al pensiero
che quel monaco enorme posasse un dito su di me
ero attraversata da un brivido fino ai miei morbidi
stivali grigi. Mancavano solo pochi giorni all'arrivo
di Sua Santit, eppure la minaccia rappresentata da
quel gigante smorzava il mio entusiasmo.
Per quanto riguardava Serena, ogni euforia che
aveva provato per la visita di Sid era pi che svanita
davanti alla preoccupazione per il ritorno di Frane.
Anche il rito della cioccolata calda di quella sera
sembr confermare quanto pericolosamente precaria
fosse diventata la situazione. Dopo il solito scambio di
segnali con Sam, and al loro posto seguita ben presto
da Kusali. Sul vassoio cerano tre tazze di cioccolata
calda - anche Bronnie era ormai una presenza abituale
- oltre ai biscotti per cani e al mio latte.
Marcel e Kyi Kyi attaccarono subito i biscotti con
avidit, come se fossero il primo cibo che vedevano
quel giorno. Io mi dedicai al latte, direi con pi decoro.
Sam arriv dalla libreria e si sedette pesantemente di
fronte a Serena.
Bronnie scende? gli chiese lei indicando con un
cenno la terza tazza di cioccolata sul vassoio.
Stasera no rispose Sam con aria stanca. Dopo un
breve silenzio aggiunse: Forse non lo far mai pi.
Oh, Sam! Serena si incup.
Lui bevve un lungo sorso di cioccolata prima di
guardarla per un attimo. Abbiamo avuto una grossa
discussione afferm.
Scaramucce tra fidanzati?
Lui scosse tristemente la testa. Di pi.
Serena rest in silenzio finch lui non le raccont.
Dice che ha sempre voluto andare a Katmandu. E
ora  saltato fuori un lavoro di volontariato proprio l.
Sembra non capire che non posso mollare la libreria
per accompagnarla.
Lei incresp le labbra.  complicato.
Lui fece un profondo sospiro.. Il lavoro o la mia
ragazza. Scelta meravigliosa.
Ormai nella libreria non cera pi nessuno e nel
locale restava solo un tavolo di clienti: quattro abituali
che indugiavano davanti ai resti della crme
brle e al caff. Con Kusali ancora in servizio, n
Serena n Sam stavano prestando grande attenzione
a quello che accadeva al di l del loro tavolo, per questo
furono presi totalmente alla sprovvista dall'arrivo
di un visitatore che sembr materializzarsi dal nulla.
Essendo il maestro di Frane e il consigliere autonominato
di Sam, non era sconosciuto al locale, ma
non lo si vedeva l da un po'. Ed era giunto solo per
uno scopo preciso.
Avvertendo un movimento sulle scale della libreria,
Sam alz lo sguardo e lo vide in piedi all'estremit
del loro tavolo. Geshe Wangpo! esclam sgranando
gli occhi.
Sam e Serena fecero per alzarsi in piedi.
State comodi! disse Geshe Wangpo con i palmi
rivolti verso di loro. Mi fermo solo un attimo, d'accordo?
Si appollai sul bracciolo del divano di Sam.
Geshe Wangpo era una figura decisamente autorevole,
bastava la sua presenza a indurre tutti in uno
stato di mite obbedienza. Mentre Serena incrociava lo
sguardo di Sam, lui afferm:  necessario coltivare
la serenit d'animo. Quando la mente ha troppi alti e
bassi non ci pu essere felicit n pace. Questo non 
utile per s e... guard di proposito Serena non lo
 per gli altri.
Lei guard a terra. Sentii allora l'intensit dello
sguardo di Geshe Wangpo posarsi su di me e mi sembr
di essere un libro aperto per lui. Pareva conoscere
esattamente i miei sentimenti per Venerabile Faccia di
Scimmia e lo Strangolatore di Gatti. Sapeva che avevo
trovato rifugio al caff, spaventata all'idea di tornare a
Jokhang, e che la mia solitamente sconfinata sicurezza
mi aveva abbandonata. Fissandolo, percepii che mi
conosceva bene come mi conoscevo io.
A quel punto Sam sembr sentirsi vulnerabile e
annu mesto. Davanti alla chiara verit non ci si poteva
nascondere.
Dopo un attimo Serena parl. Il problema  come.
Come?
 cos diffcile restare calmi, coltivare la serenit
d'animo osserv Serena quando succedono... tante
cose.
Quattro strumenti afferm Geshe Wangpo guardandoci
a turno. Primo: l'impermanenza. Non dimenticate
mai: anche questo passer. L'unica cosa che
sapete con certezza  che, al di l di come sono le cose
ora, cambieranno. Se ora state male, non c' problema.
Pi avanti starete meglio. Sapete che  vero.  sempre
stato vero, giusto? Lo  anche ora.
Stavano annuendo.
Secondo: che senso ha preoccuparsi? Se puoi fare
qualcosa, fallo. Se non puoi, che senso ha angosciarsi?
Lascia andare! Ogni minuto che passi a preoccuparti,
perdi sessanta secondi di felicit. Non permettere ai
pensieri di essere come i ladri, di rubarti la serenit.
Terzo: non giudicare. Quando dici: Quello che
 successo  un male, quante volte ti sbagli? Perdere
un lavoro pu essere proprio quello di cui hai bisogno
per iniziare una carriera di maggiore soddisfazione.
La fine di un rapporto pu aprire pi possibilit
addirittura di quelle che pensavi esistessero. Quando
succede, pensi: " male". Tempo dopo potresti pensare
che sia la cosa migliore che ti sia mai capitata.
Perci non giudicare, per quanto brutta ti sembri la
situazione al momento. Potresti sbagliarti del tutto.
Serena, Sam e io lo fissammo incantati. In quell'istante
sembrava il Buddha stesso, apparso nella nostra
nebbia per dirci proprio quello che avevamo pi
bisogno di sentirci dire.
Quarto: niente palude significa niente loto. Il pi
sublime dei fiori spunta dalla melma della palude. La
sofferenza  come la palude. Se ci rende pi umili, pi
capaci di compassione nei confronti degli altri e pi
aperti verso di loro, siamo in grado di trasformarci e
di diventare veramente belli come il loto.
Ovviamente Geshe Wangpo si alz dal bracciolo
dopo avere trasmesso il suo messaggio mi riferisco
solo alle cose sulla superfcie dell'oceano, ai venti e alle
tempeste a cui siamo tutti soggetti. Ma non scordatevi
mai si chin toccandosi il cuore con la destra che in
profondit, sotto la superfcie, tutto  bene. La mente
 sempre pura, infinita, splendente. Pi vi dimorate,
pi facile vi sar affrontare le cose temporanee della
superficie.
Non stava comunicando solo con le parole. Ci stava
mostrando anche il loro significato. In quell'istante
la realt profonda in cui tutto era bene di cui stava
parlando era tangibile. Poi se ne and, silenzioso e
inosservato com'era arrivato.
Per un po' Serena e Sam rimasero seduti, sbigottiti
da quanto era appena accaduto.
Sam fu il primo a parlare.  stato... veramente
straordinario. Il modo in cui  apparso.
Serena annu sorridendo.
Sembra che sappia con precisione cosa ti succede
nella testa prosegu lui.
E non solo quando sei insieme a lui aggiunse
Serena.
Sam incroci a lungo il suo sguardo condividendo
il proprio stupore.
Quello che ha detto  cos azzeccato comment
lei con un sorriso. Stava prendendo atto che ogni nube
si era dissolta.
Sam assent. Tanto da essere irritante.
Ridacchiarono entrambi.
Kusali apr la porta d'ingresso e la brezza serale
entr nel caff. Accanto alla finestra l'ultimo tavolo
di commensali si stava preparando a uscire.
Riflettei sul valore di quanto aveva detto Geshe
Wangpo. La felicit era possibile soltanto con la serenit
d'animo. Finch dipendeva dalle circostanze, era
sempre effmera e inaffidabile come gli eventi stessi.
Come ciuffi di pelo di gatto portati dal vento, le nostre
emozioni sarebbero state spinte di qua e di l da forze
ben superiori al nostro controllo.
Gli strumenti per coltivare la serenit d'animo
non richiedevano balzi di fede. Come aveva spiegato
Geshe Wangpo, erano pi che ovvi. Ma l'essenza
della serenit d'animo era in sostanza la familiarit
con la natura della mente stessa, la quale sapevo che
andava sviluppata con la pratica della meditazione.
Geshe Wangpo era evidentemente diventato maestro
nel farlo. Lo si capiva dal modo in cui le menti altrui
erano cos trasparenti ai suoi occhi, conseguenza
naturale del fatto che la sua era libera da qualsiasi
ottenebramento.
Pass un po' prima che Serena se ne accorgesse. Spost
rapida lo sguardo dalla faccia di Sam al divano,
poi sotto il tavolo, poi ancora al cesto sotto il banco.
I cani! esclam.
Sam si mise a sedere di scatto e chiese ansioso:
Dove sono?.
Si alzarono e controllarono nel caff e nella libreria.
Poi Serena li not stesi sul marciapiede, davanti alla
porta del locale. Mai nelle nostre riunioni di fine giornata
Marcel e Kyi Kyi avevano rinunciato al divano e
alla possibilit di ricevere una grattatina sulla pancia.
Mai erano usciti al buio a tarda sera. Era una cosa che
non succedeva mai.
Serena si scambi un'occhiata con Sam.
Lo sanno afferm.


10.

Lo sapevano eccome.
Pi tardi, dopo aver augurato la buonanotte all'ultimo
tavolo di commensali, Serena stava calcolando
l'incasso della serata. Al banco della libreria Sam faceva
lo stesso. Kusali stava dando gli ultimi ritocchi al
locale preparandolo per la colazione del giorno dopo.
Scesa dalla sezione libri, io ero sul punto di tornare
a casa.
Fuori ci fu un improvviso trambusto e guardammo
tutti verso la porta. Un grande taxi bianco si era fermato
a fianco del ristorante con le luci accese. Qualcuno
stava scendendo dal sedile posteriore. Marcel e Kyi
Kyi uggiolarono impazziti saltando addosso a una figura
con i jeans neri e una felpa. Prima ancora che si
girasse, capimmo con precisione chi fosse.
Si chin per prendere i cani sottobraccio. I latrati
cessarono di colpo, sostituiti da una frenesia di annusate,
guaiti e leccate sulla faccia. Frane gett indietro
la testa e rise di gioia.
Quando entr guard prima Serena, poi Sam, Kusali
e infine me. Sono venuto dritto da Delhi. Ho chiesto
al tassista di passare davanti al caff. Appena ho visto le
luci accese... Non aveva bisogno di spiegare mentre
stringeva felice i due cani che si divincolavano.
Serena fu la prima ad andargli incontro. Bentornato
a casa! disse stampandogli un bacio sulla
guancia.
Frane pos i cani per terra. Schizzarono immediatamente
su per i gradini mentre Sam li stava scendendo,
per tornare a precipizio da Frane, lanciarsi di nuovo
fuori, sul marciapiede, e rientrare.
Che bello averti di nuovo qui! Sam lo salut con
una stretta di mano seguita da un caloroso abbraccio.
A poca distanza Kusali giunse i palmi all'altezza
del cuore e fece un profondo inchino. Frane ricambi
sostenendo per tutto il tempo lo sguardo del capocameriere.
Namaste, Kusali.
Namaste, signore.
Frane si avvicin a dov'ero seduta e mi prese in
braccio. Piccola Rinpoche disse baciandomi sul
collo. Sono cos contento che ci sia anche tu. Senza
di te non sarebbe stato lo stesso.
Mi accoccolai tra le sue braccia.
Sam guard i cani che continuavano a correre euforici
in cerchio.
So di non avervi avvertito del mio ritorno disse
Frane a Sam e a Serena. Questo perch per un
po' voglio che continuiate a fare quello che state
facendo.
Pensi di riuscire a stare lontano da qui? comment
Serena sorridendo, senza lasciar trapelare nulla
dell'ansia che provava.
Oh, far un salto per un caff o per pranzo.
Ma gestore a tempo pieno? Scosse la testa. Non
ho grande fretta. Una delle cose che ho capito affrontando
quest'esperienza con pap  che voglio
ottenere il meglio dalla mia permanenza qui a
McLeod Ganj, con tutti questi grandi maestri. La vita
 breve. Non voglio passarla interamente a gestire un
ristorante.
I tre altri umani e io stavamo ascoltando attenti.
Se non avessi intenzione di tornare in Europa la
guard cercherei di convincerti a restare e a dividere
il compito con me.
 un'idea. Sam la guard con un ampio sorriso.
Lei inarc le sopracciglia. Ti fideresti del mio
giudizio?
Frane s'illumin. Perch non dovrei? Non abbiamo
mai avuto incassi cos alti da quando avete preso
in mano l'attivit. Senza di me sembra che tutti stiano
meglio.
Pieg la testa di lato osservando i cani. Fortunatamente
non tutti.
Serena e Sam si scambiarono un'occhiata eloquente.
 solo che... fece Serena nello stesso momento
in cui Sam afferm: Quando noi....
Si bloccarono entrambi.
Cosa? Frane guard ora l'uno ora l'altra.
I banchetti indiani riusc a dire Serena qualche
istante prima che Sam esclamasse: I pacchetti di
spezie.
Esatto! Frane aveva gli occhi che brillavano.
Ma credevamo... afferm lei.
La tua e-mail diceva... prosegu Sam.
... che l'idea non ti andava concluse Serena.
Frane si corrucci. I conti del mese scorso?
Mentre annuivano con aria grave, aggiunse: Ricordo
benissimo cosa ho scritto. NON MI PIACE. LO
ADORO!.
Sam fu improvvisamente travolto dall'emozione.
Allora la pagina doveva essere tagliata in basso!
Guard Serena mortificato. Abbiamo ricevuto solo
il primo pezzo.
Ma a lei non importava. Afferr entusiasta Frane
e lo abbracci. Non sai quanto questo.mi renda
felice!
Il mattino seguente dopo colazione emersi esitante
dall'appartamento che condividevo con Sua Santit e
percorsi in punta di piedi il corridoio che portava oltre
l'ufficio degli assistenti esecutivi. Al primo accenno
di presenza dello Strangolatore di Gatti ero pronta a
tornare di corsa nella mia tana sicura. Invece sentii
Tenzin e Lobsang discutere di un nuovo sviluppo.
Curiosa come sempre, entrai in silenzio nell'ufficio.
... completamente di sorpresa stava dicendo
Tenzin prima che mi notasse.
Mi salutarono in coro: Buongiorno, GSS.
Mi avvicinai e mi sfregai prima contro le gambe di
Lobsang, poi contro quelle di Tenzin.
Il punto  che torner tra tre giorni e appena
rientrer sar molto impegnato afferm Tenzin
riprendendo il discorso. Si chin per un attimo ad
accarezzarmi. Hai sentito, GSS? Tra tre giorni il tuo
membro preferito del personale ci riporter Sua
Santit.
Bench avessi inarcato la schiena apprezzando il
suo affetto, la notizia che l'autista di Sua Santit sarebbe
tornato a Jokhang non mi entusiasm affatto. Mi
vantavo di essere una gatta dai tanti nomi, ma quello
che mi aveva dato quell'individuo rozzo era indecoroso.
Era successo in un momento in cui i miei peggiori
istinti erano riaffiorati e avevo portato un topo
comatoso a Jokhang. Caro lettore, sai come ha osato
chiamare me? Mousie Tung!
Sua Santit sa quante difficolt abbiamo incontrato
a cercare qualcuno per l'incarico ammise Tenzin.
Con quelli che avevamo selezionato finora ci sono
stati problemi di capacit o di carattere, perci ha suggerito
questa soluzione a breve termine.
Fui enormemente sollevata. Da quello che capivo
la posizione di Chogyal non sarebbe stata usurpata
da Venerabile Faccia di Scimmia. N avrei dovuto superare
di corsa l'ufficio degli assistenti esecutivi ogni
giorno per sfuggire all'attenzione dello Strangolatore
di Gatti.
Allora quando presumi che arriver l'assistente
provvisorio? chiese Lobsang.
Tenzin guard l'orologio. Da un momento all'altro.
Ho appena mandato Tashi e Sashi a prenderlo.
Lui annu. Osservando il computer domand: E
per quanto riguarda le sue conoscenze informatiche?.
Tenzin alz le spalle. Non so se abbia nemmeno
mai usato un cellulare.
D'altronde saper leggere la mente delle persone 
sicuramente un vantaggio osserv Lobsang.
Risero prima che Tenzin commentasse: Alcune
decisioni di Sua Santit possono apparire strane al
momento, ma ho scoperto che molto spesso non lo
sono.
Dopo un po' Lobsang torn nel suo ufficio e io raggiunsi
la mia postazione in cima allo schedario. Nel
corridoio esterno si udirono dei passi leggeri, di piedi
nudi, accompagnati da voci infantili. Poi, senza
rumori n movimenti percepibili, Yogi Tarchin entr
nell'ufficio. Come la volta in cui l'avevo visto dai
Cartwright, indossava vestiti che sembravano arrivare
da un'era lontana, di broccato rosso sbiadito. Aveva un
odore d'incenso e di cedro.
Tenzin si alz in piedi. Grazie molte per essere
venuto esclam facendo un profondo inchino.
 un privilegio poter servire Sua Santit. Yogi
Tarchin ricambi l'inchino. Le mie capacit sono
scarse, ma mi metto a vostra disposizione.
Prima di tornare alla sua scrivania, Tenzin gli indic
la sedia dove era solito sedersi Chogyal. Si ritrovarono
cos faccia a faccia.
Sua Santit ti tiene in grandissima considerazione
disse Tenzin. In particolare apprezzerebbe molto che
lo aiutassi con una serie di appuntamenti monastici
delicati che avr al suo ritorno.
Ricordai le difficolt che incontrava Chogyal a quel
proposito. La politica monastica poteva essere molto
complicata e questioni come l'autorit nel campo delle
scritture, la personalit e la discendenza andavano
attentamente soppesate.
Yogi Tarchin tuttavia si limit a sogghignare. Era
una risata che mi riport subito alla mente qualcun
altro: Sua Santit stessa! Sembrava sottintendere
che, al di l della gravit di una decisione, quando
la si valutava nell'ottica della felicit duratura e
della atemporalit, poteva essere affrontata con pi
leggerezza.
Ah, s esclam Yogi Tarchin. Quando le decisioni
vengono prese per il bene di tutti, sono facili. Ma
se c' lego... diventano molto difficili!
Seduto di fronte a lui, Tenzin sembr rispondere
alla sua presenza rilassata. Lo notai appoggiarsi in
modo pi evidente del solito allo schienale, e aveva le
spalle meno rigide.
Sbrighiamo un bel po' di corrispondenza al
computer spieg Tenzin indicando lo schermo di
Chogyal. Possiamo chiamare qualcuno che ti aiuti
con gli aspetti tecnici.
Molto bene rispose Yogi Tarchin girando la sedia
in modo da essere rivolto verso lo schermo, poi afferr
il mouse e con la disinvoltura di chi aveva una certa
familiarit clicc un paio di volte. Prima dell'ultimo
ritiro ho usato Microsoft Office. E chi non ha un
account di posta elettronica? Ma, a parte questo, non
sono molto esperto di computer.
Tenzin aveva un'aria stupita. Stava senza dubbio
pensando che non si dovevano mai giudicare troppo
in fretta le capacit di uno yogi. In fondo una mente
in grado di cogliere le verit pi sottili sulla natura
della realt era pi che capace di creare un documento
Word.
Mentre mi sistemavo sullo schedario, Yogi Tarchin
alz lo sguardo dallo schermo. Oh... Sorellina!
esclam alzandosi e venendo ad accarezzarmi
con grande affetto.
 la Gatta di Sua Santit, altrimenti nota come
GSS spieg Tenzin.
Lo so. Ci siamo gi incontrati.
Perch Sorellina?
 solo un nome.  la mia Sorellina di Dharma
disse Yogi Tarchin.
Sapevamo tutti e due che si stava riferendo alla
mia relazione con Serena, ma il suo significato non
mi era mai stato pi chiaro di quel momento, assai
pi di quando lo aveva detto la prima volta. In
quell'istante sembr che condividessimo un segreto,
un'intesa, la cui verit sarebbe stata rivelata a suo
tempo.
Quando Yogi Tarchin torn alla sua scrivania,
Tenzin mi guard e sorrise. Penso che siate amici
osserv.
Yogi Tarchin annu. Da molte vite.
Notai la differenza appena misi piede nell'Himalaya
Book Caf: il cesto sotto il banco era vuoto. Per la
prima volta da quando avevo memoria nel locale non
c'erano presenze canine. Mi bloccai pi per lo stupore
che per altro. Per quanto strana possa sembrare questa
confessione, per un attimo restai davvero molto delusa.
In assenza di Frane, io e i cani eravamo diventati
buoni amici. Poi per ricordai il suo arrivo a sorpresa
la sera prima, l'euforia che avevano manifestato vedendolo,
e fui contenta per loro. Ora erano di certo a
casa con lui, tutto era bene.
Ed era la stessa sensazione che provavo all'interno
del caff. La visita di Frane poteva anche essere
durata solo dieci minuti, ma aveva avuto l'effetto
di un temporale. La tensione che si era accumulata
nei giorni precedenti si era dissipata in un unico
momento catartico. Serena aveva un nuovo slancio
nell'andatura. Sam si dava un gran da fare per allestire
una nuova vetrina permanente per i pacchetti
di spezie. Sembrava esserci fermento persino tra i
camerieri. Non c'era dubbio: all'Himalaya Book Caf
le cose stavano migliorando e c'era una persona in
particolare con cui Serena voleva condividere la buona
notizia.
Pi volte la vidi avvicinarsi al telefono sul banco
dell'ingresso, prendere il biglietto da visita di Sid e
sollevare il ricevitore. E ogni volta succedeva qualcosa
che richiedeva la sua immediata attenzione. Con tutta
quell'attivit in corso la zona anteriore del caff non
era esattamente il luogo migliore per un discorso serio.
Fu allora che, a quanto pare, le venne un'altra idea.
Prendendo il biglietto di Sid, si avvicin a Kusali.
Bougainvillea Street? chiese.  quella qui dietro,
vero? domand. Quella che prendo per andare a
yoga?
S, signorina conferm lui. Guardando il biglietto
aggiunse: Numero 108.  quello con i muri alti
bianchi e il cancello di metallo.
Sul serio? Guard nella mia direzione. Conosco
quel posto.  la sede di un ufficio?
Lui annu. Penso. C' sempre un gran viavai.
Vedevo il corso che stavano prendendo i suoi pensieri
e la mia curiosit fu subito stuzzicata. Essendo rimasta
per un'eternit sul muro, ricordavo i prati ondulati e
i cedri altissimi. Pensai alle aiuole fiorite inondate di
colori e di profumi, all'edificio che pareva notevole
ed esteso, con tante nicchie e anfratti che noi gatti
adoravamo esplorare. Decisi che sarei andata in visita
con Serena.
Rammentando la lunghezza della collina e l'impresa
della salita - me ne sarei mai scordata? - partii
in anticipo. Uscii dal caff e seguendo il vicolo posteriore,
sempre allerta per i retriever, iniziai a salire
Bougainvillea Street in direzione della propriet con il
muro bianco alto. Feci attenzione a rasentare i palazzi
e guardai frequentemente dietro di me, pronta a correre
al riparo se avessi visto i cani o Serena avvicinarsi.
Sapevo che non mi avrebbe permesso di seguirla in
un luogo tanto lontano dal caff. Ma se fossi apparsa
cos, mentre stava per entrare, che alternativa avrebbe
avuto?
Per questo, quando il cancello pedonale si apr con
un ronzio dopo che lei si era annunciata al citofono,
mi materializzai l, accanto alle sue caviglie, con molta
noncuranza. Che coincidenza!
Entrammo.
Seguimmo un sentierino lastricato fino alla casa.
Cera una rampa di gradini di marmo che conduceva
alla porta principale sotto un portico. Con le sue
colonne e le portefinestre con le maniglie d'ottone,
l'ingresso aveva un'aria formale.
Serena ne apr una e ci ritrovammo in un atrio
ampio, rivestito di legno, con tappeti indiani e un tavolo
lungo dall'aspetto molto vecchio che odorava di
lucido per mobili. Per il resto la stanza era vuota. Ma
non fu subito chiaro in che genere di edifcio fossimo
entrate. L'ingresso non era freddo e impersonale come
quello di un ufficio n caldo e accogliente come
una casa privata. Esattamente davanti c'era una porta
aperta che conduceva in un corridoio. A sinistra c'era
un'altra porta che dava su una reception. A destra una
rampa di scale.
Mentre osservavamo tutto ci, un uomo di mezza
et in camicia e cravatta spunt dal corridoio e si
avvicin.
Desidera, signora? chiese guardandomi con
un'espressione piuttosto stupita mentre me ne stavo
seduta accanto a Serena.
Lei annu. C' Sid, per favore?
L'uomo sembr disorientato.
Sid ripet Serena cercando di fugare la confusione
dell'uomo. Forse ha a che fare con l'informatica?
L'informatica? domand lui come se fosse la prima
volta che sentiva quel termine. Lanci un'occhiata
preoccupata verso le scale prima di incamminarsi in
quella direzione.
Vado a chiedere disse.
Prima che attraversasse l'atrio, udimmo una porta
aprirsi da qualche parte sopra di noi e poco dopo
Sid apparve in cima alle scale. Come il giorno prima,
indossava un abito scuro e aveva un'aria distinta e
importante.
Un attimo fa stavo guardando dalla finestra. Ho
pensato che fossi tu disse con tono stupito. E anche
contento. Ma cera pure un certo riserbo?
Grazie, Ajit disse congedando l'uomo che ci era
venuto incontro.
Ajit fece un breve inchino prima di allontanarsi in
fretta. Mentre Sid scendeva le scale, Serena mi guard
e disse: Spero che non ti dispiaccia, ma a quanto pare
sono stata seguita. Immagino che non lasci entrare i
gatti.
Giungendo ai piedi delle scale, Sid allarg le braccia.
Certo che li lascio entrare! Sempre! Un'azienda
senza gatti  un'azienda senz'anima.
Ho una notizia che volevo darti di persona
esclam Serena. Aveva uno sguardo luminoso. Spero
che non sia un problema se sono venuta nel tuo ufficio.
 perfetto rispose lui sorridendo. Andiamo in
un posto dove non saremo disturbati. Per sto aspettando
una telefonata che dovrebbe arrivare a momenti,
e dovr rispondere.
Ci fece entrare in una stanza con divani, bovindi
e quadri in cornici dorate e prosegu oltre una porta
a vetri doppia fino a una veranda che dava sui prati e
sui giardini che avevo visto tempo prima da una prospettiva
molto diversa. La veranda era arredata con
comodi mobili di bamb.
Per un attimo Serena rest in piedi a guardarsi attorno
ammirando la bellezza della propriet. C'era un
vialetto che correva lungo il perimetro, ombreggiato
da alti pini. Un movimento tra gli alberi attir la sua
attenzione.
Oh, guarda disse indicando la Mercedes bianca
che stava risalendo il vialetto a una velocit tranquilla.
Al volante c'era una figura caratteristica con una
giacca scura e un cappello grigio. Lavora qui? chiese.
S rispose Sid invitandola a sedersi. Vuoi qualcosa
da bere?
Scosse la testa. Non mi fermo molto.
Mentre Sid si sistemava su una sedia di fronte a
lei, annusai le gambe dei mobili, che avevano un odore
penetrante di cera. In piedi sulle zampe posteriori
ispezionai la stoffa dei cuscini, consumati per l'uso.
Malgrado non fossi mai stata l, mi sentii immediatamente
a casa. Balzai sulla sedia vicino a quella di
Serena per poter osservare la scena attorno a me.
Ieri sera Frane  arrivato a sorpresa al caff
esord.
Cos presto?
Annu. Non ci ha avvertiti perch non intende
riprendere a fare il gestore. Non subito. Anzi un sorriso
le illumin il volto parla di condividere il lavoro.
Vorrebbe avere pi tempo da trascorrere all'esterno
del locale.
Davvero? Sid si protese.
C' di meglio gli confid lei. La storia che non
amasse i banchetti indiani e i pacchetti di spezie  un
equivoco.
Cosa?
Un classico equivoco conferm scuotendo la
testa.  saltato fuori che in fondo al foglio aveva
scritto NON MI PIACE. LO ADORO! ma lo scanner non
ha letto l'ultima riga.
Sid sorrise illuminandosi davanti a quelle nuove
possibilit.
Cos in una breve visita...?
 cambiato tutto.
Una bussata urgente sulla portafinestra li indusse
ad alzare lo sguardo.
Un uomo in camicia e cravatta guard Sid con impellenza
annunciando: C' Ginevra in linea.
Scusami. Sid si alz in fretta. Faccio il prima
possibile.
Serena rest seduta a osservare il giardino godendosi
il sole. Il suo sguardo si spost sulla vegetazione lussureggiante,
poi torn alla porta da cui era uscito Sid.
La curiosit ebbe la meglio e and nella reception. Ho
forse bisogno di precisare che la seguii a stretto giro?
Una parete era dominata da un caminetto imponente
con una mensola che le arrivava all'altezza delle
spalle. Sopra di esso c'era un grande quadro, con la
cornice dorata, che ritraeva un indiano con un turbante,
vestito con una giacca alla coreana, i bottoni
di pietre preziose e una spada fissata in vita. Aveva
un'espressione severa... e una somiglianza inconfondibile
con Sid.
Su un'altra parete spiccavano due spade curve incrociate
in un fodero di pelle nera e oro, insieme a
diversi stendardi di seta ricamati in filigrana d'argento.
Serena osserv tutto prima di essere attirata da un
tavolino con una serie di fotografe di famiglia. Alcune
seppiate, altre a colori, raffiguravano diverse generazioni
attraverso ritratti singoli e immagini ufficiali di
gruppo. Ce ne erano numerose di Sid con i suoi genitori,
che studi con grande interesse.
Un lato del tavolino era riservato alle fotografie
di una giovane donna. In alcune era con Sid, in altre
erano insieme a una bambina. Cerano anche alcune
foto della piccola da sola a varie et.
Accanto a un bovindo si trovava il dipinto di un
palazzo con una cupola dorata. Era cinto da mura alte
e da palme dalla chioma ampia: proprio il tipo di palazzo
che Serena aveva visto sulle copertine dei volumi
patinati sull'architettura indiana che Sam vendeva in
libreria. Rimase a guardare il ritratto per un po' finch il
suono di alcune voci all'esterno attir la sua attenzione.
Dalle finestre che davano sul vialetto vedemmo la
Mercedes bianca, ora parcheggiata sotto il portico. Vicino
a essa c'era l'uomo con la giacca scura e il cappello
grigio, quello che lei aveva creduto essere il maharaja.
L'uomo che aveva chiamato Sid al telefono gli stava
parlando. Non riuscivamo a sentire i particolari, ma
era chiaro che quello che parlava stesse dando ordini
all'altro.
Serena li studi, profondamente assorta nei suoi
pensieri, cercando di trovare un senso nei suoi discorsi
enigmatici con Sid. Qualcuno sostiene che sia il maharaja
di Himachal Pradesh aveva osservato quella
sera tornando da yoga. Lui aveva risposto: Ho sentito
la stessa cosa. Ora capiva: si era mostrato in accordo
con quello che lei aveva udito e non sul fatto che fosse
la verit.
In seguito il maharaja era apparso inspiegabilmente
con gli estintori nel momento cruciale salvando la
casa e lo studio di yoga di Ludo. Se qualcuno l'avesse
chiamato, la sua tempestiva comparsa sarebbe stata
pi logica.
Soltanto il giorno prima Sid le aveva dato con difficolt
il suo biglietto da visita e quando lo aveva fatto
aveva notato che cerano i recapiti ma non il nome.
Infine c'era stata poco prima la reazione dell'impiegato,
quando lei gli aveva annunciato di essere venuta
a trovare Sid.
I sentimenti che aveva scoperto di provare per lui,
la premura e la compassione di Sid, le erano sembrati
piuttosto autentici. Ma perch tutto quel mistero?
Ci fu un rumore di passi che scendevano le scale,
poi Sid attravers l'atrio nella nostra direzione. Si
blocc di colpo quando entr nella reception e trov
Serena davanti alle foto di famiglia.
Dunque sei tu il maharaja. Aveva un tono pi
sorpreso che accusatorio.
Lui annu con aria grave.
Allora perch... ?
Ho imparato l'importanza della discrezione a caro
prezzo. Avevo intenzione di dirtelo, Serena. Non mi
aspettavo che venissi qui in questo modo.
Evidentemente.
Le indic una poltrona. Per favore, lascia che ti
spieghi.
Di nuovo si sedettero l'uno di fronte all'altra, lei
sulla poltrona, lui sul divano. E di nuovo annusai le
gambe dei mobili, stavolta esaminando le tende e i
tappeti indiani ornati con viva curiosit. Anche l tutto
sembrava fortemente familiare.
Addirittura familiare.
Mio nonno eredit un'ampia tenuta quando aveva
la mia et stava dicendo Sid a Serena. Anche in base
agli standard di ricchezza dei maharaja imperiali era
un uomo molto, molto benestante. I suoi diamanti
venivano misurati a chili, le sue perle in distese di
ettari, i lingotti d'oro a tonnellate.
Eredit inoltre pi di diecimila persone di servizio,
tra cui quaranta concubine e i loro figli, e pi di mille
guardie del corpo. Cerano venti servitori il cui unico
compito era andare a prendere l'acqua potabile per la
famiglia allargata al pozzo pi vicino che si trovava ad
alcuni chilometri di distanza.
Serena ascoltava rapita. Balzai sul divano e mi avvicinai
furtiva a Sid toccandogli la gamba con la zampa
destra. Quando non obiett, gli saltai sulle ginocchia,
girai in cerchio un paio di volte per trovare la posizione
migliore e mi sistemai sui suoi pantaloni gessati.
Appena lo feci, mi accarezz con un gesto rassicurante.
Era come se fossimo rimasti seduti cos molte
volte in passato.
Purtroppo prosegu Sid a differenza dei nostri
predecessori, mio nonno non era un uomo accorto.
Tutti si approfittavano di lui: i suoi consiglieri, la
servit, persino i cosiddetti amici. Negli anni perse
tutte le propriet e il denaro. Ricordo che mio padre
mi port a trovarlo in punto di morte. A quel tempo
il palazzo era in rovina, spogliato di quasi tutti i suoi
oggetti preziosi, eppure anche allora era invaso da
persone venute apparentemente a rendergli omaggio.
Mio padre aveva chiesto a una societ privata di
guardie del corpo di mettere degli uomini al cancello
e di perquisire chiunque all'uscita. Scosse la testa.
Non inizio neanche a descriverti i souvenir che la
gente cercava di portarsi via.
Quando mio padre divenne maharaja, ebbe un
titolo e ben poco d'altro, salvo per un edifcio fatiscente
ai piedi delle colline nella zona dell'Himalaya dove non
torn mai. Aveva scarso interesse per il commercio e
si dedic alla ricerca spirituale. Aveva inclinazione
per il buddismo, per questo mi chiam Siddhartha,
dandomi il nome del Buddha.
Feci le fusa.
Forse perch era poco legato al mondo terreno,
non si rese conto di quello che significava in realt
aver perso la fortuna di famiglia. Vivevamo ancora
come se avessimo soldi e grazie al nostro nome c'erano
sempre creditori disponibili. Mi mand a studiare
all'estero ed ebbi una relazione con una ragazza che
si illudeva di sposare un erede.
Quando infine i creditori persero la pazienza
con mio padre e cominciarono a minacciarlo, mor
d'infarto. La mia fidanzata mi lasci. Tornai a casa
trovando una madre in lutto e una montagna di debiti.
Capirai quindi Sid la fiss con uno sguardo penetrante
perch da allora sia stato molto riluttante a usare
un titolo e un nome di famiglia cos... problematici.
Serena lo guard con compassione. Mi dispiace
molto sentire tutto questo disse con affetto. Che cosa
terribile per te.
 acqua passata. Fece un brusco cenno. Da
allora ho avuto successo negli affari. Diversamente
dai miei antenati mi sono concentrato sull'obiettivo
di fare del bene alla comunit oltre che a me stesso.
Per questo mi interesso, per esempio, alle spezie del
commercio equo.
Sorrise. Sei troppo modesto. Indicando con un
gesto sia l'edifcio sia il giardino circostante aggiunse:
Mi sembra che tu abbia avuto molto successo. Questo
deve renderti felice.
Sid consider quelle parole a lungo prima di rispondere:
Credo che in realt sia il contrario. Prima
viene la felicit, poi il successo.
Mentre Serena lo ascoltava con attenzione, prosegu.
Quando tornai in India, affrontai numerose
sfide, ma nel mio cuore ero sicuro del mio scopo.
Volevo raggiungere un equilibrio nella vita che era
mancato sia a mio padre sia a mio nonno: praticare la
meditazione e lo yoga per il benessere fsico e mentale,
naturalmente, dedicarmi ad attivit lavorative che
producessero denaro per fare del bene a me stesso e
agli altri, s, anche quello; non aveva molta importanza
che vivessi e lavorassi in un piccolo appartamento di
due stanze sopra il mercato, mi sentivo gi parte della
comunit. Nel mio piccolo ero in grado di aiutare.
Quando hai l'appagamento dentro di te, che tu raggiunga
o meno i tuoi obiettivi, penso che il successo
diventi pi probabile.
Il paradosso del non attaccamento concord
Serena.
Non molti capirebbero.
Lei sostenne a lungo il suo sguardo prima di indicare
il dipinto sul muro. Quella  la tua casa di
famiglia?
Sid annu. Un quadro dell'epoca di mio nonno.
 pi o meno quasi identica ma molto, molto lentamente
la stiamo riportando al suo vecchio splendore.
 magnifico!
Il Palazzo dei Quattro Padiglioni. Un tempo era
straordinario. Oggi  solo abitabile. Mia madre si
 trasferita l un anno fa da Delhi insieme alla sua
famiglia di gatti himalayani. Proprio come lei.
Guardai interrogativa Sid.
Delhi. Dov'ero nata. Figlia di una gatta di una famiglia
ritenuta ricca, che subito dopo si era trasferita
e che nessuno era stato in grado di rintracciare.
Sembri proprio a tuo agio con lei sulle ginocchia.
Oh, s. Sono creature molto speciali, particolarmente
sensibili all'umore e alle energie delle
persone. Dopo un istante chiese: Quindi ho ragione
a pensare che potremmo lavorare insieme per far
conoscere al mondo i pacchetti di spezie?.
Per un po' parlarono di distribuzione, catene di
approvvigionamento, marketing online e pubblicit
mediante personaggi famosi. Ma percepivo che al di
l di tutto ci, stava succedendo qualcos'altro. Quel
pomeriggio, con i raggi del sole che entravano dalla
finestra, era come se Sid e Serena stessero danzando.
Poi per lei venne il momento di andare a prepararsi
per la lezione di yoga. Mentre lasciavamo la stanza,
si gir a guardare il dipinto. Mi piacerebbe molto
vedere il Palazzo dei Quattro Padiglioni. Un giorno
mi ci porterai?
Sid le rivolse un ampio sorriso. Con immenso
piacere.
Raggiungemmo tutti e tre la porta. Sid rest in cima
ai gradini e ci guard andare. '
A met strada Serena si volt. A proposito...
Siddhartha disse proteggendosi gli occhi dal sole pomeridiano
la sera dell'incendio: la mia sciarpa era
sul balcone, vero?
Ci fu un lungo silenzio prima che lui annuisse.
La brezza del tardo pomeriggio port con s l'odore
inebriante del gelsomino notturno. Serena gli mand
un bacio con la punta delle dita.
Sorridendo lui giunse i palmi all'altezza del cuore.


11.

Arriv finalmente il giorno del ritorno di Sua Santit!
Svegliandomi dal mio quarantaquattresimo sonno
solitario sulla coperta di yak, mi ricordai, prima
ancora di aprire gli occhi, che il Dalai Lama sarebbe
stato a casa nel giro di poche ore. Saltai con gioia
gi dal letto.
Fin dal mattino presto in tutto Jokhang fervevano
i preparativi. Dallo studio di Sua Santit arrivavano
i rumori degli addetti alle pulizie che davano un'ultima
spolverata e pulita con l'aspirapolvere. Quando
spuntai dal nostro appartamento, dopo aver mangiato
un boccone per colazione, stavano consegnando e disponendo
i fiori freschi nelle zone della reception per
accogliere non solo il Dalai Lama ma anche i numerosi
ospiti che ben presto avrebbe ricevuto.
Nell'ufficio degli assistenti esecutivi la sedia di Ten-
zin era vuota. Lui e l'autista erano diretti all'aeroporto
di Kangra per incontrare Sua Santit quando fosse sceso
dall'aereo. Sulla via del ritorno Tenzin lo avrebbe
ragguagliato sulle questioni pi importanti e urgenti
che richiedevano la sua attenzione.
Dalla parte opposta della scrivania Yogi Tarchin
non finiva quasi di parlare con una persona che un'altra
gli faceva nuove richieste. Ben lungi dal mostrare
segni di irritazione, era sereno, persino scherzoso
mentre si occupava di tutto. Nella stanza si respirava
un'aria di leggerezza.
Quella sensazione non era, purtroppo, altrettanto
evidente un po' pi in gi in corridoio, davanti alla
porta di Lobsang. Presenza in genere tranquilla,
appariva stranamente alterato. Lo osservai mentre
riordinava gli scaffali, cercava tra numerosi dossier
prima di posarne alcuni con cura sul tavolo e si guardava
attorno nel suo ufficio con aria svagata. Impiegai
un po' a capire quello che provava: apprensione.
Sentimenti simili non turbavano gli altri a Jokhang.
Anzi si avvertiva un fremito festoso nell'aria. Presto
Sua Santit sarebbe stato tra noi, e con lui avremmo
ritrovato anche lo scopo della nostra permanenza l.
Arriv una valanga di corrieri che portavano doni,
pacchi e corrispondenza importante. Nella sala del
personale le voci erano acute per l'urgenza e le risate
echeggiavano lungo il corridoio via via che tutti scoprivano
un nuovo senso nel loro lavoro. Dalla cucina
giungevano gli aromi inconfondibili dei piatti della
signora Trinci, intenta a preparare il pranzo per i primi
visitatori di Sua Santit.
In quanto gatta dall'intuito ben sviluppato, sapevo
esattamente quando il Dalai Lama avrebbe fatto ritorno.
Perci, invece di sdraiarmi sullo schedario nell'ufficio
degli assistenti esecutivi, optai per il mio posto
preferito quando lui era in sede: il davanzale della sala
di ricevimento principale. Era l che trascorreva gran
parte del tempo, e l io origliavo le conversazioni pi
interessanti. E, prima priorit per un gatto, potevo osservare
l'andirivieni nel cortile di sotto.
Non tutto l'andirivieni per venne attentamente
osservato. In fondo, che senso ha la colazione se
non viene seguita da un sonnellino? Per non parlare
del fatto che la lieve brezza che entrava dalla finestra
aperta aveva un effetto deliziosamente soporifero.
Un po' di tempo dopo fui svegliata da un applauso
in corridoio. La porta della sala si apr e gli addetti
alla sicurezza fecero un ultimo controllo. D'un tratto
apparve Sua Santit.
Entr e guard direttamente me. Appena i nostri
sguardi si incrociarono, fui pervasa da una felicit tanto
grande che mi sentii quasi sopraffatta. Lasciandosi
dietro il suo entourage e i suoi consiglieri, venne dritto
da me e mi prese in braccio. Come stai, mia piccola
Leonessa delle Nevi? mormor. Mi sei mancata!
Si gir e ci ritrovammo cos a guardare la valle del
Kangra dalla finestra. Sembrava che l'aria di quel mattino
himalayano non fosse mai stata cos frizzante,
il cielo mai cos terso, il profumo dei cipressi e dei
rododendri mai cos intenso. Osservando i sentieri di
pietra coperti di aghi di pino, comunicai senza parole
con Sua Santit.
Mentre facevo le fusa, sogghign piano ricordando
la nostra ultima conversazione prima che partisse.
Aveva forse bisogno di chiedermi se avessi riflettuto
sull'arte di fare le fusa?
No.
N io avevo bisogno di dirglielo, visto che conosceva
le mie esperienze con maggiore chiarezza e compassione
di quanto le conoscessi io. Il Dalai Lama era
pi che consapevole di quanto avevo appreso in sua
assenza. Sapeva che ascoltando il famoso psicologo
all'Himalaya Book Caf ero giunta a capire che, nonostante
tutte le nostre idee su quello che ci render
felici, le nostre aspettative sono spesso sbagliate. Sapeva
anche che l'osservazione di Viktor Frankl, ossia
che la felicit si verifica come effetto collaterale della
devozione di una persona a un cammino pi grande
di se stessa, era molto rilevante per me.
Grazie a Ludo dello studio di yoga avevo scoperto
che la felicit non va cercata nel passato. Gordon
Finlay aveva dimostrato che non dobbiamo attendercela
nemmeno in un futuro immaginato. Se dovevo
imparare qualcosa dalla morte prematura di Chogyal,
quel qualcosa era che solamente sviluppando un senso
profondo della labilit della vita si pu giungere a
percepirla ogni giorno per quello che : un miracolo.
Sam Goldberg e la sua formula della felicit mi
avevano convinta che, al di l delle circostanze o del
proprio carattere, ognuno di noi ha la capacit di
raggiungere una maggiore felicit mediante pratiche
come la meditazione. Per non parlare del fatto che,
quando aiutiamo gli altri, noi stessi siamo spesso i
primi a beneficiare di quell'aiuto. Esiste forse una ragione
migliore per fare le fusa?
Grazie al responsabile della disciplina del monastero
di Namgyal avevo compreso che in molti casi
l'umore  legato al cibo. E le crisi personali di Serena
e di Sam che avevano portato all'intervento a sorpresa
di Geshe Wangpo erano state una lezione pratica per
imparare a coltivare la serenit d'animo.
Siddhartha, il maharaja di Himachal Pradesh, sembrava
essere la prova vivente che la relazione tra felicit
e successo  l'opposto di quello che molti presumono.
Ma era stato Yogi Tarchin a farmi comprendere
quanto limitata fosse la visione che avevo della mia
mente e della potenzialit di essere felice. E il biologo
britannico aveva dato speranza a noi sem chens,
spiegandoci che tutti gli esseri senzienti possiedono la
capacit di conoscere a tutto campo. Che cambiamento
mozzafiato avviene quando ci vediamo come una
coscienza capace di esperienze umane, feline e persino
canine, anzich come persone, gatti o cani capaci di
esperienze consce.
Io e il Dalai Lama condividemmo la conoscenza di
tutto ci godendoci la mattinata himalayana insieme.
Come aveva promesso prima di partire per il suo
viaggio, era giunto per lui il momento di rivelare i
suoi pensieri sulle vere cause della felicit, di trasmettere
il messaggio inteso specificamente per me e per
quanti erano legati karmicamente a me. Dato che sei
rimasto con me fino a ora, caro lettore, tra questi ci
sei anche tu!
C' una saggezza speciale che riguarda la felicit
mi disse Sua Santit. Alcuni testi la chiamano il Segreto
sacro. Come la saggezza in genere,  facile da
spiegare ma non da vivere. Il Segreto sacro  questo:
se desideri porre fine alla tua sofferenza, cerca di porre
fine alla sofferenza altrui. Se desideri la felicit, cerca
la felicit altrui. Sostituire il pensare a se stessi con
il pensare agli altri: questo  il modo pi efficace per
essere felice.
Assimilai il senso delle sue parole insieme all'aria
mattutina che entrava dalla finestra. L'idea di pensare
agli altri quasi quanto a me stessa era indubbiamente
scomoda. GSS, Leonessa delle Nevi, Rinpoche, Swami,
la creatura pi bella che sia mai esistita:  lei al centro
della mia coscienza da quando mi sveglio il mattino
fino al momento di andare a dormire la sera.
Pensare troppo a se stessi  causa di grande sofferenza
afferm il Dalai Lama. Ansia, depressione,
rancore e paura peggiorano con un'attenzione eccessiva
per s. Il mantra io, io, io non  cos positivo.
Ora che lo aveva sottolineato, mi resi conto che i
momenti di maggiore infelicit erano stati quelli in
cui ero stata pi assorbita da me stessa. Quando mi
ero arrabbiata con Chogyal che aveva fatto pulire la
mia coperta, per esempio, nei miei pensieri non c'era
la felicit di nessun altro, di certo non la sua!
Sua Santit mi impart un altro insegnamento fondamentale:
Non  necessario porre fine alla sofferenza
di tutti gli esseri per porre fine alla tua, o che tutti
gli esseri siano felici perch tu lo sia. Se cos fosse
afferm sogghignando allora tutti i Buddha avrebbero
fallito!
Possiamo imparare a usare questo splendido
paradosso mi disse guardandomi nella profondit
dei miei occhi zaffiro. Sii saggiamente egoista,
piccola Leonessa delle Nevi. Trai felicit per te stessa
dandola agli altri. Rest in silenzio per un attimo
accarezzandomi il muso con straordinaria tenerezza.
Questo gi lo metti in pratica, presumo, ogni volta
che fai le fusa.
Il ritorno di Sua Santit scaten un'eccitazione pi
che sufficiente per un giorno solo. Le cose tuttavia
erano destinate a migliorare ancora. Dal momento
che alcuni delegati d'alto livello delle Nazioni Unite
si sarebbero fermati a pranzo, avrei potuto fare visita
alla signora Trinci in cucina. Come al solito, mi gratific
ricordandomi la mia bellezza unica e dandomi
una generosa porzione di gamberi succulenti con una
salsa di formaggio di capra. Aveva una cremosit cos
sopraffina che impiegai un bel po' a leccare completamente
il piattino.
Dopo mi sedetti all'esterno della cucina a lavarmi il
muso al sole del pomeriggio, sentendomi sazia e soddisfatta.
Sua Santit era rientrato in sede. La signora
Trinci sarebbe stata di nuovo una presenza regolare.
Nel mio mondo tutto era come doveva essere.
E c'era un'altra cosa a cui guardare con impazienza:
la breve cerimonia quella sera per festeggiare la riapertura
della terrazza della Downward Dog School of Yoga.
Negli ultimi giorni la facciata della casa di Ludo era
stata circondata da un nugolo di operai che avevano
sostituito le travi danneggiate dal fuoco con supporti
d'acciaio pi robusti. Avevo sentito Serena parlare con
entusiasmo del balcone ristrutturato, pi solido e largo
del precedente, dotato di un meraviglioso tappeto
intessuto a mano donato a Ludo dai suoi allievi. Dato
che la terrazza doveva ancora essere usata, Ludo aveva
deciso di celebrare l'occasione con una cerimonia
ufficiale, presieduta da un ospite misterioso.
Frequentando gli ambienti esclusivi, caro lettore,
sapevo con precisione chi fosse. Ed essendo un mio
intimo amico, sono certa che anche tu avrai capito
di chi si tratta. Dato che in quella circostanza tante
delle mie persone preferite si sarebbero riunite sotto
lo stesso tetto, decisi che avrei dovuto esserci anch'io,
la Swami della Downward Dog School of Yoga.
Iniziai a risalire Bougainvillea Street nel tardo
pomeriggio superando il negozio di spezie che settimane
prima era stato teatro di una scena di panico e
di scompiglio. Percorsi il tratto di marciapiede su cui
mi ero sentita in trappola. E mentre stavo passando
accanto al muro bianco alto della propriet di Sid accadde...
di nuovo. Gli stessi due mostri apparvero dal
nulla puntando dritti verso di me. Solo che stavolta era
diverso. Peggio. Non c'era possibilit di fuga.
Un gatto pi robusto avrebbe potuto attraversare
fulmineo la strada, scalare un muro e scappare. Ma io
conoscevo i miei limiti. Non avevo vie d'uscita.
Mi voltai verso i miei inseguitori e nel momento
stesso in cui mi furono vicini mi sedetti. La mia mossa
li colse totalmente di sorpresa mentre li vedevo avvicinarsi
chiassosi nella mia direzione pregustando un
inseguimento allettante. Allungarono le zampe davanti
a loro e si fermarono di colpo. Incombevano su di
me e fui avvolta dal loro alito caldo e solforoso. Con la
lingua penzoloni e la saliva che gocciolava dalla bocca,
avvicinarono il naso.
Cosa feci? Ringhiai. Spalancai il pi possibile la
bocca, sibilai con la furia di una divinit in collera
mille volte pi grande di loro. Il cuore mi martellava
e avevo il pelo tutto ritto. Ma mentre scoprivo i denti
e muovevo la bocca avanti e indietro, da destra a sinistra,
le due grosse bestie arretrarono piegando la testa
di lato in segno di sorpresa.
Non era l'accoglienza che si erano aspettate. N
la gradivano particolarmente. Uno accost il muso
a un paio di centimetri dal mio. Gli sferrai fulminea
una zampata a mo' di graffante rimprovero. Il mostro
lanci un guaito acuto indietreggiando di scatto in
preda al dolore.
Eravamo in stallo. Mi avevano messo con le spalle
al muro, cosa che non avevano previsto. E ora che era
successo, non sapevano che fare. La mia dimostrazione
di ferocia li aveva spiazzati del tutto.
L'uomo alto con la giacca di tweed arriv giusto in
tempo. Venite qua, voi due chiam con tono allegro.
Lasciate in pace quel povero gatto. I cani sembrarono
fin troppo sollevati di essere rimessi al guinzaglio
e portati via.
Vedendoli allontanarsi, scoprii con grande stupore
che ero rimasta molto meno traumatizzata del previsto.
Avevo affrontato la mia peggiore paura e scoperto
di essere in grado di farcela. Ero pi forte di quanto
pensassi. Era stata una prova, ma avevo mantenuto
con successo la posizione contro quei segugi sbavanti.
Proseguendo per la mia strada, rammentai le parole
di Sua Santit: pensare troppo a se stessi  causa
di sofferenza, la paura e l'ansia peggiorano quando
ci concentriamo su di noi. Mi chiesi d'un tratto se
settimane prima fossi finita tutta sporca di spezie,
bloccata sul muro, non a causa dei cani ma perch
mi ero concentrata solo sull'obiettivo di salvarmi la
pelliccia. Me la sarei cavata meglio se mi fossi fatta
valere affrontando i miei inseguitori? La cosiddetta
autoconservazione pu a volte ritorcersi contro diventando
la causa stessa del dolore?
Dopo aver respinto le due bestie, mi sentii pi forte
e sicura mentre proseguivo su per la collina. Potevo
anche essere una gatta piccola e un po' zoppicante, ma
avevo il cuore di una Leonessa delle Nevi! Avevo disorientato
i miei inseguitori. Ero Swami, la Dominatrice
di Golden retriever!
La casa di Ludo era vestita a festa per l'occasione. Una
nuova fila di bandierine tibetane dai colori vivaci svolazzava
sotto le grondaie inviando un'infinit di preghiere
nel vento. L'atrio era stato ridipinto e odorava
di vernice fresca. La scritta THE DOWNWARD DOG
SCHOOL OF YOGA era stata stampata ex novo sopra
l'ingresso.
Nello studio cerano pi persone di quante ne avessi
mai viste prima. C'erano tutti gli yogi e le yogini
abituali, tra cui Merrilee - senza fiaschetta -, Jordan
ed Ewing, mentre molti altri sembravano non aver
mai visto uno studio di yoga ma erano affascinati
dall'ospite misterioso annunciato da Ludo. Riconobbi
i clienti del caff e i residenti di McLeod Ganj che
avevo superato per la strada, persino i vicini di Ludo
da cui era partito l'incendio. Mi feci strada tra le file
di materassini per raggiungere il mio solito posto, e il
mio arrivo fu debitamente notato.
Fui contenta di trovare una persona nella fila in
fondo che, pur fuori contesto, mi era molto familiare.
Era Lobsang. Appena lo vidi, mi resi conto di quanto
apparisse sollevato. Seduto tranquillo per conto suo,
era un monaco liberato. Aveva recuperato la serenit e,
mentre mi accarezzava, il suo sguardo si riemp di pace.
Nella parte anteriore della stanza le porte scorrevoli
erano aperte offrendo una vista spettacolare
sull'Himalaya. La nuova terrazza si estendeva al di l
di un nastro di quattro colori intrecciati - blu, verde,
rosso e oro -, che si muoveva leggermente nel tardo
pomeriggio, pronto per essere tagliato nella cerimonia
ufficiale di apertura.
Ci fu un fermento nei pressi della porta, poi arriv
Serena. Guardandosi attorno, scorse Lobsang solo in
fondo e and subito da lui.
Com' andata? bisbigli sedendosi e toccandogli
il braccio.
Sorrise e annu. Sembrava avesse qualche difficolt
a parlare.
Serena aveva un'espressione affettuosa. Allora 
tutto a posto?
Non ho neppure dovuto chiederglielo riusc
infine a dire. Quando sono andato da lui, ha passato
alcuni minuti a dirmi quanto avesse apprezzato il mio
lavoro sul nuovo libro. Dopo mi ha guardato in faccia
aggiungendo: Sei ancora un uomo giovane, dotato di
molti talenti. Forse sarebbe una buona idea provare
qualcosa di nuovo, se vuoi.
Oh, Lobsang esclam abbracciandolo.
Finisco tra sei settimane le disse incurvando la
bocca in preda all'emozione. Dopo sar libero di
viaggiare.
Hai pensato a dove andare?
Sua Santit si  offerto di presentarmi all'abate
di un monastero in Thailandia. Nei suoi occhi ci fu
un lampo di eccitazione. Penso che le mie avventure
potrebbero cominciare l.
Assimilai quello che Lobsang stava dicendo con
sentimenti fortemente contrastanti. Era sempre stato
una presenza serena a Jokhang e avevo dato per
scontato che sarebbe rimasto l. Era triste che se ne
andasse. Negli ultimi mesi tuttavia avevo capito che
c'era qualcosa che non andava. Nonostante la grande
importanza del suo lavoro, era inquieto e aveva bisogno
di una nuova direzione. Il che era un'ulteriore
riprova che l'unica costante  il cambiamento.
Poco pi tardi Sam spunt dalla tenda di perline.
Dopo aver ammirato per la prima volta il meraviglioso
panorama, si guard attorno. Serena agit la mano e
lui la raggiunse, seguito da Bronnie. Si sedettero vicino
a lei e Serena li osserv con attenzione. Sono contenta
di vedervi qui insieme disse.
Katmandu ha molte cose che ti invogliano ad
andarci sussurr Bronnie ma non ha Sam.
Serena assent. Quindi resti in India?
Mentre Bronnie scuoteva la testa, Sam intervenne.
Ha un contratto di tre mesi. Star sola nei primi due.
Il terzo mese la raggiunger, poi torneremo qui.
Mi sembra un buon accordo comment Serena.
In questo modo vedremo qualcosa di pi dell'Himalaya
spieg Bronnie. Per quanto sia convinta
che Sam sia pi interessato a esplorare la libreria del
monastero di Kopan.
 l'abitudine di una vita osserv Serena.
Quando sei un tipo un po' geek... Sai, fuori dal
mondo... fece Sam.
Super-Geek lo corresse Bronnie. Gli prese le mani
tra le sue.
Ludo entr e si diresse nella parte anteriore dello
studio, leonino e flessuoso come sempre. Con addosso
una tunica bianca di cotone e un paio di pantaloni
bianchi da yoga, era pi elegante del solito ma pronto
a condurre quella che sarebbe stata una seduta blanda
di yoga, concepita per introdurre i nuovi venuti ai
rudimenti della pratica.
Sid arriv, insolitamente in ritardo, mentre Ludo
spiegava Tadasana, la posizione della montagna. Not
Serena in fondo e and da lei. Senza che glielo chiedessero,
Sam e Bronnie si spostarono in modo da farli
stare vicini.
Erano proprio di fronte a dove mi trovavo. Li guardai
effettuare una sequenza di allungamenti, di posizioni
in equilibrio su una gamba con le braccia puntate
al soffitto, seguite da torsioni, prima a destra, poi a
sinistra. A un certo punto Serena si gir dalla parte
sbagliata, lei e Sid si ritrovarono rivolti l'uno verso
l'altra. Invece di fissare un punto in lontananza, i loro
sguardi si incrociarono e rimasero cos per un minuto
inatteso e ininterrotto di intimit.
Ludo fece eseguire alla classe alcune posizioni sedute.
Mentre erano tutti piegati nella posizione del
bambino, Baiasana, apparvero due addetti alla sicurezza.
Scrutarono la stanza e fecero un cenno a Ludo,
che invit tutti ad alzarsi.
Sorridendo esclam: Seduti, per favore. So la vera
ragione per cui molti di voi sono qui. Ed  un gran
privilegio e un sommo piacere invitare il nostro ospite
d'onore, Sua Santit, il quattordicesimo Dalai Lama
del Tibet, a consacrare il nostro studio di yoga. L'annuncio
fu accolto da ansiti di gioia.
Sua Santit apparve nell'atrio e tutti in segno di
rispetto si alzarono di nuovo, ma con un gesto lui li
invit a restare dov'erano. Sedetevi, vi prego disse,
poi giunse i palmi all'altezza del cuore e si inchin
incrociando lo sguardo di ognuno.
Quando il Dalai Lama si sposta in una sala piena di
persone, non le supera semplicemente, ma si intrattiene
con molte. Quella sera, andando verso Ludo, strinse
la spalla di Ewing e sogghign guardando Merrilee
negli occhi. Quando Sukie giunse le mani e si inchin,
si allung con delicatezza e gliele tenne brevemente tra
le sue. A quel punto le scese una lacrima sulla guancia.
Quando Sua Santit raggiunse Ludo, nello studio
cal un silenzio di meraviglia. Tutti percepivano
l'energia che emanava costantemente, senza alcuno
sforzo. Era un'energia che poteva portarti al di l del
tuo consueto, limitato senso di te stesso, alla percezione
della tua natura infinita e alla consapevolezza
rassicurante che tutto  bene. Fermandosi davanti alla
porta aperta, il Dalai Lama si abbandon alla vista
spettacolare.
Gli elementi naturali avevano cospirato per preparare
un tramonto davvero eccezionale quella sera. Il
cielo blu lapislazzuli rappresentava uno sfondo straordinario
per i picchi scintillanti dipinti d'oro liquido.
Immensa e immutabile come sempre, quel giorno la
catena himalayana luccicava come una visione eterea
che si sarebbe potuta dissolvere nel nulla da un momento
all'altro.
Mentre Sua Santit la ammirava, la sua meraviglia
si trasmise a tutti nello studio. Per alcuni istanti senza
tempo fummo tenuti insieme quasi da un incantesimo.
Poi si volt sorridendo verso Ludo. Questi si inchin
in modo formale offrendogli come da tradizione una
sciarpa bianca. Dopo avergliela restituita e posta sulle
spalle, prese le mani di Ludo tra le sue. Mio buon
amico esord picchiettando le loro mani giunte. Poi,
guardandoci, disse: Molti anni fa, quando arrivai a
Dharamsala, sentii parlare di questo tedesco che voleva
insegnare yoga. Questo  bene, pensai. I tedeschi
sono molto tenaci!.
Ci fu una gran risata.
La consapevolezza del corpo  una pratica fondamentale.
Estremamente utile. Se vogliamo coltivarla, lo yoga pu essere molto prezioso. Per questo dico sempre a Ludo: Insegna pi yoga. Recher beneficio a tutti quelli che vengono.
Gli occhi gli luccicarono dietro gli occhiali mentre scrutava il gruppo. Il corpo  come uno scrigno del
tesoro. Il tesoro che ospita  la mente. L'opportunit che abbiamo di sviluppare la nostra mente  molto,
molto preziosa. Gran parte degli esseri non ce l'ha.
Per questo dovremmo prenderci molta cura del nostro corpo e stare attenti alla nostra salute. Ottenere
il meglio da questa vita per recare benefcio a se stessi e agli altri.
Sua Santit invit allora Ludo a parlare. Dopo aver salutato l'arrivo del Dalai Lama alla Downward Dog
School of Yoga, Ludo spieg che lo studio portava il nome non solo della posizione yoga ora nota in tutto
il mondo, ma anche di un cane di cui si era preso cura all'inizio della sua permanenza a McLeod Ganj. Sua
Santit aveva un'espressione contemplativa mentre osservava la fotografa del Lhasa Apso appesa alla parete.
Ludo disse di essere stato incoraggiato fin da subito dal Dalai Lama. Ora, diversi decenni pi tardi, non
riusciva a immaginare la vita senza quello scopo speciale: insegnare yoga. L'incendio recente e il restauro
della terrazza avevano rappresentato l'occasione di cominciare un nuovo capitolo con lo studio.
Cantando una preghiera in tibetano, il Dalai Lama benedisse il locale e ogni essere al suo interno. In quel breve istante l'atmosfera sembr cambiare. Mentre la coscienza di sua Santit toccava le nostre, percepimmo tutti qualcosa di sacro e di profondo.
Ludo porse a Sua Santit un paio di forbici e lo invit a tagliare il nastro della nuova terrazza, cosa che lui fece tra il divertimento e gli applausi di tutti. Ludo disse: Ho raccontato a Sua Santit dell'incendio e di come le cose sarebbero potute andare molto peggio se non fosse stato per la piccola Swami.
Sedendosi davanti a me Sid esclam:  qui questa sera.
Davvero?
Mentre Sid e Serena si scostavano, tutti gli sguardi si concentrarono d'un tratto su di me. Il Dalai Lama mi guard con amore sincero. Lanciando di nuovo un'occhiata alla fotografa in cornice del Lhasa Apso, si gir verso Ludo ed esclam: Sono cos contento che sia riuscita a tornare da te.
Pi tardi quella sera ero stesa a riposare sulla coperta di yak ai piedi del letto di Sua Santit mentre lui era seduto a leggere. Fissandolo pensai al commento di Ludo, alla fotografa sul muro dello studio di yoga e al mio sogno. Ricordai  inoltre che Yogi Tarchin mi aveva chiamata Sorellina appena mi aveva vista con Serena.
E riflettei su come mi sentissi a casa e a mio agio sia con Serena sia con Sid.
Nelle ultime sette settimane avevo avuto rivelazioni significative sulla felicit, ma avevo fatto anche un'altra rilevante e toccante scoperta proprio perch completamente inaspettata: avevo colto la profondit del mio legame con le persone a cui ero pi vicina, un legame che andava ben oltre la mia immaginazione; avevo condiviso intere vite con loro bench il ricordo del mio vissuto non mi fosse accessibile.
Il Dalai Lama mi guard con un sorriso. Chiudendo il libro, si tolse gli occhiali e li pos con cura sul tavolino, poi si chin per accarezzarmi il muso.
S, piccola Leonessa delle Nevi, non  una coincidenza che tu e io siamo qui. Abbiamo creato le cause per essere insieme. Da parte mia sono molto, molto felice che sia cos.
Lo sono anch'io, pensai facendo le fusa in segno di apprezzamento.
Sua Santit spense la luce.
...
.
...
FINE.